Come riconoscere la muffa grigia quando arrivano le piogge di ottobre
La muffa grigia è il nome comune della botrite, un fungo che non sceglie una pianta in particolare e che in autunno trova le condizioni che preferisce: aria umida, temperature miti intorno ai 15 gradi, giornate corte e foglie che restano bagnate a lungo dopo ogni pioggia. La riconosci da un feltro grigiastro e polveroso che ricopre fiori, foglie e steli, mentre i tessuti sottostanti diventano molli, scuri e marciscono in fretta. Spesso tutto comincia da una ferita, da un fiore appassito rimasto attaccato o da una foglia ingiallita appoggiata al terriccio umido, e da lì il fungo si allarga ai tessuti sani. Sui gerani in vaso controlla i fiori sfioriti e la base degli steli, dove compaiono macchie brune che poi si coprono di muffa; sugli ortaggi di fine stagione come pomodori, zucchine e fagiolini osserva frutti e foglie basse, che possono mostrare un marciume molle con la tipica peluria; sulle fragole e sulle piante grasse tenute all'aperto guarda i punti dove l'acqua ristagna. Se tocchi una parte colpita e si alza una nuvoletta di polvere, sono le spore: è il segnale che devi agire subito, perché si spostano con l'aria e con le gocce di pioggia e infettano le piante vicine.
Tagliare le parti colpite senza spargere le spore
Il primo intervento è meccanico e va fatto prima di qualsiasi trattamento: rimuovi tutte le parti con la peluria grigia, i fiori marci e le foglie molli, tagliando qualche centimetro sotto la zona malata, nel tessuto ancora sano. Usa forbici o cesoie pulite e passa la lama con alcol tra una pianta e l'altra, perché il fungo si trasmette facilmente anche con gli attrezzi. Lavora in una giornata asciutta e con movimenti lenti, senza scuotere i rami, e raccogli i residui in un sacchetto chiuso da buttare con l'indifferenziato: non metterli nel compost e non lasciarli ai piedi delle piante, dove le spore resterebbero vitali a lungo. Finita la pulizia, togli dal terriccio dei vasi le foglie cadute e i petali appassiti, che in autunno si accumulano in fretta e trattengono umidità proprio a contatto con il colletto. Sui gerani elimina anche i fiori ancora belli ma vicini a quelli infetti, perché l'infezione parte quasi sempre dalle corolle sfiorite. Se una pianta piccola è compromessa per oltre metà, valuta di sacrificarla: tenerla accanto alle altre significa mantenere acceso un focolaio che vanifica il lavoro fatto sul resto del balcone o dell'orto.
Ridurre umidità e ristagni tra vasi, balcone e orto
Dopo aver tolto le parti malate devi togliere al fungo ciò di cui vive, cioè l'acqua ferma sulle foglie e l'aria immobile. Innaffia solo quando il terriccio è asciutto nei primi centimetri, al mattino e alla base della pianta, senza bagnare il fogliame, e svuota i sottovasi dopo ogni pioggia: in ottobre l'evaporazione è lenta e un sottovaso pieno basta a mantenere le radici fradice per giorni. Distanzia i vasi tra loro in modo che le chiome non si tocchino e ruotali di tanto in tanto, perché il lato rivolto al muro resta più umido e ombreggiato. Nell'orto diradare le piante troppo fitte, legare i pomodori per sollevare i rami da terra e pacciamare con paglia asciutta aiuta a tenere i frutti lontani dal suolo bagnato. Se tieni i gerani o le piante grasse sotto una tettoia o in una veranda, lasciale ricevere luce e aria aperta per qualche ora nei giorni senza pioggia: l'ambiente riparato protegge dall'acqua battente, ma senza ricambio d'aria diventa il luogo in cui la botrite prospera più che all'aperto. Un piccolo ventilatore acceso a bassa velocità in serra o in veranda muove l'aria quanto basta per asciugare le foglie dopo l'innaffiatura.
Trattamenti antibotritici e cure prima dell'inverno
Quando la pulizia e il controllo dell'umidità non bastano, puoi ricorrere a un fungicida antibotritico specifico, da scegliere in base alla pianta e da usare seguendo l'etichetta: sugli ortaggi rispetta sempre il tempo di carenza indicato, cioè i giorni da attendere tra il trattamento e la raccolta. I prodotti a base di rame hanno un'azione preventiva e aiutano a proteggere i tessuti sani dopo il taglio, ma non guariscono le parti già marce, per cui vanno applicati su piante già ripulite e con le foglie asciutte. Alterna i principi attivi se devi ripetere il trattamento, perché la botrite tende a sviluppare resistenza allo stesso prodotto. Con il freddo in arrivo prepara i gerani e le altre piante da ritirare: potali, lasciali asciugare bene e sistemali in un locale luminoso, fresco e arieggiato, non in una cantina umida dove la muffa grigia riprenderebbe a crescere sui tessuti a riposo. Nell'orto raccogli e allontana tutti i residui delle colture finite, perché il fungo sverna proprio su steli e frutti marci lasciati a terra. Un controllo settimanale delle piante ritirate, con la rimozione tempestiva di ogni foglia ingiallita, ti evita di ritrovare in primavera una partenza già compromessa.





