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Gocciolatoio della finestra: come montarlo contro le infiltrazioni

Aggiornato il 09 ottobre 20264 capitoli
A cosa serve il gocciolatoio e perché l'acqua risale sotto il davanzale

A cosa serve il gocciolatoio e perché l'acqua risale sotto il davanzale

Se sotto la finestra noti aloni scuri, intonaco che si sfarina o una macchia che si allarga a ogni temporale, nella maggior parte dei casi il problema non è la pioggia che batte sul vetro: è il gocciolatoio che manca o non lavora. Il gocciolatoio è quella piccola discontinuità geometrica ricavata sulla faccia inferiore del davanzale, della soglia o della copertina, e il suo compito è uno solo: impedire che l'acqua, arrivata al bordo esterno, giri lo spigolo e torni indietro verso il muro. Sembra strano, ma è proprio quello che succede. L'acqua non cade sempre a piombo dal bordo: per tensione superficiale e adesione al materiale può avvolgere lo spigolo e percorrere diversi centimetri sotto la lastra prima di staccarsi. Se il davanzale sporge poco, la goccia arriva all'intonaco e lo bagna, sistematicamente, per tutta la stagione delle piogge. Il gocciolatoio interrompe questa continuità superficiale: la goccia incontra uno spigolo netto, non riesce più a restare attaccata, si ingrossa e cade. Non serve quindi un prodotto impermeabilizzante, serve una forma corretta, ed è una buona notizia perché la puoi realizzare o aggiungere anche a opera finita.

Riconoscere il gocciolatoio che non funziona: i difetti più frequenti

Prima di comprare qualsiasi cosa, mettiti sotto la finestra e guarda il davanzale dal basso, con una torcia. Nel davanzale tradizionale in pietra, marmo o cemento il gocciolatoio è una gola longitudinale, una scanalatura che corre parallela al bordo esterno. Se la trovi, verifica che sia libera: molto spesso è riempita di malta di posa, pittura, polvere e muschio, e in quelle condizioni perde gran parte della funzione perché l'acqua scavalca senza trovare l'interruzione. Un'incisione troppo poco profonda dà lo stesso risultato. L'altro difetto tipico riguarda lo sbalzo. Anche una gola perfetta serve a poco se si trova praticamente a ridosso dell'intonaco: ci vuole uno sporto effettivo della lastra oltre il filo finito della parete, così che la goccia cada nel vuoto e non sulla facciata. La misura giusta dipende dal dettaglio costruttivo, dallo spessore delle finiture e dalla forma del gocciolatoio, quindi non applicare un valore universale letto da qualche parte: controlla che, a lavori conclusi, resti uno spazio reale tra la linea di sgocciolamento e il muro. È il caso classico delle case con cappotto aggiunto dopo, dove il davanzale originale è rimasto corto e all'improvviso non sporge più. Verifica anche la pendenza del piano verso l'esterno: se l'acqua staziona o torna verso il serramento, il gocciolatoio da solo non ti risolve nulla.

Montare un profilo gocciolatoio sul davanzale: materiali e sequenza di posa

Quando il davanzale è senza gola, o la gola è irrecuperabile, la via più pratica è applicare un profilo gocciolatoio sotto il bordo: un profilato in alluminio, acciaio o pvc sagomato con una nasetta che stacca la goccia. Procurati il profilo della lunghezza giusta, eventuali giunzioni e angoli di raccordo, un adesivo-sigillante per esterni compatibile con il supporto, un seghetto a denti fini con guida per il taglio, sgrassante, nastro carta e il metro. Se preferisci il fissaggio meccanico ti servono anche tasselli adatti alla pietra, ma valuta con attenzione: forare può intercettare strati impermeabilizzanti sottostanti, e in quel caso l'incollaggio è la scelta più prudente. Pulisci bene l'intradosso, rimuovi malta in eccesso, pittura sfogliata e tracce di muschio, poi lascia asciugare. Taglia il profilo a misura e presentalo a secco: la nasetta deve restare verso l'esterno, oltre il filo della parete sottostante, e il profilo deve appoggiare in piano su tutta la lunghezza. Stendi l'adesivo a cordoli continui, premi in posizione e trattieni con nastro carta fino a presa completa. Dove due profili si incontrano, o in corrispondenza degli angoli, lascia qualche millimetro di spazio per la dilatazione termica del metallo e sigilla poi quel giunto con lo stesso prodotto: una barra di alluminio esposta al sole si muove, e se la blocchi rigida tende a staccarsi. Al termine sigilla con cura la linea di contatto tra profilo e davanzale sul lato interno, così l'acqua non può infilarsi dietro e aggirare il gocciolatoio: è esattamente il punto in cui, se sbagli, peggiori la situazione invece di migliorarla.

Rimettere in funzione una gola esistente e controllare il resto del nodo finestra

Se la scanalatura c'è ma è intasata, spesso basta liberarla. Lavora con uno scalpellino sottile o una lama rigida e asporta malta, residui di pittura e depositi fino a riportare in luce lo spigolo vivo della gola, poi soffia via la polvere e lascia asciugare. Se la pietra è friabile o la gola risulta appena accennata, non insistere a scavare: rischi di scheggiare il bordo e in quel caso conviene aggiungere il profilo come descritto sopra. Scegli una giornata asciutta e con temperature miti, perché adesivi e sigillanti hanno bisogno di condizioni adeguate per fare presa, cosa non sempre scontata in autunno. Finito il gocciolatoio, dedica dieci minuti al resto del nodo. Controlla la sigillatura tra davanzale e telaio, i fori di drenaggio del serramento (se sono ostruiti l'acqua ristagna nel profilo e prima o poi entra) e lo stato delle guarnizioni, argomento che trovi trattato a parte sul sito. Verifica anche la tenuta delle spallette laterali, dove il davanzale si innesta nella muratura: è un punto spesso dimenticato e capace di bagnare il muro da solo. Un buon collaudo è la prova con un getto d'acqua a bassa pressione dall'alto: guarda da sotto dove si stacca la goccia. Se cade libera nel vuoto e la parete resta asciutta, hai sistemato il problema in tempo per le piogge di stagione e ti risparmi il rifacimento dell'intonaco in primavera.

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