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Potatura autunnale: quali piante potare e quali no

Aggiornato il 20 ottobre 20264 capitoli
Perché in autunno si pota con prudenza

Perché in autunno si pota con prudenza

La potatura autunnale divide da sempre chi coltiva un giardino, e il dubbio è legittimo: con la caduta delle foglie le piante rallentano, la linfa si ritira verso le radici e sembra il momento giusto per mettere ordine. In realtà l'autunno è una stagione di passaggio, non di pieno riposo. Un taglio importante eseguito a ottobre o novembre lascia ferite aperte proprio quando l'umidità favorisce funghi e batteri e la pianta cicatrizza con lentezza; se poi la stagione resta mite, può stimolare germogli teneri che il primo gelo brucia. Per questo in autunno conviene ragionare in termini di pulizia e non di formazione: elimina il secco, il rotto e il malato, alleggerisci ciò che rischia di spezzarsi sotto neve e vento, e rimanda i tagli che ridisegnano la chioma a fine inverno. Vale poi una distinzione che risolve gran parte dei dubbi: le specie che fioriscono sul legno dell'anno precedente hanno già formato le gemme a fiore, e ogni ramo tolto adesso è fioritura persa; quelle che fioriscono sui rami nuovi tollerano meglio un intervento tardo. Osservare la pianta prima di impugnare le cesoie ti evita molti rimpianti in primavera.

Le piante che puoi potare in autunno

Le rose sono le prime a cui pensare, ma in autunno non si esegue la potatura vera e propria: togli i fiori appassiti, i rami secchi o malati e accorcia di un terzo gli steli più lunghi dei cespugli, così il vento invernale non li scuote smuovendo il colletto. I tagli di forma li farai a fine inverno. Lo stesso vale per gli arbusti che fioriscono d'estate sui rami dell'anno, come la buddleja o l'ibisco di Siria: riduci le parti più alte e sbilanciate per limitare la presa al vento e rimanda il taglio di ritorno definitivo alla fine dell'inverno. Le siepi sempreverdi di ligustro, lauroceraso o fotinia accettano un'ultima rifinitura leggera a inizio autunno, finché il clima resta mite; più avanti conviene fermarsi, perché i nuovi getti stimolati dal taglio non avrebbero il tempo di lignificare prima del gelo. Tra le erbacee perenni, taglia a pochi centimetri da terra i fusti secchi di peonie, hosta ed emerocallidi, mentre puoi lasciare in piedi echinacee, sedum e graminacee, i cui capolini riparano la corona e nutrono gli uccelli. Sugli alberi ornamentali limita la potatura autunnale ai rami morti, spezzati o che si incrociano: con le foglie a terra la struttura si legge meglio e li individui subito.

Le piante da lasciare in pace fino a fine inverno

Il gruppo più numeroso da escludere dalla potatura autunnale è quello degli arbusti a fioritura primaverile: forsizia, lillà, deutzia, weigela, kerria, cotogno da fiore e le spiree che fioriscono tra aprile e maggio portano i fiori sul legno formato l'estate precedente, e le gemme sono già pronte. Se li accorci ora, in primavera ti ritrovi con una pianta ordinata e quasi senza fiori. Il momento giusto per loro è subito dopo la fioritura. Discorso diverso per le drupacee, cioè ciliegio, albicocco, susino e pesco: in queste piante un taglio eseguito con l'aria umida dell'autunno resta a lungo un punto d'ingresso per cancri rameali, gommosi e malattie fungine, perché il legno cicatrizza solo con la ripresa vegetativa. Potale dopo la raccolta, a fine estate, oppure quando le gemme iniziano a muoversi e il tempo è asciutto. Rimanda anche gli arbusti mediterranei e semirustici come oleandro, lavanda, rosmarino, salvia e cisto: ogni taglio li spinge a emettere getti teneri che la prima gelata brucia, e le ferite indeboliscono la chioma che dovrebbe ripararli dal freddo. Infine lascia tranquille le piante messe a dimora da poco e gli esemplari sofferenti: ogni ramo tolto adesso è energia sottratta alle riserve invernali.

Come eseguire i tagli autunnali senza danneggiare la pianta

Quando hai stabilito che la pianta rientra tra quelle da potare, la regola è intervenire poco e bene. Scegli una giornata asciutta e senza gelo: la pioggia porta spore sulle ferite fresche e il legno gelato si scheggia invece di tagliarsi. Usa forbici e cesoie affilate per i rami sottili e il seghetto per i più grossi, disinfettando le lame quando passi da una pianta all'altra e sempre dopo aver rimosso parti malate. Il taglio deve essere netto, leggermente inclinato e a pochi millimetri sopra una gemma rivolta verso l'esterno, così l'acqua scivola via e il germoglio cresce verso la luce. Evita in ogni caso i tagli di grosso diametro: in autunno una ferita ampia resta scoperta per mesi, e se non puoi rimandarla proteggila con un mastice cicatrizzante. Raccogli e allontana il materiale secco e malato invece di lasciarlo sotto la pianta o nel compost, perché è lì che svernano funghi e parassiti. Tieni conto infine del clima della tua zona: al nord e in collina conviene chiudere i lavori già in ottobre, mentre al centro-sud e lungo le coste puoi arrivare a novembre, sempre prima delle gelate stabili. La pianta entra così in riposo pulita, con le ferite rimarginate e le riserve intatte per ripartire in primavera.

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