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Viole del pensiero: piantarle in autunno nelle aiuole e in vaso

Aggiornato il 17 ottobre 20264 capitoli
Perché ottobre è il mese giusto per piantare le viole del pensiero

Perché ottobre è il mese giusto per piantare le viole del pensiero

Le viole del pensiero che trovi in vivaio da fine settembre non sono le stesse che un tempo si piantavano per la primavera: le varietà autunnali sono state selezionate per reggere il gelo e la neve, e proprio per questo ottobre è il mese in cui conviene metterle a dimora. Piantate adesso, con il terreno ancora tiepido e le piogge che riprendono, hanno il tempo di radicare bene prima dei freddi veri e danno una prima fioritura già tra novembre e dicembre. Poi rallentano nelle settimane più rigide, senza morire, e riprendono vigore al risveglio primaverile, quando fioriscono in abbondanza fino ai primi caldi, che chiudono il loro ciclo. Il nome botanico è Viola x wittrockiana, un ibrido ottenuto incrociando diverse viole spontanee europee, e la pianta ha un ciclo biennale: cresce a fine estate, passa l'inverno e dà il meglio nella stagione successiva. Se la pianti in primavera, invece, ti godi solo la coda della fioritura e la perdi presto con il caldo. Scegliere l'autunno significa quindi avere colore nelle aiuole e nei vasi per tutta la stagione fredda, con una spesa contenuta rispetto a quasi ogni altra fioritura invernale.

Mettere a dimora le viole nelle aiuole: terreno, esposizione e distanze

Nelle aiuole le viole danno il meglio in piena luce: una posizione soleggiata, anche d'inverno, fa fiorire di più e aiuta il terreno ad asciugare tra una pioggia e l'altra. Prima di piantare lavora la terra in superficie con la vanga o il forchettone, togli le radici delle annuali estive ormai esaurite e incorpora un po' di terriccio o di compost maturo, perché queste viole chiedono un terreno fertile, permeabile e sempre leggermente umido. Se il tuo giardino ha una terra argillosa e pesante, alleggeriscila con sabbia e terriccio, oppure alza un poco l'aiuola, perché il ristagno d'acqua è ciò che più spesso fa marcire le radici durante l'inverno. Le piantine arrivano di solito in vasetti o in vassoi alveolati: immergi il pane di terra in acqua finché smette di fare bolle, poi sistemalo in una buca appena più grande, con il colletto a livello del suolo, e compatta la terra intorno con le mani. Lascia tra una pianta e l'altra circa 15-20 centimetri, un po' meno per le viole a fiore piccolo derivate dalla Viola cornuta, che formano cuscini compatti e coprono il terreno in fretta. Un'annaffiatura abbondante a fine lavoro fa aderire la terra alle radici e dà alle piante la partenza che serve.

Viole in vaso e in fioriera: terriccio, drenaggio e abbinamenti

In vaso e in fioriera le viole del pensiero sono tra le poche fioriture che reggono tutto l'inverno sul balcone o davanti all'ingresso. Usa un terriccio universale o, meglio, uno specifico per piante da fiore già concimato; se hai terra da giardino a disposizione, puoi mescolarne circa un terzo con due terzi di terriccio per fioriere, così la miscela trattiene l'umidità senza diventare pesante. Sul fondo metti uno strato di argilla espansa o di cocci e controlla che i fori di scolo siano liberi, perché nei mesi piovosi il substrato fradicio soffoca le radici. Riempi il contenitore in modo abbastanza fitto, perché le viole crescono poco in inverno e le fioriere troppo rade restano spoglie fino a marzo. Le mini-viole ricadenti sono quelle che rendono meglio nei vasi appesi e nelle ciotole: i fiori piccoli e numerosi non si piegano sotto la pioggia e, se nevica, basta scostare la neve per ritrovarli intatti. Puoi abbinarle a ciclamini, eriche, cavoli ornamentali o piccole graminacee, badando che tutte le compagne amino lo stesso clima fresco e la stessa luce. Evita invece di tenerle in casa: in un ambiente riscaldato durano pochi giorni, a meno che il locale non sia davvero fresco e molto luminoso.

Le cure dopo la messa a dimora: acqua, gelo e fiori appassiti

Una volta a dimora, le viole chiedono poco, ma con criterio. In autunno e in inverno le annaffiature sono moderate, e spesso superflue se il tempo è umido e piovoso: controlla il terriccio con un dito e bagna solo quando è asciutto nei primi centimetri, mai la sera prima di una gelata. Le piante in vaso, soprattutto sotto una tettoia o un balcone che le ripara dalla pioggia, asciugano più in fretta di quelle in aiuola e vanno seguite con più attenzione nei periodi sereni e ventosi. Il gelo in sé non le danneggia: le foglie possono afflosciarsi nelle mattine più fredde e riprendersi appena la temperatura risale, quindi non coprirle se non in caso di gelate intense e prolungate, quando un telo di tessuto non tessuto aiuta soprattutto le piante in vaso. Togli regolarmente i fiori appassiti pizzicandoli alla base del peduncolo, perché altrimenti la pianta spende energie per produrre semi invece di nuovi boccioli, e con l'arrivo della primavera un concime liquido per piante fiorite, alle dosi indicate sulla confezione, sostiene la seconda fioritura, la più abbondante. Quando a fine primavera il caldo le fa deperire, sostituiscile con le annuali estive: il loro compito, dare colore nei mesi in cui il giardino riposa, è compiuto.

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