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Muffa grigia sulle piante con l'umidità autunnale: come intervenire

Aggiornato il 14 ottobre 20264 capitoli
Come riconoscere la muffa grigia quando arrivano le piogge di ottobre

Come riconoscere la muffa grigia quando arrivano le piogge di ottobre

La muffa grigia è il nome comune della botrite, un fungo che non sceglie una pianta in particolare e che in autunno trova le condizioni che preferisce: aria umida, temperature miti intorno ai 15 gradi, giornate corte e foglie che restano bagnate a lungo dopo ogni pioggia. La riconosci da un feltro grigiastro e polveroso che ricopre fiori, foglie e steli, mentre i tessuti sottostanti diventano molli, scuri e marciscono in fretta. Spesso tutto comincia da una ferita, da un fiore appassito rimasto attaccato o da una foglia ingiallita appoggiata al terriccio umido, e da lì il fungo si allarga ai tessuti sani. Sui gerani in vaso controlla i fiori sfioriti e la base degli steli, dove compaiono macchie brune che poi si coprono di muffa; sugli ortaggi di fine stagione come pomodori, zucchine e fagiolini osserva frutti e foglie basse, che possono mostrare un marciume molle con la tipica peluria; sulle fragole e sulle piante grasse tenute all'aperto guarda i punti dove l'acqua ristagna. Se tocchi una parte colpita e si alza una nuvoletta di polvere, sono le spore: è il segnale che devi agire subito, perché si spostano con l'aria e con le gocce di pioggia e infettano le piante vicine.

Tagliare le parti colpite senza spargere le spore

Il primo intervento è meccanico e va fatto prima di qualsiasi trattamento: rimuovi tutte le parti con la peluria grigia, i fiori marci e le foglie molli, tagliando qualche centimetro sotto la zona malata, nel tessuto ancora sano. Usa forbici o cesoie pulite e passa la lama con alcol tra una pianta e l'altra, perché il fungo si trasmette facilmente anche con gli attrezzi. Lavora in una giornata asciutta e con movimenti lenti, senza scuotere i rami, e raccogli i residui in un sacchetto chiuso da buttare con l'indifferenziato: non metterli nel compost e non lasciarli ai piedi delle piante, dove le spore resterebbero vitali a lungo. Finita la pulizia, togli dal terriccio dei vasi le foglie cadute e i petali appassiti, che in autunno si accumulano in fretta e trattengono umidità proprio a contatto con il colletto. Sui gerani elimina anche i fiori ancora belli ma vicini a quelli infetti, perché l'infezione parte quasi sempre dalle corolle sfiorite. Se una pianta piccola è compromessa per oltre metà, valuta di sacrificarla: tenerla accanto alle altre significa mantenere acceso un focolaio che vanifica il lavoro fatto sul resto del balcone o dell'orto.

Ridurre umidità e ristagni tra vasi, balcone e orto

Dopo aver tolto le parti malate devi togliere al fungo ciò di cui vive, cioè l'acqua ferma sulle foglie e l'aria immobile. Innaffia solo quando il terriccio è asciutto nei primi centimetri, al mattino e alla base della pianta, senza bagnare il fogliame, e svuota i sottovasi dopo ogni pioggia: in ottobre l'evaporazione è lenta e un sottovaso pieno basta a mantenere le radici fradice per giorni. Distanzia i vasi tra loro in modo che le chiome non si tocchino e ruotali di tanto in tanto, perché il lato rivolto al muro resta più umido e ombreggiato. Nell'orto diradare le piante troppo fitte, legare i pomodori per sollevare i rami da terra e pacciamare con paglia asciutta aiuta a tenere i frutti lontani dal suolo bagnato. Se tieni i gerani o le piante grasse sotto una tettoia o in una veranda, lasciale ricevere luce e aria aperta per qualche ora nei giorni senza pioggia: l'ambiente riparato protegge dall'acqua battente, ma senza ricambio d'aria diventa il luogo in cui la botrite prospera più che all'aperto. Un piccolo ventilatore acceso a bassa velocità in serra o in veranda muove l'aria quanto basta per asciugare le foglie dopo l'innaffiatura.

Trattamenti antibotritici e cure prima dell'inverno

Quando la pulizia e il controllo dell'umidità non bastano, puoi ricorrere a un fungicida antibotritico specifico, da scegliere in base alla pianta e da usare seguendo l'etichetta: sugli ortaggi rispetta sempre il tempo di carenza indicato, cioè i giorni da attendere tra il trattamento e la raccolta. I prodotti a base di rame hanno un'azione preventiva e aiutano a proteggere i tessuti sani dopo il taglio, ma non guariscono le parti già marce, per cui vanno applicati su piante già ripulite e con le foglie asciutte. Alterna i principi attivi se devi ripetere il trattamento, perché la botrite tende a sviluppare resistenza allo stesso prodotto. Con il freddo in arrivo prepara i gerani e le altre piante da ritirare: potali, lasciali asciugare bene e sistemali in un locale luminoso, fresco e arieggiato, non in una cantina umida dove la muffa grigia riprenderebbe a crescere sui tessuti a riposo. Nell'orto raccogli e allontana tutti i residui delle colture finite, perché il fungo sverna proprio su steli e frutti marci lasciati a terra. Un controllo settimanale delle piante ritirate, con la rimozione tempestiva di ogni foglia ingiallita, ti evita di ritrovare in primavera una partenza già compromessa.

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