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Rastrello per foglie: plastica, metallo o regolabile

Aggiornato il 05 novembre 20264 capitoli
Perché un rastrello per foglie non è un rastrello qualsiasi

Perché un rastrello per foglie non è un rastrello qualsiasi

Quando in autunno gli alberi si spogliano, il rastrello per foglie diventa l'attrezzo che usi più spesso, e conviene distinguerlo dal rastrello da terra con cui livelli le aiuole. Quello per foglie ha una testa a ventaglio, larga e leggera, con denti lunghi e flessibili che scorrono sulla superficie del prato e trattengono il fogliame senza strappare l'erba né graffiare il terreno. Il rastrello da terra, con i denti corti e rigidi, farebbe invece un lavoro grossolano e rovinerebbe il tappeto erboso. La prima scelta riguarda la larghezza della testa, che dipende dalla superficie da pulire. Su un prato ampio o lungo un vialetto conviene una testa larga, che nei modelli più grandi arriva a circa 65 cm e raccoglie molto a ogni passata. Vicino a bordure, arbusti e piante basse serve invece una testa più stretta, con cui controlli meglio il movimento e non spezzi i rami. Da questa valutazione dipende anche il materiale, perché plastica, metallo e modelli regolabili si comportano in modo diverso.

Il rastrello in plastica: leggero ed economico, ma teme sole e foglie bagnate

Il rastrello per foglie in plastica è il più diffuso nei giardini di casa perché pesa poco, costa meno degli altri e non arrugginisce. I denti, larghi e piatti, hanno l'elasticità giusta per raccogliere le foglie secche sul prato senza portarsi dietro troppi fili d'erba, e per questo è l'attrezzo adatto se hai un tappeto erboso curato e una quantità di foglie normale. È anche la scelta più sensata se non vuoi affaticarti: lo maneggi a lungo senza sentire le braccia e lo riponi senza particolari attenzioni. I limiti compaiono con il lavoro pesante. Con le foglie bagnate e appiccicate al vialetto, o con i rametti e le ghiande di una quercia, i denti in plastica tendono a piegarsi e, con il tempo, a spezzarsi, soprattutto se l'attrezzo è rimasto a lungo sotto il sole che rende il materiale fragile. Controlla quindi i denti prima di ogni stagione: se li trovi deformati o lesionati, le passate diventano irregolari e lasciano foglie indietro. Tienilo all'ombra in un ripostiglio e riservalo ai lavori leggeri, e ti accompagnerà per parecchi autunni.

Il rastrello in metallo: denti a molla per foglie umide e vialetti

Se le foglie sono umide, compatte o mescolate a terra e rametti, il rastrello per foglie in metallo lavora meglio. I denti sono in acciaio armonico, cioè un acciaio elastico che si piega sotto il carico e torna in posizione, così la testa trattiene i cumuli pesanti senza perdere la forma. Sui vialetti in ghiaia o in pietra puoi scegliere una testa più rigida, che sposta anche i detriti leggeri, mentre sul prato è preferibile un ventaglio con denti più sottili e arrotondati, da passare in superficie per non ferire l'erba. Il metallo chiede però qualche attenzione in più. La testa pesa più della plastica e, abbinata a un manico in legno, rende l'attrezzo faticoso nelle sessioni lunghe; se puoi, scegli un manico in alluminio, che alleggerisce il tutto e non marcisce. Dopo l'uso togli le foglie e la terra rimaste fra i denti, asciuga la testa e riponila in un luogo riparato, perché l'umidità fa comparire la ruggine proprio nei punti di flessione. Verifica ogni tanto che la testa sia ben fissata al manico, perché i denti in acciaio sollecitano molto la ghiera di attacco.

Il rastrello regolabile: una testa sola per prato, aiuole e passaggi stretti

Il rastrello per foglie regolabile risolve il problema di chi ha sia un prato aperto sia aiuole fitte e non vuole tenere due attrezzi. Con una levetta o un cursore sul manico allarghi il ventaglio quando lavori sull'erba e lo restringi quando passi tra le piante, e allo stesso tempo cambi la distanza fra i denti: più fitta per le foglie piccole e i residui minuti, più rada dove l'erba è alta e i rametti rischiano di impigliarsi. I denti sono quasi sempre in acciaio, perché la plastica non reggerebbe il meccanismo, quindi vale quanto detto sulla ruggine e sul peso. Valuta con cura il manico, che in questi modelli è spesso telescopico: deve arrivare a un'altezza che ti permetta di rastrellare con la schiena diritta e le spalle rilassate, e il blocco deve essere solido, perché un manico che si accorcia da solo mentre lavori è molto fastidioso. Procedi con passate brevi e regolari alternando la direzione, e dopo l'uso libera il meccanismo di regolazione dalla terra, che altrimenti lo blocca. Costa più degli altri due, ma se il giardino alterna prato e aiuole ti evita di tenere due attrezzi.

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