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Faretti solari da giardino in autunno: funzionano con poca luce?

Aggiornato il 14 ottobre 20264 capitoli
Perché in autunno i faretti solari si accendono meno a lungo (foto Faretto solare Zafferano Solar da esterni)

Foto: Faretto solare Zafferano Solar da esterni

Perché in autunno i faretti solari si accendono meno a lungo

I faretti solari da giardino funzionano come un piccolo bilancio energetico quotidiano: di giorno il pannello fotovoltaico ricarica una batteria interna attraverso un regolatore, al crepuscolo un sensore accende il LED e la luce dura finché la carica accumulata non si esaurisce. In autunno questo equilibrio si sposta nella direzione sbagliata. Le ore di luce si riducono, il sole resta più basso sull'orizzonte e colpisce il pannello con un angolo meno favorevole, mentre le giornate coperte diventano più frequenti. La batteria riceve quindi meno energia proprio mentre le notti si allungano e la richiesta di luce cresce. Il risultato che molti notano è una luce che si accende regolarmente ma si spegne dopo poche ore, oppure resta fioca per tutta la sera. Non si tratta di un guasto: è il comportamento normale di un sistema che dipende dall'energia raccolta nelle ore precedenti. Prima di considerare i faretti solari inutilizzabili nei mesi freddi, conviene capire quanto del calo dipende dalla stagione e quanto invece da errori di posizione o di impostazione che puoi correggere.

Esposizione del pannello: ombre lunghe, foglie e orientamento

Il primo controllo da fare riguarda la posizione del pannello, perché in autunno cambia la geometria delle ombre. Un faretto che a giugno riceveva sole pieno può trovarsi ora per gran parte della giornata nel cono d'ombra di una siepe, di un muro o della casa stessa, dato che il sole più basso allunga le ombre di tutto ciò che sta a sud. Osserva il giardino a metà mattina e a metà pomeriggio e sposta i faretti solari nei punti che restano illuminati più a lungo, anche a costo di allontanarli di poco dal vialetto che devono segnare. Nei modelli con pannello separato collegato da un cavo puoi lasciare il corpo luminoso dove serve e portare il pannello in piena luce, magari su un palo o in cima alla recinzione. Controlla anche l'inclinazione: se il pannello è orientabile, raddrizzalo un po' rispetto all'estate, così resta più perpendicolare ai raggi radenti. Infine pulisci la superficie con un panno morbido e acqua, perché foglie cadute, polvere e il velo lasciato dalla pioggia riducono la ricarica proprio quando ogni ora di sole conta. Una verifica di pochi minuti restituisce spesso più autonomia di qualsiasi altro intervento.

Modalità di accensione e sensori per far durare la carica

Se dopo aver sistemato il pannello la luce dura ancora poco, lavora sul lato del consumo. Molti faretti solari offrono più livelli di luminosità e diverse modalità: luce fissa, luce attenuata che passa alla massima intensità con il sensore di movimento, oppure accensione solo al passaggio. In autunno conviene abbandonare la luce fissa al massimo e scegliere il livello basso o la modalità con sensore PIR, che tiene il LED a riposo e lo porta a piena potenza solo quando qualcuno si avvicina. L'energia risparmiata nelle ore in cui nessuno è in giardino si traduce in una luce disponibile fino a tarda sera. Tieni conto della funzione di ogni punto luce: per segnare un vialetto bastano circa 100-200 lumen per faretto, mentre un ingresso o un gradino richiedono valori più alti, intorno ai 200-400 lumen. Se hai faretti sovradimensionati rispetto al compito, impostarli su un livello più basso non toglie nulla all'utilità e allunga molto l'autonomia. Dove il sensore crepuscolare è regolabile, ritardare un poco l'accensione evita di consumare carica nella mezz'ora in cui c'è ancora luce naturale sufficiente.

Tenerli fuori o ritirarli: cosa fare con batterie e freddo

Dopo questi accorgimenti resta la domanda se lasciare i faretti solari all'aperto tutto l'inverno. Se il giardino riceve ancora alcune ore di sole diretto e la luce serve soprattutto per orientarsi, puoi tenerli in funzione accettando un'autonomia ridotta. Verifica che il grado di protezione sia adatto a pioggia e umidità, almeno IP65 per i modelli esposti, e che i picchetti restino ben saldi nel terreno ammorbidito dalle piogge. Un faretto in ombra permanente, invece, continuerà a scaricarsi fino a esaurimento e non ha senso lasciarlo lì. In quel caso ritiralo: pulisci corpo e pannello, lascialo caricare qualche giorno in un punto luminoso e riponilo in un luogo asciutto e non gelido, perché le batterie ricaricabili soffrono sia il freddo intenso sia la permanenza a carica zero. Se il modello lo permette, spegnilo con l'interruttore così la batteria non si svuota del tutto durante i mesi di inattività. In primavera basterà una giornata di sole pieno per rimetterlo in servizio, e avrai evitato di comprare pezzi nuovi solo per una stagione sfavorevole.

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