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Termosifone che perde dalla valvola: come intervenire

Aggiornato il 24 ottobre 20264 capitoli
Da dove esce l'acqua: valvola di intercetto, detentore o valvolina di sfiato

Da dove esce l'acqua: valvola di intercetto, detentore o valvolina di sfiato

Prima di prendere in mano una chiave, osserva con calma il termosifone che perde dalla valvola e capisci da quale punto arriva davvero l'acqua. Un radiatore ha quasi sempre tre punti sensibili: la valvola di intercetto in alto, cioè il rubinetto con la manopola o la testa termostatica che regola il flusso; il detentore in basso, l'altro rubinetto chiuso da un cappuccio, che serve a bilanciare e isolare il corpo scaldante; la valvolina di sfiato, il piccolo tappo con la vite dal lato opposto, che apri per far uscire l'aria. Asciuga tutto con un panno e aspetta qualche minuto: la goccia ricompare esattamente dove nasce la perdita. Se l'acqua affiora tra la manopola e il corpo della valvola, il problema sta nel vitone interno o nella sua guarnizione. Se compare sul raccordo verso il tubo o verso il radiatore, è una tenuta allentata o deteriorata. Se bagna la zona dello sfiato, la valvolina è usurata o non chiusa a fondo. Distinguere questi casi ti fa risparmiare tempo, perché ciascuno si risolve con un gesto diverso.

Mettere in sicurezza il radiatore prima di toccare qualsiasi raccordo

Individuata l'origine, non intervenire a caldo. Spegni la caldaia o abbassa il termostato e lascia raffreddare il radiatore, perché l'acqua dell'impianto circola a temperature elevate e il metallo caldo rende scivolosa qualsiasi presa. Chiudi poi la valvola di intercetto ruotando la manopola fino in fondo e chiudi anche il detentore: togli il cappuccio e gira la vite interna in senso orario con una chiave a brugola o un cacciavite, contando i giri che fai così da riportarlo nella stessa posizione alla fine, altrimenti perdi la taratura del radiatore. Con i due rubinetti chiusi il termosifone è isolato dal resto dell'impianto e la perdita di solito si attenua da sola, segno che la tenuta cedeva per la pressione dell'acqua in circolo. Sistema uno straccio e una bacinella sotto la zona da trattare, perché anche con tutto chiuso un po' d'acqua resta dentro i raccordi. Se hai una caldaia autonoma, dai un'occhiata al manometro: a impianto freddo la pressione dovrebbe stare intorno a 1-1,5 bar e un valore più alto spinge l'acqua fuori da qualsiasi guarnizione stanca.

Stringere, sostituire la guarnizione o cambiare la valvolina di sfiato

Nel caso più semplice la perdita nasce da un raccordo che si è allentato con le dilatazioni di anni di accensioni. Prendi una chiave inglese regolabile, tienila ben aderente al dado e stringi di un quarto di giro alla volta, verificando ogni volta se la goccia si ferma; un ottone forzato oltre misura si spacca e trasformi un gocciolio in una perdita seria. Se l'acqua esce tra manopola e corpo valvola, sfila la manopola, serra leggermente il premistoppa sotto di essa oppure, se non basta, sostituisci l'o-ring o la guarnizione del vitone con una di uguale misura. Quando invece il raccordo tiene ma l'acqua filtra dalla filettatura, svita, pulisci bene i filetti dal vecchio sigillante e dal calcare, avvolgi qualche giro di nastro in teflon o di canapa con pasta sigillante nel senso di avvitamento e rimonta. La valvolina di sfiato che gocciola si cambia in pochi minuti: svitala a radiatore chiuso e con la bacinella pronta, controlla la guarnizione e avvitane una nuova dello stesso diametro. Riapri poi il detentore con gli stessi giri di prima, riapri la valvola, sfiata l'aria e ripristina la pressione se la caldaia è autonoma.

Quando fermarsi e chiamare il tecnico, e come evitare che succeda di nuovo

Ci sono situazioni in cui conviene lasciare la chiave nel cassetto. Se la valvola di intercetto perde dal lato del tubo a muro, o se stringendo e cambiando guarnizioni il gocciolio continua, il corpo valvola va sostituito e per farlo bisogna scaricare almeno quel tratto di impianto. In un condominio con impianto centralizzato questo significa coinvolgere l'amministratore e il manutentore, perché il circuito è comune e intervenire da soli può lasciare senza riscaldamento altri appartamenti o alterare le letture dei contabilizzatori. Fermati anche se il filetto è spanato, se il radiatore mostra ruggine o una crepa accanto alla valvola, o se il pavimento è già impregnato: l'acqua che filtra sotto il parquet o nel solaio crea danni che costano molto più della chiamata. Per non ritrovarti ogni autunno con la bacinella sotto il calorifero, approfitta della prima accensione per un giro di controllo: asciuga e osserva i raccordi, muovi le manopole fino in fondo in entrambi i sensi così il vitone non si blocca con il calcare, verifica che la pressione dell'impianto sia quella corretta. Una guarnizione cambiata a settembre, con i riscaldamenti spenti, è un lavoro tranquillo; la stessa guarnizione a gennaio diventa un'urgenza.

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