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Stufa elettrica: quale consuma meno per il tuo budget

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
La verità sui consumi elettrici

Perché a parità di watt il consumo è lo stesso

Qualunque stufa elettrica a resistenza trasforma in calore praticamente tutta l'energia che assorbe: è l'effetto Joule, e vale allo stesso modo per un termoventilatore, per un radiatore a olio e per un convettore. Se confronti due apparecchi da 2000 watt accesi per un'ora, entrambi prelevano 2 kilowattora dalla rete e pesano uguale in bolletta. Per sapere quanto spendi davvero ti basta moltiplicare la potenza in kilowatt per le ore di accensione e poi per il prezzo del kilowattora riportato nella tua fattura: è l'unico calcolo affidabile, perché la tariffa cambia da contratto a contratto e nel tempo. Quello che distingue un modello dall'altro non è quindi il rendimento, ma il comfort e soprattutto le ore in cui lo lasci acceso. Il termoventilatore ti scalda in pochi istanti e smette con la stessa rapidità, mentre il radiatore a olio parte piano ma continua a cedere calore anche dopo lo spegnimento. Tieni d'occhio anche il limite del contatore: il contratto domestico più diffuso è da 3 kilowatt, perciò un apparecchio al massimo della potenza lascia poco margine se nello stesso momento usi forno, lavatrice o piano a induzione.

Termoventilatore: caldo in pochi secondi, ma non resta

Il termoventilatore è la stufetta leggera in cui una ventola soffia l'aria su una resistenza, spesso in ceramica, e in mezzo minuto senti il getto caldo addosso. Questa reattività lo rende comodo in bagno prima della doccia o alla scrivania dove lavori, cioè dove ti serve calore subito e per poco tempo. Il limite è che non accumula nulla: scalda l'aria e non le pareti, quindi appena lo spegni la stanza torna come prima. Se lo usi per tutta la serata finisci per tenerlo acceso quasi di continuo, e due ore a 2000 watt fanno 4 kilowattora. Conviene sfruttarlo a sessioni brevi e, quando il modello lo consente, regolare il termostato sul minimo utile invece di lasciarlo sempre alla potenza piena. In bagno verifica il grado di protezione IP dichiarato dal costruttore e la distanza dalla doccia o dalla vasca, perché non tutti gli apparecchi sono ammessi vicino all'acqua, e non coprire mai la griglia di uscita dell'aria con asciugamani o vestiti.

Radiatore a olio: calore uniforme che dura anche da spento

Rispetto alla rapidità del termoventilatore, il radiatore a olio lavora in modo opposto. Dentro gli elementi in acciaio circola olio diatermico, un fluido termovettore che la resistenza scalda e che poi restituisce calore lentamente per irraggiamento e convezione naturale. Non essendoci ventola non fa rumore, non solleva polvere e non dà quella sensazione di aria secca sul viso: il tepore è più uniforme e si sopporta volentieri per ore. Lo svantaggio è l'inerzia termica. Accendilo venti o trenta minuti prima di entrare nella stanza, altrimenti resterai al freddo proprio quando ti siedi. In cambio, una volta raggiunta la temperatura puoi spegnerlo in anticipo e l'olio continua a cedere calore ancora per un po': è così che questa stufa elettrica recupera sulle ore di accensione, non sul rendimento. Va bene dove stazioni a lungo, come la camera da letto o il soggiorno la sera. Considera però l'ingombro e il peso, che nei modelli con molti elementi si fa sentire: le rotelle aiutano sul pavimento liscio, molto meno se devi superare soglie o scale. E non usarlo come stendibiancheria, perché coprire gli elementi ostacola la convezione e fa intervenire la protezione termica.

Convettori e pannelli radianti: quando valutarli davvero

Accanto a questi due classici trovi i convettori e i pannelli radianti, che risolvono problemi diversi. Il convettore riscalda l'aria che passa sulla resistenza e la lascia salire per convezione naturale, senza ventola: è silenzioso quanto il radiatore a olio, ma non accumula, quindi rende bene nelle stanze piccole e ben isolate e perde subito terreno se apri una finestra. Il pannello a infrarossi lavora invece per irraggiamento, cioè scalda le superfici e le persone che ha davanti anziché l'aria, e per questo se la cava dove il calore tenderebbe a disperdersi in alto, come i locali con soffitti alti o grandi vetrate, purché tu resti nel suo raggio d'azione. Il conto, anche qui, resta potenza per ore: un pannello da 1000 watt acceso quattro ore e un radiatore da 2000 watt acceso due consumano gli stessi 4 kilowattora. Scegli quindi in base a come vuoi scaldarti, non alle promesse di basso consumo stampate sulla confezione. Parti dalla stanza, dal suo isolamento e dalle ore in cui la vivi: una stufa elettrica dimensionata sul locale giusto e gestita a termostato, come integrazione mirata del riscaldamento principale, ti costa molto meno di un apparecchio potente tenuto acceso tutto il giorno per scaldare l'intera casa.

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