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Sempreverdi per schermare il giardino anche in inverno

Aggiornato il 26 ottobre 20264 capitoli
Da dove ti vedono: misurare la privacy che perdi in inverno

Da dove ti vedono: misurare la privacy che perdi in inverno

Quando gli alberi e le siepi decidue perdono le foglie, il giardino resta all'improvviso esposto: il terrazzo del vicino, la strada, il cancello tornano a vedersi. I sempreverdi per schermare il giardino servono proprio a questo, mantenere una barriera visiva continua da novembre a marzo, quando una siepe spogliata diventa un reticolo di rami. Prima di scegliere le piante, però, mettiti nel punto da cui non vuoi essere visto, in piedi sulla terrazza o seduto a tavola, e guarda dove passa la linea dello sguardo: spesso bastano pochi metri di schermo ben posizionato invece di un perimetro intero, con una spesa e una manutenzione decisamente inferiori. Valuta poi le tre caratteristiche che decidono la resa nella stagione fredda: l'altezza raggiungibile in qualche anno, la densità del fogliame nella parte bassa e la rusticità, cioè la temperatura minima che la pianta sopporta. Una specie che si spoglia alla base ti lascia scoperto proprio all'altezza degli occhi, mentre una poco rustica, dopo una gelata forte, brunisce e perde foglie: lo schermo resta in piedi ma diventa trasparente e sgradevole da guardare.

Le sempreverdi che schermano davvero: latifoglie, tasso e conifere

Tra le latifoglie sempreverdi il lauroceraso (Prunus laurocerasus) è il più usato per chiudere in fretta: regge il freddo, tollera la mezz'ombra e forma una parete compatta, anche se le foglie grandi gli danno un aspetto massiccio che nei giardini piccoli può pesare. Il viburno tino (Viburnum tinus) resta più contenuto e fiorisce tra inverno e primavera; pitosforo e fillirea hanno fogliame più fine e sopportano la vicinanza del mare; l'alloro (Laurus nobilis), lasciato libero, supera gli otto metri, mentre in siepe si tiene a due o tre metri con due potature l'anno. Se cerchi una parete fitta e ordinata, il tasso (Taxus baccata) cresce lentamente ma ricaccia anche dal legno vecchio, quindi si recupera quando si sforma: tieni presente che semi e fogliame sono tossici, un dettaglio da pesare se in giardino girano bambini o animali. Ginepri e cipressi rendono dove il terreno drena bene e il sole è abbondante. Nelle zone interne del nord ragiona intorno ai -10 °C come soglia prudente, mentre sulla costa e al sud puoi osare di più; in vivaio chiedi sempre rusticità e dimensioni da adulta della varietà, perché il nome della specie da solo non basta.

Dove metterle: luce, terreno, distanze e schermo a strati

Scelte le specie, misura la luce reale del punto d'impianto proprio in inverno, quando il sole è basso e gli edifici allungano l'ombra: un lato che d'estate sembra luminoso può restare in ombra per mesi, e lì pitosforo e fillirea soffrono più di viburno, tasso o lauroceraso. Controlla anche drenaggio e pH del terreno, perché un suolo che resta saturo d'acqua per lunghi periodi favorisce il marciume radicale, il problema che più spesso apre buchi in una siepe matura. Sulle distanze non stringere oltre il dovuto sperando di chiudere prima: piante schiacciate si spogliano alla base, quindi fatti indicare la larghezza da adulta e distanziale di conseguenza. Per un confine che non somigli a un muro verde, lavora su più altezze: gli arbusti alti sul fondo, le specie medie davanti, qualche coprisuolo a terra, alternando foglie lucide e opache, larghe e sottili. Se non puoi piantare in piena terra, perché il confine è in cemento o lo spazio è un terrazzo, allinea vasi capienti e profondi in posizione riparata dal vento: lo schermo sarà più basso, ma ti copre la seduta e il tavolo, che è quello che serve davvero.

Mantenere la barriera densa nei mesi freddi

Una sempreverde non è immutabile: rinnova le foglie poco alla volta durante tutto l'anno e traspira anche d'inverno, perciò con terreno gelato o vento secco può disidratarsi più di una pianta che si è spogliata. Le piante messe a dimora da poco vanno quindi bagnate anche nella stagione fredda, se non piove per due o tre settimane, e uno strato di pacciamatura di corteccia di pino o cippato alto cinque-sette centimetri protegge le radici dal gelo e dalla sete. Dopo una nevicata abbondante scuoti con delicatezza i rami più carichi, prima che si aprano o si spezzino lasciando un vuoto che ci metterà anni a richiudersi. La potatura, invece, non si fa nel pieno dell'inverno: intervieni nelle stagioni miti, quando la pianta è in grado di ricacciare, e accorcia i getti per infittire la parte bassa dello schermo. Tieni d'occhio cocciniglia e afidi, che si annidano sui germogli nuovi e indeboliscono il fogliame, ed evita annaffiature frequenti e abbondanti sui soggetti già affermati. Con queste attenzioni la schermatura resta compatta anche a gennaio, quando è l'unica cosa che separa il tuo giardino dalla vista di chi passa.

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