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Cronotermostato wifi: come collegarlo alla caldaia

Aggiornato il 09 ottobre 20264 capitoli
Che segnale arriva dalla caldaia: il contatto TA

Che segnale arriva dalla caldaia: il contatto TA

Quando riaccendi l'impianto a ottobre o novembre, il cronotermostato wifi non fa altro che chiudere e aprire un circuito: è un interruttore comandato dalla temperatura, non un apparecchio che porta corrente alla caldaia. Dalla caldaia escono due fili a bassa tensione, in genere 24 V, che arrivano ai morsetti indicati sul libretto come contatto TA, cioè termostato ambiente. Quando il dispositivo unisce quei due fili la scheda riceve il consenso e avvia il bruciatore; quando il contatto si apre, la richiesta di calore cessa e la caldaia si ferma. Nello schema del cronotermostato cercherai quindi i morsetti marcati COM, cioè comune, e NA, normalmente aperto: sono i due capi del relè che fa da ponte, mentre il morsetto NC resta libero perché serve a logiche inverse. I 24 V possono essere in corrente continua o alternata a seconda del modello, perciò non c'è un polo positivo da rispettare: conta solo portare andata e ritorno ai due morsetti giusti.

Le verifiche da fare prima di aprire la scatola

Prima di smontare qualsiasi cosa togli tensione all'impianto, agendo sull'interruttore generale e sul magnetotermico dedicato alla caldaia, perché nella stessa scatola da incasso possono convivere i 24 V del consenso e i 230 V di un'eventuale alimentazione. Poi guarda come è alimentato il modello che hai scelto: diversi cronotermostati wifi lavorano con batterie alcaline, altri richiedono la rete a 230 V in postazione. Se nel punto dove era montato il vecchio apparecchio trovi solo i due cavetti di consenso, un modello a batterie ti evita di far passare una linea nuova; con quello alimentato a rete, invece, dovrai portare fase e neutro fino alla scatola. Controlla anche che sui morsetti TA della caldaia non sia presente un ponticello metallico, montato su alcune macchine per farle funzionare senza termostato: va rimosso, altrimenti la caldaia resta in richiesta continua e il comando dall'applicazione non avrà alcun effetto. Il libretto della caldaia e lo schema del nuovo dispositivo restano i riferimenti da seguire, perché la numerazione dei morsetti cambia da costruttore a costruttore.

Collegamento e configurazione: dalla sostituzione all'app

Nella maggior parte delle case il lavoro si riduce a una sostituzione: i cavi di consenso sono già stati portati in parete quando è stata installata la caldaia, quindi stacchi i due conduttori dal vecchio termostato, li fissi su COM e NA del nuovo e rimonti la placca. Se invece quei fili non ci sono, oppure stai montando un ricevitore radio da collocare vicino alla caldaia, i conduttori vanno attestati ai morsetti TA e fatti arrivare nel punto di installazione: qui si interviene sull'apparecchio a gas, ed è un'operazione da affidare a un elettricista o al tecnico abilitato che ti segue per la manutenzione. Ridata tensione, resta la parte wireless. Metti il cronotermostato wifi in modalità di abbinamento, collegalo alla rete di casa con l'applicazione del costruttore e tieni presente che quasi tutti questi apparecchi usano solo la banda a 2,4 GHz: se il router diffonde un'unica rete combinata può essere necessario separare le bande o avvicinare per un momento il telefono. Scegli una posizione a circa un metro e mezzo da terra, su parete interna, lontano da radiatori, finestre e luce diretta, altrimenti la misura risulta falsata e la caldaia parte quando non serve.

La programmazione dei primi giorni di riscaldamento

Con l'impianto appena riavviato conviene sfruttare subito la programmazione oraria, che è il motivo per cui si passa dal termostato semplice al cronotermostato wifi. Imposta una temperatura di comfort nelle fasce in cui la casa è abitata e una temperatura ridotta, più bassa di qualche grado, per la notte e per le ore di assenza: nelle mezze stagioni questa differenza evita che il bruciatore rincorra picchi inutili, mentre la gestione da remoto ti consente di anticipare l'accensione se rientri prima del previsto. Se parti per qualche giorno lascia attiva la funzione antigelo. Nelle prime settimane osserva come si comporta l'impianto: se la caldaia si accende e si spegne a raffica il differenziale impostato è troppo stretto e vale la pena allargarlo un poco, mentre se la temperatura letta non corrisponde a quella percepita conviene rivedere la posizione del dispositivo prima di correggere l'offset nell'applicazione. Verifica infine le batterie all'inizio di ogni stagione, perché un apparecchio scarico apre il contatto e ti lascia senza riscaldamento proprio nelle giornate più fredde.

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