Quali foglie raccogliere e come essiccarle prima della colata
Gli orecchini con foglie d'autunno in resina riescono bene solo se la foglia che inglobi è piccola, piatta e completamente secca. Durante una passeggiata scegli esemplari di dimensioni ridotte, come foglioline di acero giapponese, ginkgo, felce o le foglie terminali di rovo e vite, che una volta chiuse nello stampo non superino i tre o quattro centimetri. Valuta anche il colore: il rosso e l'arancio tendono a scurire con il tempo, mentre il giallo del ginkgo e i toni bruni delle querce si mantengono meglio, soprattutto se il gioiello resterà esposto alla luce. Appena a casa, pressa le foglie tra due fogli di carta assorbente dentro un libro pesante e lasciale asciugare per circa due settimane, cambiando la carta se la senti umida. Una foglia ancora fresca rilascia acqua dentro la resina, si macchia e con i mesi può marcire. Prima della colata, sigillala con una mano leggerissima di resina stesa a pennello oppure di colla vinilica trasparente, lasciando asciugare bene: così la resina non penetra nelle nervature e il colore non vira verso il trasparente.
Resina epossidica, stampi in silicone e protezioni da indossare
Per i gioielli la scelta più comune è una resina epossidica bicomponente trasparente, quella che gli artigiani chiamano effetto vetro: indurisce a temperatura ambiente e, se il prodotto contiene un filtro UV, ingiallisce molto lentamente. Il rapporto di miscelazione tra resina e induritore cambia da prodotto a prodotto, spesso 2:1 o 1:1 in peso o in volume, quindi segui alla lettera le indicazioni della confezione e dosa con una bilancia o con bicchierini graduati: un errore di proporzione lascia il pezzo appiccicoso o fragile. Mescola lentamente per un paio di minuti raschiando bene i bordi del contenitore, perché un movimento energico incorpora aria e forma le bolle che poi rovinano la trasparenza. Lavora in un locale ventilato e indossa guanti in nitrile, occhiali e una mascherina adatta ai vapori, perché la resina non catalizzata irrita pelle e vie respiratorie. Gli stampi in silicone per orecchini, a goccia, tondi o rettangolari, vanno puliti con un panno asciutto prima di ogni uso: ogni granello di polvere resta intrappolato per sempre nella colata. Prepara in anticipo pinzette, stuzzicadenti e le foglie già sigillate, perché una volta miscelata la resina hai un tempo di lavorazione limitato, riportato sulla confezione e in genere piuttosto breve.
Colata a strati, eliminazione delle bolle e finitura dei bordi
Dopo aver miscelato la resina, versa nello stampo un primo strato che arrivi a circa metà altezza e aspetta che inizi ad addensarsi, senza lasciarlo indurire del tutto. Appoggia la foglia con la pinzetta, con il lato più bello rivolto verso il fondo dello stampo, perché quella sarà la faccia a vista dell'orecchino, e premila con uno stuzzicadenti per far uscire l'aria rimasta sotto. Completa poi con il secondo strato fino al bordo. Se compaiono bolle, fai scoppiare quelle grandi con lo stuzzicadenti e passa a distanza un getto d'aria calda per pochi secondi, senza insistere per non deformare lo stampo. Se vuoi un ciondolo da appendere, infila nella resina ancora liquida un occhiello a vite oppure un anellino, fermandolo con un pezzetto di nastro. Copri con una scatola per proteggere dalla polvere e lascia catalizzare per il tempo indicato dal produttore, in genere almeno ventiquattro ore, allungandolo se la stanza è fredda. Sformato il pezzo, leviga i bordi con carta abrasiva fine a grana progressiva, bagnata per evitare che la polvere si attacchi, e termina con una pasta lucidante o con una mano sottile di resina a pennello per ritrovare la trasparenza. Ottieni un orecchino leggero che non graffia e si indossa senza fastidi.
Montaggio con anellini e monachelle e scelta del metallo
Con i ciondoli pronti passi al montaggio, che decide la resa finale dell'orecchino. Ti servono anellini aperti, le monachelle, cioè i ganci che passano nel lobo, e due pinze piatte a becco: apri sempre l'anellino torcendo le estremità in senso opposto, mai allargandolo, così torna a chiudersi senza deformarsi. Una composizione che funziona bene con le foglie è quella costruita intorno a un anellino centrale da circa 7 millimetri, in cui alterni foglie piccole e grandi: alle grandi aggiungi un proprio anellino, in modo che una volta montate si orientino in un verso e le piccole nell'altro, con un effetto di movimento che ricorda le foglie che cadono. Per il metallo scegli in base ai colori che hai racchiuso nella resina: il rame e l'ottone dorato scaldano i gialli e i bruni, l'argento e l'acciaio rendono più fresche le foglie verdi. Se chi li indosserà ha la pelle sensibile, usa monachelle in acciaio inossidabile o argento 925, meno soggette a dare irritazioni rispetto alle leghe economiche. Tieni infine conto del peso: due o tre ciondoli da pochi grammi stanno bene su una monachella semplice, mentre per composizioni più ricche conviene un perno con farfallina o un gancio con chiusura.





