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Salvavita che scatta con la pioggia: dove cercare il guasto

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Capire se il salvavita che scatta con la pioggia è un allarme reale

Perché il salvavita che scatta con la pioggia è un segnale da ascoltare

Il salvavita è l'interruttore differenziale: confronta la corrente che entra nell'impianto con quella che torna indietro e, se una parte si perde verso terra oltre la soglia di intervento, che negli impianti domestici è di solito 30 mA, apre il circuito in una frazione di secondo. Se il salvavita che scatta con la pioggia ti lascia al buio proprio mentre inizia il temporale, non è un capriccio del dispositivo: l'acqua è entrata in una scatola di derivazione, in una presa da esterno o nel portalampada di un faretto da giardino e ha offerto alla corrente una strada verso terra che prima non esisteva. Vale la pena distinguerlo dal magnetotermico che gli sta accanto nel quadro: il differenziale protegge te dalla folgorazione, il magnetotermico protegge i cavi da sovraccarichi e cortocircuiti. Riarmare la levetta tre o quattro volte di fila sperando che tenga significa rimettere tensione su un punto bagnato, magari con un pavimento umido sotto i piedi. Meglio annotare l'ora dello scatto e se pioveva da poco o da ore, e guardare quale differenziale è intervenuto se il quadro ne ha più di uno: è il primo dato che restringe il campo.

Dove guardare per primo: prese esterne, luci da giardino e giunzioni

Con quel dato in mano, parti dalle linee che escono di casa, perché sono le prime che la pioggia raggiunge: prese da esterno, faretti e lampioni da giardino, motore del cancello, pompa di sollevamento, centralina dell'irrigazione. Se il differenziale si riarma solo dopo aver sfilato la spina della pompa o dopo aver aperto nel quadro il magnetotermico della linea giardino, hai isolato il ramo che disperde. Lavora un circuito alla volta, a tensione tolta e con le mani asciutte. Poi guarda come sono fatti i punti sospetti. Le scatole di derivazione da esterno vogliono guarnizione integra, coperchio ben serrato e pressacavi stretti sul cavo, non infilati a vuoto; prese e frutti installati all'aperto hanno bisogno di un grado di protezione almeno IP44, che sale a IP55 o IP65 dove battono pioggia e getti d'acqua. Merita un controllo anche ogni giunzione fatta con il nastro isolante dentro un pozzetto: l'acqua la raggiunge e abbassa l'isolamento verso terra fino a far intervenire il salvavita che scatta con la pioggia. Se la dispersione resta con tutte le utenze esterne scollegate, il punto bagnato è nel circuito fisso, magari in un tubo incassato in una parete che prende acqua da fuori.

Controllare gli elettrodomestici che soffrono l'umidità

Non tutte le dispersioni arrivano dal giardino. Gli apparecchi con una resistenza o un motore a contatto con acqua e vapore, come scaldabagno, lavatrice e lavastoviglie, possono avere un isolamento già debole che cede quando l'umidità in casa sale; lo stesso vale per il frigorifero in cantina, per la caldaia in un locale non riscaldato e per l'unità esterna del condizionatore, che la pioggia bagna direttamente. In quei punti l'acqua condensa sulle morsettiere e basta poco per superare la soglia di intervento. Per venirne a capo procedi per esclusione: stacca tutte le spine, riarma il salvavita e ricollega un apparecchio alla volta, aspettando qualche minuto e facendolo lavorare, perché molte dispersioni compaiono solo quando la resistenza scalda o la pompa di scarico gira. Se il salvavita che scatta con la pioggia interviene appena riattacchi il boiler o avvii un lavaggio, hai trovato il responsabile e conviene farlo controllare prima di rimetterlo in servizio. Considera anche che la somma delle minime correnti di dispersione dei filtri di alimentazione di televisori, computer e alimentatori led può avvicinarsi alla soglia, ma in quel caso lo scatto torna in ogni stagione: è la coincidenza con il maltempo a dirti dove guardare.

Errori da evitare e quando chiamare l'elettricista

Ci sono poi due o tre cose da non fare mai. Non bloccare la levetta del differenziale e non farlo escludere per avere luce subito: rinunceresti alla sola protezione che ti separa da una scossa mentre nell'impianto c'è davvero acqua. Allo stesso modo, evita di aprire scatole o corpi illuminanti sotto la pioggia e di asciugare una presa con un getto d'aria calda finché la linea è in tensione. Se senti odore di bruciato, vedi una presa annerita oppure il salvavita non si riarma nemmeno con tutte le utenze scollegate, fermati: il guasto è nell'impianto fisso. Da quel punto in avanti servono strumenti che in casa non ci sono. L'elettricista misura la resistenza di isolamento di ogni linea con un megaohmetro, verifica la continuità del conduttore di protezione e lo stato del dispersore, e controlla che il differenziale intervenga ancora entro i tempi previsti, perché anche un dispositivo invecchiato può perdere precisione. Se la dispersione si ripete ogni autunno, chiedigli di valutare la separazione delle linee esterne su un differenziale dedicato: con i circuiti divisi un pozzetto allagato spegne il giardino e non tutta la casa, e la volta successiva trovare il guasto diventa questione di minuti.

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