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Igrometro in casa: qual è l'umidità giusta d'inverno

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
A che cosa serve un igrometro in casa durante i mesi freddi

A che cosa serve un igrometro in casa durante i mesi freddi

D'inverno la casa resta chiusa per molte ore, si cucina di più, si fa la doccia con l'acqua più calda e spesso si asciuga il bucato sullo stendino. Tutto questo vapore finisce nell'aria e, se non trova una via d'uscita, si deposita sui vetri e sulle pareti più fredde. Un igrometro è lo strumento che ti permette di accorgerti del problema prima che compaiano le macchie scure negli angoli, perché misura l'umidità relativa, cioè quanta parte del vapore che l'aria può contenere a quella temperatura è davvero presente. Il dato va sempre letto insieme alla temperatura, perché l'aria calda trattiene più vapore di quella fredda: a parità di acqua nell'aria, se la stanza si raffredda la percentuale sale. Per questo conviene scegliere un termoigrometro, che mostra i due valori sullo stesso display, piuttosto che un semplice misuratore di umidità. I modelli digitali registrano anche i minimi e i massimi della giornata, un dettaglio utile per capire che cosa succede di notte, quando il riscaldamento si abbassa e la condensa si forma più facilmente.

L'umidità giusta d'inverno: i valori di riferimento stanza per stanza

Negli ambienti di casa l'umidità relativa dovrebbe restare tra il 40 e il 60 per cento circa, ma d'inverno è prudente tenersi nella parte bassa dell'intervallo, intorno al 40-45 per cento, con una temperatura dell'aria vicina ai 20 gradi. Con i termosifoni accesi le pareti esterne restano più fredde dell'aria, e un valore che in estate sarebbe accettabile può bastare a far condensare il vapore sulle superfici più fresche. Se l'igrometro segna stabilmente oltre il 60 per cento per giorni, il rischio di muffa diventa concreto. Sotto il 40 per cento, invece, l'aria è troppo secca e lo senti sulle mucose, sulle labbra e sugli occhi, oltre che sui mobili in legno massello che tendono a fendersi. Non tutte le stanze si comportano allo stesso modo. In bagno e in cucina il valore sale per qualche decina di minuti dopo la doccia o la cottura, ed è normale, purché torni rapidamente nella norma. In camera da letto il dato della notte è quello che conta, perché respirando si rilascia vapore per ore in un locale chiuso. Nelle stanze poco riscaldate, come un ripostiglio o una camera degli ospiti, accetta soglie più basse, perché a temperatura minore basta meno vapore per far salire la percentuale.

Dove posizionare l'igrometro e come leggere i numeri senza errori

Una lettura attendibile dipende da dove metti lo strumento. Appoggialo su un ripiano o un tavolo a un'altezza di circa un metro, un metro e mezzo da terra, verso il centro della stanza, lontano da finestre, termosifoni, stufe e dall'angolo tra due pareti esterne, dove l'aria è più fredda e ferma. Vicino a una fonte di calore il valore risulta più basso del reale, accanto a un vetro o in un angolo freddo più alto, e in entrambi i casi ti fai un'idea sbagliata dell'intero ambiente. Dopo averlo spostato lascialo ambientare almeno cinque minuti prima di fidarti del numero. Una sola misurazione dice poco. Prendi l'abitudine di controllare il valore due o tre volte al giorno, a orari diversi, e annota i picchi registrati dalla memoria dei minimi e massimi. Se hai un solo apparecchio, spostalo di stanza in stanza per qualche giorno in modo da individuare i locali critici. Se vuoi un quadro completo, collocane uno fisso nelle stanze che preoccupano di più, in genere camera da letto e bagno. I modelli economici hanno uno scarto di qualche punto percentuale, quindi dai peso alle tendenze più che al singolo numero, e ogni tanto confronta due strumenti nella stessa stanza per capire se uno dei due è fuori taratura.

Che cosa fare quando l'igrometro segnala valori troppo alti o troppo bassi

Quando il valore supera la soglia, la prima mossa è far uscire il vapore: apri le finestre completamente per pochi minuti, meglio su due lati della casa per creare corrente, invece di tenere un'anta a vasistas per ore, che raffredda i muri senza ricambiare davvero l'aria. Ripeti l'operazione dopo la doccia, dopo aver cucinato e al mattino appena sveglio, quando l'umidità accumulata nella notte è al massimo. Controlla l'igrometro subito dopo. Se la percentuale scende di diversi punti e risale lentamente nelle ore successive, il ricambio funziona. Se torna alta in poco tempo, cerca la fonte, come uno stendino carico, un acquario o molte piante in vaso. Fai attenzione anche alle pareti fredde: un igrometro al centro della stanza può segnare un valore accettabile mentre dietro un armadio accostato a un muro esterno l'aria ristagna e condensa. Stacca i mobili di qualche centimetro dalle pareti perimetrali e tocca con la mano la zona dietro. Se la senti umida il problema è lì, anche se il display non lo mostra. Se invece il valore scende sotto il 40 per cento, cosa frequente nelle case molto riscaldate, abbassa di un grado il termostato prima di ricorrere a un umidificatore, che va poi tenuto sotto controllo con lo stesso strumento per non passare all'eccesso opposto.

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