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Piantare bulbi a strati in vaso: la tecnica lasagna

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
Cos'è la tecnica lasagna e perché conviene sul balcone

Cos'è la tecnica lasagna e perché conviene sul balcone

Piantare bulbi a strati in vaso significa sovrapporre più livelli di bulbi nello stesso contenitore, separati da terriccio, come gli strati di una lasagna: da qui il nome con cui vivaisti e appassionati chiamano questa tecnica. L'idea nasce da un'esigenza concreta di chi coltiva sul balcone, dove lo spazio è poco e un vaso con un solo tipo di bulbo fiorisce per due o tre settimane e poi resta spoglio per mesi. Mettendo insieme specie con epoche di fioritura diverse, lo stesso vaso si rinnova da solo: i primi fiori spuntano a fine inverno, gli ultimi si aprono a primavera avanzata, e nel frattempo il fogliame delle piante già sfiorite viene coperto da quelle che seguono. Ottobre è il momento giusto per preparare la composizione, perché i bulbi a fioritura primaverile hanno bisogno di qualche mese di freddo per radicare e sviluppare il fiore. Se vivi in una zona dal clima mite puoi arrivare anche a novembre, mentre dove le gelate arrivano presto conviene non rimandare, così le radici si formano prima che il terriccio si raffreddi troppo. Rispetto alla coltivazione classica in piena terra, qui controlli tu il substrato, il drenaggio e l'esposizione: un vantaggio non piccolo per chi ha solo un terrazzo o un davanzale.

Vaso, drenaggio e terriccio: la base prima di piantare

Prima di pensare ai bulbi, scegli il vaso con attenzione, perché deve ospitare tre livelli di piantagione più uno strato drenante sul fondo. Serve un contenitore profondo almeno 30-40 centimetri e largo in proporzione, in terracotta o in plastica robusta: la terracotta traspira e isola meglio dagli sbalzi di temperatura, la plastica pesa meno ed è più pratica da spostare se il balcone è esposto al vento. Verifica che il fondo abbia fori abbondanti, perché i bulbi temono il ristagno più del freddo e una base sempre bagnata li fa marcire durante l'inverno. Sul fondo disponi uno strato di cocci, ghiaia o argilla espansa, poi riempi con un terriccio universale di buona qualità alleggerito con sabbia grossolana o perlite, in modo che l'acqua scorra e il substrato non si compatti. Se il terriccio che hai a disposizione è molto torboso e tende a restare umido, aumenta la quota di sabbia. Compatta appena con le mani senza pressare troppo e ferma la superficie a un'altezza tale che il primo strato di bulbi, quello più profondo, si trovi a circa tre volte la sua altezza sotto il livello finale del terriccio.

Quali bulbi abbinare e in che ordine disporre gli strati

La regola per comporre gli strati è semplice: i bulbi più grandi e a fioritura più tardiva vanno in basso, quelli più piccoli e precoci in alto. Nel livello più profondo sistema tulipani, narcisi a fiore grande o allium, con la punta rivolta verso l'alto e distanziati di qualche centimetro, senza che si tocchino. Copri con terriccio fino a nascondere le punte, poi disponi il secondo strato con giacinti, narcisi a fiore piccolo o tulipani di taglia ridotta, collocandoli negli spazi tra i bulbi sottostanti e non esattamente sopra, così i germogli che salgono dal basso trovano un passaggio libero. Copri di nuovo e termina con lo strato superficiale di bulbi minuti come crochi, muscari, iris nani o scille, che fioriscono già a fine inverno e restano a pochi centimetri dalla superficie. Puoi piantare più fitto di quanto faresti in giardino, perché il vaso vive una sola stagione in questa forma e l'effetto pieno è proprio quello che si cerca. Se vuoi un risultato armonioso, scegli specie con esigenze simili di sole e acqua e limita la tavolozza a due o tre colori che si richiamano; se preferisci allungare la fioritura, leggi sulle confezioni l'epoca indicata e abbina varietà precoci, intermedie e tardive anche all'interno dello stesso genere.

Dopo la piantagione: cure in autunno, inverno e a fine fioritura

Una volta completato l'ultimo strato, livella il terriccio lasciando un paio di centimetri liberi sotto il bordo per l'irrigazione e bagna a fondo, così il substrato si assesta e i bulbi iniziano a radicare. Durante l'autunno mantieni il terriccio appena umido, senza eccessi: con le piogge spesso non serve intervenire. In inverno tieni il vaso in un angolo riparato dal vento e dalle piogge continue e, se le temperature scendono molto sotto lo zero per diversi giorni, avvolgi il contenitore con tessuto non tessuto o juta, perché in vaso le radici sono meno protette che in piena terra. Il freddo in sé è necessario e non va evitato: senza un periodo di basse temperature molti bulbi non fioriscono. Quando compaiono i primi germogli, sposta il vaso in piena luce e riprendi ad annaffiare con regolarità, aggiungendo un concime liquido per piante fiorite ogni due o tre settimane fino al termine della fioritura. Elimina i fiori appassiti ma lascia ingiallire le foglie da sole, perché è attraverso di esse che il bulbo accumula le riserve per l'anno seguente. A inizio estate, quando il fogliame è secco, puoi estrarre i bulbi, pulirli e conservarli in un luogo fresco e asciutto fino all'ottobre successivo, oppure svuotare il vaso e ricominciare con una nuova composizione.

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