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Come ritirare le piante grasse in casa per l'inverno

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Quando ritirare le piante grasse in casa: il segnale dei primi freddi

Quando ritirare le piante grasse in casa: il segnale dei primi freddi

Il momento per ritirare le piante grasse in casa arriva con i primi freddi, non con l'inizio dell'autunno sul calendario. Finché le giornate restano miti e le notti non scendono sotto i 10 gradi circa, le succulente stanno meglio all'aperto, dove la luce è piena e l'aria circola: in gran parte d'Italia questo significa aspettare la fine di ottobre, mentre in montagna e nelle zone più fredde conviene anticipare di qualche settimana. Osserva le previsioni e intervieni quando le minime notturne si avvicinano ai 5 gradi, perché il danno maggiore lo fanno le gelate improvvise unite all'umidità, non il fresco in sé. Non tutte le specie, però, hanno bisogno di rientrare. Sedum e Sempervivum sopportano bene il gelo se il terreno è asciutto, e lo stesso vale per molti Echinopsis e per alcune Opuntia; sono invece sensibili le Crassula, le Echeveria, i Kalanchoe e l'Agave attenuata, che soffre già sotto i 10 gradi. Valuta quindi pianta per pianta e ritira per prime quelle a foglia carnosa e sottile, lasciando all'aperto le specie rustiche con un riparo dalla pioggia, così eviti di affollare la casa con vasi che starebbero meglio fuori.

Prima del trasloco: substrato asciutto, pulizia e controllo dei parassiti

Prima di portarle dentro, dedica un pomeriggio a controllare ogni vaso, perché in casa i problemi che all'aperto restavano contenuti tendono ad aggravarsi. Sospendi le annaffiature una decina di giorni prima del trasloco: il substrato deve entrare perfettamente asciutto, dato che un pane di terra bagnato in un ambiente chiuso e meno luminoso è la prima causa di marciume radicale. Togli le foglie secche alla base, i fiori appassiti e i detriti sul terriccio, dove svernano volentieri funghi e insetti. Ispeziona poi con calma le ascelle delle foglie, la pagina inferiore e il colletto, cercando i batuffoli bianchi della cocciniglia cotonosa e gli scudetti bruni della cocciniglia a scudetto; se ne trovi, rimuovili con un pennellino o un bastoncino imbevuto di alcol e tieni la pianta in quarantena per qualche settimana, lontana dalle altre. Verifica che i fori di drenaggio non siano ostruiti da radici o terra compattata e svuota i sottovasi. Rimanda invece il rinvaso alla primavera: una pianta che entra in riposo non ha energia per cicatrizzare le radici, e muoverla adesso significa esporla a un rischio inutile.

Dove sistemarle in casa: luce piena e stanza fresca

Scelta la data e ripulite le piante, il punto in cui le sistemi fa la differenza tra un inverno di riposo e uno di sofferenza. Le succulente in casa vogliono due cose che di rado vanno d'accordo nelle abitazioni riscaldate: molta luce e temperature fresche. La collocazione migliore è un davanzale interno di una finestra esposta a sud o a ovest, in una stanza poco riscaldata come un ingresso, una camera degli ospiti, una veranda chiusa o un vano scale luminoso, dove la temperatura si mantiene tra i 5 e i 15 gradi circa. In queste condizioni la pianta rallenta davvero il metabolismo e arriva a primavera compatta, invece di allungarsi in cerca di luce. Tieni i vasi lontani da termosifoni, stufe e bocchette dell'aria calda, che seccano l'aria e stimolano una crescita debole, ed evita cucina e bagno, dove il vapore favorisce le muffe. Lascia qualche centimetro tra un vaso e l'altro perché l'aria circoli e le foglie non restino a contatto, e arieggia il locale nelle ore centrali delle giornate di sole, senza esporre le piante a correnti gelide dirette. Se la luce naturale non basta, una lampada da coltivazione accesa per alcune ore al giorno compensa le giornate corte e previene l'eziolamento, cioè quell'allungamento pallido degli steli tipico delle piante tenute al buio.

Acqua, concime e controlli durante il riposo invernale

Una volta sistemate, la parte più difficile è trattenersi. In riposo vegetativo le piante grasse consumano pochissima acqua, e in una stanza fresca puoi bagnarle una volta ogni tre o quattro settimane circa, o anche sospendere del tutto se la temperatura resta sotto i 10 gradi e le foglie non mostrano segni di disidratazione. Quando annaffi, fallo nelle ore centrali di una giornata luminosa, con poca acqua a temperatura ambiente versata sul terriccio e mai sulla rosetta, e attendi sempre che il substrato sia asciutto in profondità prima della volta successiva. Sospendi i concimi fino alla ripresa primaverile: nutrire una pianta ferma non la rinforza, la spinge a produrre tessuti deboli. Ogni due settimane dai un'occhiata a colletto e foglie basali, dove compaiono per primi gli annerimenti molli del marciume o la peluria grigia della muffa; se intervieni subito, eliminando le parti colpite e lasciando asciugare, spesso la pianta si salva. Con marzo e le temperature in risalita riporta le piante all'aperto in modo graduale, prima in ombra luminosa e poi al sole pieno nell'arco di un paio di settimane, perché dopo mesi in casa i tessuti scottano facilmente. Riprendi le annaffiature regolari solo quando noti i primi segni di nuova crescita.

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