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Paraspifferi porte finestre: guida alla scelta e installazione

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Tipologie di paraspifferi: spazzole, guarnizioni e salsicciotti

Guarnizioni, spazzole sottoporta e salsicciotti: le tipologie

I paraspifferi non sono tutti uguali e la prima cosa da capire è dove passa l'aria: lungo i lati e la parte alta dell'anta, oppure sotto la porta. Per le fessure perimetrali la soluzione più diffusa è la guarnizione autoadesiva, un profilo che si comprime quando chiudi e torna in posizione quando apri. Preferisci la gomma EPDM o il silicone, che resistono al gelo e alle compressioni ripetute, mentre la gommapiuma costa poco ma si schiaccia e dopo una stagione lascia passare aria come prima. Sugli infissi scorrevoli, dove non c'è una battuta che comprime il profilo, servono invece guarnizioni a spazzolino in polipropilene, che strisciano sull'anta senza frenarla né rigarla. Sotto la porta il problema cambia, perché la fessura deve restare libera quando l'anta si muove. Qui lavorano le spazzole sottoporta, con setole in polipropilene o in feltro che seguono le piccole differenze di quota del pavimento; se la soglia è regolare e cerchi una tenuta migliore puoi valutare un profilo a ghigliottina, che scende alla chiusura e si solleva quando apri. Il salsicciotto in tessuto resta il paraspifferi più semplice: va bene sulle porte interne, per fermare le correnti tra una stanza e l'altra, mentre su una porta esterna si sposta a ogni passaggio e appoggiato a terra trattiene umidità.

Misurare le fessure e calcolare i metri che ti servono

Individuato il tipo di prodotto, tutto si decide su due misure da prendere prima di comprare. La prima è il gioco tra anta e telaio: apri la finestra, appoggia un righello sulla battuta e valuta quanto spazio resta da colmare. Una verifica ancora più rapida è chiudere un foglio di carta nell'anta e tirarlo: se esce senza opporre resistenza, la tenuta attuale è insufficiente. Sulle guarnizioni la sezione conta più della lunghezza, perché i profili a E sono pensati per le fessure sottili e quelli a D o a P per quelle più generose: un profilo troppo spesso ti costringe a forzare la maniglia a ogni chiusura, uno troppo sottile non arriva a toccare. La seconda misura è l'altezza tra il bordo inferiore della porta e il pavimento, che determina la lunghezza delle setole del paraspifferi sottoporta. Se il pavimento è in piano puoi stare preciso; se c'è un dislivello, come succede con i vecchi cotti, scegli setole morbide e fitte, che si adattano meglio di qualsiasi profilo rigido. Guarda poi il fissaggio: un adesivo di qualità tiene a lungo, ma su una porta aperta molte volte al giorno il montaggio a vite dà più tranquillità. Per le quantità misura il perimetro completo delle ante e aggiungi circa un metro di scorta, così un taglio sbagliato non ti obbliga a tornare a comprare.

Installazione passo passo: sgrassare, applicare, provare la chiusura

Il montaggio riesce o fallisce sulla pulizia del telaio. Sgrassa la battuta con alcol o un detergente adatto, togli i residui della vecchia guarnizione e la polvere accumulata negli angoli, poi lascia asciugare: l'adesivo fa presa solo su una superficie pulita e asciutta, e una giornata molto fredda peggiora l'incollaggio. Stacca la pellicola poco alla volta, parti da un angolo in alto e premi con il pollice lungo tutto il percorso, senza tendere il profilo mentre lo stendi, altrimenti si ritira e dopo qualche giorno trovi le estremità sollevate. Taglia un pezzo per ogni lato e accostalo bene nei quattro spigoli, invece di piegare un'unica striscia continua. Per le spazzole sottoporta segui lo schema del produttore, che prevede viti nei fori predisposti o un biadesivo da premere con decisione, e accorcia le setole in eccesso con forbici robuste. Prova poi la chiusura: l'anta deve accostare senza che tu debba spingere o alzare la maniglia con forza. Se senti attrito o la serratura non scatta, il paraspifferi è troppo spesso oppure le setole sono troppo lunghe, e conviene correggere subito prima che il profilo si deformi.

Controlli stagionali, pulizia e ricambio d'aria

Un paraspifferi lavora in silenzio e proprio per questo lo si dimentica. Prendi l'abitudine di controllarlo una volta all'anno, a fine estate, prima di accendere il riscaldamento: passa la mano lungo il perimetro delle ante in una giornata ventosa e senti se arriva aria fredda, oppure premi la guarnizione con l'unghia e guarda se torna su. La gomma che resta schiacciata, si indurisce o si screpola ha finito il suo lavoro e va sostituita, con una spesa modesta rispetto al calore che lasci uscire ogni giorno. Le spazzole sottoporta raccolgono polvere, sabbia e peli degli animali: aspirale e passa una spazzola morbida, perché le setole impastate si piegano da un lato e non appoggiano più. C'è poi un aspetto che spesso si trascura: migliorando la tenuta degli infissi riduci anche il ricambio d'aria naturale. Continua ad aprire le finestre qualche minuto al giorno, soprattutto in cucina e in bagno, e non ostruire mai le griglie di aerazione dei locali in cui si trova una caldaia o uno scaldabagno a fiamma, perché quelle prese servono alla combustione e alla sicurezza. Trattenendo il calore senza chiudere la casa del tutto eviti la condensa sui vetri e il rischio di muffa negli angoli più freddi.

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