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Stella di Natale: cure per farla durare

Aggiornato il 21 ottobre 20264 capitoli
Scegliere la pianta giusta e portarla a casa senza danni

Scegliere la pianta giusta e portarla a casa senza danni

La durata di una stella di Natale si decide in buona parte prima ancora di entrare in casa. In vivaio o dal fiorista scegli una pianta piena e compatta, con le brattee, cioè le foglie colorate che tutti scambiano per petali, ben tese e brillanti, e con i piccoli fiori gialli al centro ancora chiusi o appena aperti: è il segno che la fioritura è all'inizio e che il colore reggerà a lungo. Guarda anche il vaso: se trovi foglie cadute sul terriccio la pianta è già stressata, mentre un substrato zuppo fa pensare a radici in sofferenza. Al tatto il terriccio deve risultare appena umido. Il tragitto verso casa è la fase più sottovalutata. L'Euphorbia pulcherrima, questo il nome botanico, è una pianta tropicale che soffre già sotto i 12 °C circa e che pochi minuti di aria gelida possono danneggiare in modo irreversibile, anche se i sintomi compaiono solo giorni dopo con la caduta delle foglie. Chiedi sempre un involucro di carta o di plastica che copra tutta la parte aerea, evita soste e lunghi tratti a piedi e non lasciarla in un'auto ferma con il motore spento, che in inverno si raffredda in fretta. Arrivata a casa, togli subito l'involucro perché la pianta non resti chiusa in un ambiente umido.

La posizione in casa: luce, temperatura e correnti d'aria

Una volta al caldo, la tentazione è sistemarla dove fa più scena, ma la stella di Natale ha esigenze precise e vale la pena rispettarle. Cerca un punto molto luminoso con luce indiretta, per esempio accanto a una finestra esposta a est o schermata da una tenda leggera: il sole diretto va bene solo nelle ore più fredde della giornata. La temperatura ideale si aggira tra 18 e 22 °C, senza grandi sbalzi tra giorno e notte, e per questo i termosifoni vanno tenuti a distanza: l'aria calda e secca che sale dal radiatore fa arricciare e cadere le foglie nel giro di pochi giorni. Lo stesso vale per camini, stufe e per il getto di un condizionatore. Evita anche le correnti: una porta che sbatte, una finestra socchiusa per arieggiare, il passaggio continuo nell'ingresso sono fonti di stress per una pianta che in natura vive in un clima stabile. Se l'aria di casa è molto secca, come capita con il riscaldamento acceso, avvicinala a un umidificatore oppure appoggia il vaso su un sottovaso con argilla espansa e un dito d'acqua, senza che il fondo del vaso la tocchi. Togli infine la carta decorativa che avvolge il vaso, o almeno bucala sul fondo: impedisce all'acqua di drenare e alle radici di respirare, e il marciume radicale è tra le cause più frequenti di morte precoce.

Quanta acqua dare: l'errore che rovina più piante

La maggior parte delle stelle di Natale che muoiono dopo le feste non muore di sete ma di acqua in eccesso. Annaffia solo quando il terriccio è asciutto in superficie e per un paio di centimetri sotto, infilando un dito nel vaso prima di decidere: in un appartamento riscaldato può voler dire una volta alla settimana, in una stanza fresca anche meno. Usa acqua a temperatura ambiente e versala sul terriccio senza bagnare foglie e brattee. Un metodo molto usato dai vivaisti è l'immersione: metti il vaso in una bacinella con qualche centimetro d'acqua tiepida per una decina di minuti, poi lascialo sgocciolare bene prima di rimetterlo nel sottovaso. Qualunque sistema tu scelga, svuota sempre il sottovaso dopo mezz'ora: le radici lasciate nel ristagno marciscono e la pianta risponde proprio con la caduta delle foglie, lo stesso sintomo della sete. Qui sta l'errore più comune: vedere le foglie cadere e reagire annaffiando di più, peggiorando la situazione. Nel periodo natalizio non serve concimare, perché la pianta è già stata nutrita in serra. Ricorda infine che, come tutte le euforbie, dai rami spezzati esce un lattice bianco che può irritare la pelle e le mucose: maneggiala con cura e tienila fuori dalla portata di bambini e animali domestici.

Dopo le feste: i segnali da leggere e cosa fare da gennaio in poi

Se le cure sono state corrette, a gennaio la stella di Natale conserva ancora le brattee colorate e perde solo qualche foglia inferiore, quella che riceve meno luce: è normale e non deve preoccuparti. Diverso è il caso di foglie che ingialliscono e cadono a gruppi, di brattee molli o di terriccio che resta bagnato per giorni: rivedi subito posizione e annaffiature, perché quasi sempre la causa è un colpo di freddo, un termosifone troppo vicino o il ristagno nel sottovaso. Verso la fine dell'inverno le brattee cominciano a sbiadire e a cadere: la pianta entra in una fase di riposo e non va buttata. Riduci le annaffiature al minimo, lasciandola quasi asciutta, e in primavera accorcia i rami a una decina di centimetri dalla base, rinvasandola in un contenitore poco più grande con terriccio drenante. Da maggio puoi tenerla all'aperto in posizione luminosa ma riparata, riportandola in casa prima che le notti scendano sotto i 12 °C circa. Poiché è una pianta brevidiurna, che si colora solo con giornate corte, da fine settembre coprila ogni sera con uno scatolone o spostala in una stanza buia per circa quattordici ore, per sei-otto settimane: le nuove brattee compariranno in tempo per il Natale successivo.

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