Liberare le prode e preparare il terreno dopo l'estate
L'orto autunnale nasce sullo spazio che pomodori, zucchine e fagioli hanno appena lasciato libero, quindi il primo lavoro di ottobre è la pulizia. Togli i residui delle colture estive con le radici, perché su foglie e fusti ammalati i patogeni passano l'inverno; fai eccezione per le leguminose, di cui conviene tagliare la parte aerea e lasciare nel suolo l'apparato radicale, che restituisce azoto e migliora la struttura del terreno. Poi lavora la terra in superficie, a circa 30 cm di profondità con la zappa o con la motozappa se l'appezzamento è ampio, rompendo le zolle e interrando compost o letame maturo. Se il terreno è pesante e tende a trattenere acqua, rialza le prode di almeno 10 cm spostando sulle aiuole la terra tolta dai sentieri: le piogge autunnali sono abbondanti e i ristagni sono il primo problema di aglio, cipolle e fave. Rastrella per livellare e lascia riposare qualche giorno prima di seminare. Approfitta di questa fase per decidere dove collocare ogni coltura, ricordando di non rimettere i cavoli dove c'erano altre crucifere e di destinare alle leguminose le parcelle più povere.
Fave e piselli: la semina autunnale che anticipa il raccolto
Tra le semine di ottobre nell'orto autunnale, fave e piselli sono quelle che danno il vantaggio più evidente, ma solo dove il clima lo permette. Nelle zone a inverno mite, come le fasce costiere e buona parte del centro-sud, seminare in autunno significa avere piantine già radicate che il freddo ferma per qualche mese e che ripartono ai primi tepori, con un raccolto anticipato rispetto alle semine di fine inverno. Dove le gelate sono intense e prolungate, invece, è più prudente rimandare a febbraio, perché una piantina troppo sviluppata soffre il ghiaccio più di un seme ancora dormiente. Semina le fave a postarelle, interrando due o tre semi a circa 5 cm di profondità e distanziando le file in modo da poterci passare per la raccolta; i piselli vanno un po' meno in profondità, in file, e le varietà rampicanti avranno bisogno di una rete o di rami secchi come sostegno già dalla primavera. Entrambe le colture gradiscono un terreno lavorato ma non concimato di fresco, perché l'azoto lo fissano da sole. Se temi un abbassamento improvviso delle temperature, tieni a portata di mano della paglia o un telo di tessuto non tessuto da stendere sulle file nelle notti più fredde.
Aglio, cipolle e scalogno: come interrare i bulbi a ottobre
Ottobre è anche il mese dei bulbi da interrare nell'orto autunnale, e l'aglio è il più semplice da avviare. Scegli dalle teste gli spicchi esterni più grossi e sani, senza macchie né segni di secchezza, e infilali nel terreno con la punta rivolta verso l'alto, coprendoli con qualche centimetro di terra e lasciando tra uno e l'altro una spanna di spazio sulla fila. Le varietà rosa sono quelle che gradiscono di più la semina autunnale; quelle bianche puoi interrarle anche più avanti. Fai lo stesso con i bulbetti di cipolla invernale e di scalogno, che crescono lentamente ma reggono bene il freddo e saranno pronti dalla tarda primavera. Per tutti e tre vale la stessa condizione: terreno sciolto, soleggiato e asciutto, mai compatto né soggetto a ristagni, perché i bulbi marciscono prima ancora di germogliare. Se il tuo terreno è argilloso, alleggeriscilo con sabbia o scegli le prode più alte e drenate. Nelle consociazioni l'aglio sta bene accanto a fragole e prezzemolo, mentre le cipolle vanno tenute lontane da lui e vicine a lattughe o carote, nelle parcelle liberate da patate e pomodori. Dopo l'interramento non servirà quasi irrigare: le piogge di stagione bastano.
Cavoli, cicorie e verdure da taglio: trapianti e semine veloci
Completate le semine principali, dedica il resto dell'orto autunnale ai trapianti e agli ortaggi a ciclo breve. In ottobre trovi nei vivai piantine già sviluppate di cavolo verza, cavolo nero, cavolfiore, broccolo e cappuccio: trapiantale in un terreno fertile e ben drenato, così che le radici si rafforzino prima delle gelate e le piante arrivino robuste all'inverno. Accanto possono andare le cicorie, scegliendo tra varietà precoci e tardive in base al tuo clima, e i porri, che convivono bene con cavoli e indivie. Con un gelo intenso proteggi il piede delle piante con uno strato di paglia. Nei buchi rimasti semina spinaci, lattughino e cicoria da taglio, rucola, valeriana, cime di rapa e ravanelli: crescono in poche settimane e si rigenerano dopo il taglio, dandoti verdura fresca fino a Natale. Se disponi di un tunnel o di una piccola serra fredda, puoi allungare di un paio di settimane la stagione di queste semine e anticipare quelle di fine inverno. Infine, sulle parcelle che non userai, valuta un sovescio di graminacee, leguminose e brassicacee, da falciare e interrare a fine inverno per restituire sostanza organica al terreno: con un miscuglio bastano circa 100-150 grammi di semi ogni 100 metri quadrati.





