Un grado in meno vale dal 5 al 10 per cento di combustibile
Il termostato a 19 gradi è tornato d'attualità con la riaccensione dei termosifoni, e la domanda che conta è una sola: quanto si risparmia davvero? Le stime ufficiali degli enti pubblici per l'efficienza energetica indicano che ogni grado in meno nelle stanze riduce il consumo di combustibile destinato al riscaldamento di una quota compresa tra il 5 e il 10 per cento circa. Il valore più alto è un tetto, non una media: lo raggiungi in una casa ben isolata e con un impianto efficiente, mentre in un appartamento con finestre datate e pareti disperdenti il beneficio si avvicina alla soglia inferiore. Tieni presente che la percentuale riguarda solo l'energia spesa per scaldare gli ambienti, non l'intera bolletta: le quote fisse, l'acqua calda sanitaria e la cucina non cambiano. Se passi da 21 a 19 gradi il risparmio si somma su due gradi, ma non raddoppia in modo lineare, perché il fabbisogno dipende dalla differenza con l'esterno e dalle ore di accensione. Ragionare in percentuale sul tuo consumo reale ti evita aspettative sbagliate.
Quanto vale in euro sulla tua spesa annua di riscaldamento
Per tradurre la percentuale in denaro parti dalla spesa che sostieni in una stagione per il solo riscaldamento, che ricavi sommando le bollette dei mesi invernali e togliendo la quota che paghi anche d'estate. Se spendi circa 800 euro l'anno, un grado in meno vale indicativamente tra 40 e 80 euro; con 1.200 euro di spesa il risparmio sale a 60-120 euro e con 1.500 euro arriva a 75-150 euro. Sono esempi matematici, non misure fatte su case reali, e non tengono conto di tariffe che cambiano, di un inverno più rigido o di abitudini diverse da un anno all'altro. Il prezzo del gas è salito nell'ultimo periodo e questo rende ogni grado più pesante sul bilancio di casa, ma vale anche il ragionamento opposto: se la tua abitazione è già ben coibentata il margine di guadagno è più contenuto, perché l'impianto lavora poco per mantenere la temperatura. Guarda i metri cubi consumati l'inverno scorso, applica la forbice del 5-10 per cento e ottieni una stima onesta di quanto può restituirti il termostato a 19 gradi, senza promesse gonfiate.
Obbligo di legge o scelta: cosa dice la norma e cosa senti tu
Molti credono che i 19 gradi siano ancora un obbligo, ma non è così. La regola nazionale sugli impianti termici fissa per le abitazioni una media di 20 gradi con due gradi di tolleranza, quindi puoi arrivare a 22 senza violare nulla. Il limite ridotto di un grado era una misura straordinaria introdotta per la sola stagione invernale 2022-2023, legata alla crisi del gas, e oggi vale soltanto dove un comune decide di riproporlo. Conta inoltre che il riferimento è la media ponderata delle stanze riscaldate, non il numero del display in corridoio: un soggiorno a 21 e una camera a 19 fanno 20. C'è poi la differenza tra temperatura dell'aria e temperatura percepita, che i tecnici chiamano temperatura operativa: ciò che senti è una media fra l'aria e le superfici che ti circondano. Con muri freddi e vetri singoli 19 gradi sul termostato possono essere percepiti come 16, mentre in una casa coibentata lo stesso valore risulta gradevole. Valuta quindi la soglia in base alla tua abitazione e a chi la vive, con un occhio di riguardo per anziani e bambini piccoli, invece di inseguire un numero fisso.
Come stare bene a 19 gradi: valvole, zone e orari ben regolati
Abbassare il termostato senza accorgimenti porta a tenere la casa più fredda di quanto serva nelle stanze in cui vivi e più calda in quelle vuote. Se l'impianto lo consente, installa valvole termostatiche sui singoli termosifoni e assegna una temperatura diversa a ogni ambiente: soggiorno più caldo nelle ore in cui lo usi, camere da letto più fresche, ripostigli e corridoi al minimo. La media delle stanze resta bassa, la bolletta ne beneficia e tu non lo vivi come un sacrificio. Con un cronotermostato programma gli abbassamenti nelle ore di assenza e di notte, e lascia che la caldaia riporti la temperatura a regime poco prima del rientro. Evita di alzare il termostato a 25 gradi per scaldare più in fretta: l'impianto non va più veloce, lavora soltanto più a lungo e supera la soglia che volevi. Se le temperature esterne lo permettono, rinvia di qualche giorno la prima accensione rispetto alla data consentita nella tua zona climatica. Chiudi le persiane al calare del sole e sfiata i termosifoni a inizio stagione: sono gesti che fanno rendere al meglio ogni grado che hai deciso di tenere.





