Quanto cala davvero la produzione tra settembre e novembre
Se guardi l'app di monitoraggio a fine ottobre e la confronti con i numeri di luglio, il calo del fotovoltaico in autunno ti sembrerà brusco, ma è l'andamento che ogni impianto segue a queste latitudini. La produzione mensile tocca il massimo nei mesi centrali dell'estate, comincia a scendere già a settembre, accelera in ottobre con il ritorno dell'ora solare e raggiunge i valori più bassi tra dicembre e gennaio. Da febbraio la curva risale e il bilancio si chiude sull'intero anno, che è l'unico orizzonte sensato per valutare un impianto. Il paragone corretto non è con l'estate, ma con lo stesso mese dell'anno precedente, perché a parità di stagione pesano soltanto il meteo e lo stato dell'impianto. Un ottobre piovoso può rendere meno di un ottobre limpido anche di una quota importante, senza che nulla sia cambiato nei moduli. Tieni conto anche che la giornata si accorcia parecchio: alle latitudini italiane a dicembre il sole resta sopra l'orizzonte circa nove ore, contro le quindici abbondanti di giugno, e di queste solo quelle centrali portano energia utile. Sapere in anticipo che il calo è fisiologico ti evita di cercare guasti dove non ci sono.
Perché il sole basso rende meno anche nelle giornate limpide
Il motivo principale del calo non è il freddo, ma la posizione del sole nel cielo. In autunno la sua traiettoria si abbassa, i raggi arrivano sui moduli con un angolo molto inclinato e attraversano uno strato di atmosfera più spesso, che ne assorbe e disperde una parte. Il risultato è una radiazione per metro quadrato più debole rispetto all'estate, anche a mezzogiorno di una giornata serena. A questo si sommano la copertura nuvolosa più frequente, le nebbie di pianura e le piogge, che riducono la luce diretta e lasciano solo quella diffusa, con cui i pannelli fotovoltaici continuano a produrre ma a livelli decisamente inferiori. La temperatura, al contrario, gioca a favore. Le celle in silicio rendono meglio quando sono fresche e perdono efficienza con il caldo, per cui in una giornata di ottobre tersa e ventilata l'impianto può raggiungere picchi di potenza istantanea vicini a quelli estivi. Il vantaggio però dura poche ore e non compensa la minore quantità complessiva di luce raccolta nell'arco della giornata. Se vedi un picco alto nell'app e poi un totale giornaliero modesto, l'impianto sta funzionando esattamente come dovrebbe.
Ombre lunghe, foglie e sporco: cosa pesa di più proprio in autunno
Oltre ai fattori astronomici ce ne sono alcuni legati al tuo tetto che in estate passano inosservati e in autunno diventano evidenti. Con il sole basso le ombre di camini, antenne, alberi ed edifici vicini si allungano e possono coprire una parte dei moduli per ore, soprattutto al mattino e nel tardo pomeriggio. Nei sistemi con inverter di stringa basta l'ombra su un modulo per penalizzare tutta la fila collegata, mentre con ottimizzatori o microinverter la perdita resta circoscritta. Se il tuo impianto fotovoltaico è stato progettato in estate, queste ombre potrebbero non essere state valutate a fondo. Anche l'inclinazione conta: una falda poco pendente, ottima a giugno quando il sole è alto, raccoglie meno raggi radenti in autunno rispetto a una più ripida. Infine foglie, aghi di pino e polvere che si accumulano sul bordo inferiore dei moduli riducono la luce che arriva alle celle, e in questa stagione le piogge non sempre bastano a portarli via. Un controllo visivo da terra, senza salire sul tetto, ti dice subito se c'è qualcosa che ostruisce i pannelli.
Come capire se il calo è stagionale o se l'impianto ha un problema
Prima di chiamare l'installatore, confronta la produzione del fotovoltaico nel mese con quella dello stesso mese dell'anno precedente e con le stime del progetto, che di solito riportano i valori attesi mese per mese. Se lo scarto rientra nella variabilità del meteo, il calo è stagionale. Verifica poi che l'inverter non segnali errori o stringhe spente, che tutte le file di moduli producano in modo simile e che non siano comparse ombre nuove. Un calo improvviso in una giornata limpida, o una stringa che resta a zero, merita invece una verifica tecnica. Nel frattempo adatta i consumi alla finestra di luce più breve: programma lavatrice, lavastoviglie e la ricarica dell'auto nelle ore centrali, quando la produzione c'è davvero. Se hai una batteria, aspettati che nei giorni grigi non si riempia del tutto, perché la capacità nominale non garantisce energia disponibile ogni sera. Spostare i carichi di giorno recupera una parte del risparmio che la stagione ti toglie.





