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Alberi con foglie rosse in autunno da piantare in giardino

Aggiornato il 05 ottobre 20264 capitoli
Perché le foglie diventano rosse e perché piantare in autunno

Perché le foglie diventano rosse e perché piantare in autunno

Gli alberi con foglie rosse in autunno devono il loro colore agli antociani, pigmenti che la pianta produce quando le giornate si accorciano e la clorofilla comincia a degradarsi. Non tutte le specie li producono nella stessa misura e, anche nella stessa specie, l'intensità cambia da un anno all'altro: notti fresche senza gelate, giornate luminose e un'esposizione in pieno sole favoriscono i rossi più accesi, mentre un autunno piovoso e grigio lascia toni più spenti. Tienilo presente quando scegli il punto del giardino, perché un albero piantato all'ombra di un muro o di altre chiome difficilmente darà il colore che hai visto in vivaio. Questa è anche la stagione migliore per metterli a dimora. In autunno il terreno conserva ancora il calore dell'estate, le piogge tornano regolari e la pianta, che sta entrando in riposo, dedica le energie alle radici invece che alle foglie. Un esemplare piantato tra ottobre e novembre arriva alla primavera già ancorato e affronta la prima estate con molta meno sofferenza rispetto a uno piantato a marzo. Se nella tua zona le gelate arrivano presto e sono intense, anticipa la messa a dimora a inizio autunno oppure attendi la fine dell'inverno.

Aceri: acero rosso, acero giapponese e acero riccio Crimson King

Tra gli alberi con foglie rosse in autunno gli aceri sono i più affidabili. L'acero rosso, Acer rubrum per i vivaisti, è un albero di buone dimensioni, molto resistente al gelo e di poche pretese, che in ottobre vira a un rosso brillante; preferisce terreni freschi e tendenzialmente acidi, quindi se il tuo suolo è molto calcareo valuta un'alternativa o correggi la buca con terriccio acido e compost. L'acero riccio nella selezione Crimson King ha invece foglie porpora per tutta la stagione vegetativa e si scurisce in autunno: raggiunge circa 15-20 metri con una chioma ampia, quindi va riservato ai giardini grandi e tenuto lontano dalla casa. Se lo spazio è poco, l'acero giapponese è la scelta più versatile: a seconda della cultivar resta un arbusto di un paio di metri oppure diventa un alberello che supera i dieci, e vive bene anche in un vaso capiente sul terrazzo. Le varietà verdi in estate sono spesso quelle che danno i rossi autunnali più netti, mentre quelle rosse tutto l'anno virano verso il cremisi. Chiedi in vivaio una cultivar adatta al tuo clima e mettila in mezz'ombra luminosa, al riparo dal vento e dal sole del primo pomeriggio, che in molte zone d'Italia brucia il margine delle foglie.

Liquidambar, mirabolano e altre latifoglie dal rosso autunnale

Il liquidambar è l'albero da scegliere se vuoi una chioma che in autunno passi dal rosso al porpora fino al viola sulla stessa pianta, grazie alla presenza contemporanea di antociani e carotenoidi. Diventa un albero grande, con portamento piramidale e radici che non amano essere compresse, quindi tienilo distante da muri, vialetti e tubature; vuole un terreno profondo, non calcareo, e sopporta meglio di altri i suoli che restano umidi a lungo. Il susino mirabolano nelle forme a foglia rossa è una scelta più contenuta per giardini medi e piccoli: la chioma è rosso scuro già da primavera, fiorisce a fine inverno e mantiene il colore intenso solo in pieno sole e con un terreno ben drenato. Tra le latifoglie meno comuni merita uno sguardo anche il ciliegio da fiore giapponese, che oltre alla fioritura primaverile regala foglie aranciate e rosse a ottobre, purché abbia un inverno abbastanza freddo, sole costante e spazio attorno. Se cerchi una pianta per un angolo stretto, un corniolo o una berretta del prete ad alberello accompagnano bene queste specie in secondo piano e arrossano con la stessa puntualità.

Come mettere a dimora un albero in autunno per avere colori intensi

Scava una buca larga almeno il doppio del pane di terra e profonda quanto basta perché il colletto, il punto in cui il fusto incontra le radici, resti al livello del suolo: interrarlo è l'errore più frequente e fa marcire la base. Se il terreno è argilloso e trattiene l'acqua, metti sul fondo uno strato drenante e mescola alla terra di riempimento sabbia grossolana e compost maturo; per aceri e liquidambar, che non gradiscono il calcare, aggiungi anche terriccio per piante acidofile. Pianta il tutore prima di posare l'albero, così non ferisci le radici, e legalo con un laccio morbido che lasci spazio al tronco per ingrossare. Dopo la messa a dimora annaffia abbondantemente, anche se piove, per far aderire la terra alle radici, e stendi uno strato di pacciamatura di corteccia o foglie secche che protegga dal gelo e mantenga l'umidità. Nel primo anno irriga a fondo ma di rado, soprattutto nell'estate successiva, ed evita i concimi azotati in autunno, perché spingerebbero una vegetazione tenera destinata a gelare. Un albero radicato bene e in piena luce ti ripaga con i rossi più intensi già dal secondo o terzo autunno.

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