Perché conviene una legnaia con pallet e dove collocarla
Costruire una legnaia da esterno con pallet risolve un problema concreto: la legna da ardere deve stare sollevata dal suolo e ben ventilata, altrimenti assorbe l'umidità che risale dal terreno e in stufa rende poco. Un telo steso sulla catasta non basta, perché ferma l'aria e trattiene la condensa, e nemmeno il garage è il posto giusto: in un ambiente chiuso il legno tende a prendere muffa e odore di stantio. Individua quindi una zona del giardino battuta dal sole per buona parte della giornata e riparata dai venti che portano pioggia; se appoggi la struttura a un muro, lasciale una decina di centimetri di stacco, perché l'aria deve poter passare anche dietro la catasta. Pensa anche al percorso che farai d'inverno con le bracciate di legna in mano, meglio breve e su un fondo che non diventi fango. Sul lato burocratico, una legnaia di piccole dimensioni e smontabile in genere non richiede pratiche, mentre per una struttura ancorata al terreno conviene sentire prima l'ufficio tecnico del Comune, che ti dirà come regolarti.
Scegliere i pallet: misure, marchio a fuoco e stato del legno
I pallet si somigliano, ma per un lavoro destinato a stare fuori ti servono quelli giusti. Il bancale europeo misura 120 per 80 centimetri con uno spessore intorno ai 12 e pesa tra i 15 e i 20 chili, mentre un altro formato diffuso arriva a 120 per 100: prendi nota delle misure prima di disegnare l'ingombro, perché sono loro a dettare larghezza e profondità della legnaia. Sui blocchetti di testa trovi il marchio a fuoco: cerca la sigla HT, che indica il trattamento termico, e scarta i bancali marcati MB, trattati con bromuro di metile, insieme a quelli che mostrano macchie di olio o residui di prodotti chimici. Verifica poi lo stato del legno, perché un pallet ammaccato ti darà problemi già in fase di montaggio: le tavole non devono essere spaccate né cedere sotto il peso, i chiodi vanno ribattuti e le parti grigie o sfarinate si riconoscono subito passando un'unghia. Mettine da parte qualcuno in più del necessario: tornerà utile per rinforzare il pianale o per chiudere il retro.
Montaggio: base rialzata, fianchi e fissaggi che tengono
Prima di avvitare, prepara una base che tenga la legnaia fuori dal contatto con il terreno: quattro o sei blocchi di cemento forato, oppure due traversine, livellati con la bolla sono già sufficienti per una struttura aperta di questo tipo. Appoggia su quei sostegni un pallet in orizzontale, che diventa il pianale, e usa gli altri in verticale per i due fianchi e per la parete di fondo, controllando con la squadra che gli angoli siano retti. Fissa tutto con viti da legno per esterni e staffe angolari zincate, due per ogni giunto: i chiodi dei bancali non sono pensati per resistere a spinte laterali, mentre una vite passante tiene insieme i montanti anche quando la catasta preme verso fuori. Gli attrezzi sono quelli che hai già in casa: metro a nastro, avvitatore a batteria con punte da legno, seghetto o sega circolare per accorciare le tavole, morsetti per tenere in posizione i pezzi mentre li unisci. Se la legnaia supera il metro e mezzo di larghezza, aggiungi un montante centrale e una traversa a mezza altezza, altrimenti i fianchi lavorano e col tempo si imbarcano. Metti in conto circa uno o due giorni di lavoro e organizzati entro settembre, così la struttura è pronta prima che arrivi la consegna della legna.
Copertura, impregnante e come accatastare la scorta
La copertura è il pezzo che decide la durata del lavoro. Realizza una falda inclinata di qualche grado verso il retro o verso il lato più riparato, con due tavole di sostegno e un pannello di onduline bituminose o di lamiera, e fai sporgere il bordo di una ventina di centimetri oltre la catasta, così la pioggia battente non arriva sui ciocchi delle prime file. I fianchi invece restano aperti o chiusi solo in parte: è l'aria che asciuga la legna, e una legnaia sigillata lavora contro di te. Passa due mani di impregnante per esterni su tutto il legno, insistendo sui tagli freschi e sulle teste dei montanti, e ripeti il trattamento ogni due o tre stagioni. Quando accatasti, disponi i ciocchi della fila esterna con la corteccia verso l'alto e lascia qualche fessura tra i pezzi, senza stipare. La legna tagliata di fresco chiede circa due anni di stagionatura all'aperto per scendere sotto il venti per cento di umidità residua, e oltre i cinque anni comincia a perdere potere calorifico: consuma prima le scorte più vecchie e tieni la catasta nuova sul lato opposto.





