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Rilevatore di monossido di carbonio: dove installarlo in casa

Aggiornato il 07 ottobre 20264 capitoli
Perché il monossido non sale come il fumo: cosa cambia per il rilevatore

Perché il monossido non sale come il fumo: cosa cambia per il rilevatore

Ogni autunno, quando riaccendi la caldaia, la stufa a pellet o il camino dopo mesi di fermo, torna anche il rischio che una combustione imperfetta liberi monossido di carbonio in casa. È un gas incolore e inodore, quindi non puoi affidarti ai sensi: il rilevatore di monossido di carbonio è lo strumento che ti avvisa in tempo se qualcosa non funziona nello scarico dei fumi o nel tiraggio. Perché faccia il suo lavoro, però, deve stare nel punto giusto, e qui nasce l'errore più diffuso. Molti lo trattano come un rilevatore di fumo e lo fissano a soffitto. Il fumo è più caldo e leggero dell'aria, per questo sale subito verso l'alto; il monossido invece ha una densità molto vicina a quella dell'aria e si mescola all'ambiente seguendo le correnti, senza accumularsi né in alto né in basso. Un sensore montato a filo del soffitto può quindi accorgersi del pericolo con ritardo. Tieni presente questa differenza quando scegli la posizione, perché spiega tutte le indicazioni che seguono.

Le stanze da proteggere per prime: dove ci sono caldaia, stufa e camino

Il rischio non è uguale in tutta la casa. Gli ambienti da presidiare per primi sono quelli con un apparecchio a combustione: il locale della caldaia, il soggiorno con il camino o la stufa, la cucina con lo scaldabagno a gas, la lavanderia o il locale tecnico, soprattutto se l'aerazione è scarsa. In queste stanze il rilevatore di monossido di carbonio va sempre previsto, ma vicino alla fonte non significa attaccato all'apparecchio: ogni accensione produce piccole emissioni passeggere che, con il sensore a ridosso della fiamma, scatenerebbero allarmi a vuoto. Mantieni una distanza di qualche metro, in genere tra uno e tre, e verifica sul manuale del tuo modello il valore esatto, perché cambia da un produttore all'altro. Se la casa si sviluppa su più piani, ragiona per livelli e prevedi almeno un dispositivo per piano, comprese taverne e mansarde abitate dove spesso si trova una stufa. Valuta con attenzione anche la seconda casa o quella in montagna: l'immobile resta chiuso per settimane e al rientro si riavviano tutti insieme camino, stufa e caldaia, proprio quando canne fumarie e bruciatori avrebbero più bisogno di un controllo.

Zona notte e corridoi: il rilevatore che ti sveglia in tempo

Durante il sonno non ti accorgi dei primi sintomi di un'intossicazione, come mal di testa, nausea e sonnolenza, che da sveglio ti metterebbero in allarme. Per questo le camere da letto meritano una protezione dedicata, anche se al loro interno non c'è nessun apparecchio a combustione: un sensore in corridoio, nel tratto che collega la zona notte al locale caldaia o al soggiorno con il camino, intercetta il gas lungo il percorso che farebbe per raggiungerti. Installa il dispositivo entro circa tre-cinque metri dalle porte delle camere, in modo che il segnale acustico sia ben udibile anche a porte chiuse; se le stanze sono distanti tra loro o disposte su ali diverse dell'abitazione, un solo apparecchio non basta e conviene aggiungerne un secondo. Se in camera c'è una stufa a legna, o nel bagno attiguo uno scaldabagno a gas, fissa il rilevatore di monossido di carbonio direttamente nella stanza in cui si dorme. Alcuni modelli si possono collegare tra loro via radio: quando uno rileva il gas suonano tutti, e il vantaggio è sentire l'allarme anche se la fonte si trova a due piani di distanza.

Altezza, distanze dalle aperture e punti dove non fissarlo mai

Stabilite le stanze, resta da scegliere il punto esatto della parete. Il manuale del tuo apparecchio è il riferimento che vale più di ogni regola generale, perché alcuni modelli sono progettati per il soffitto e altri solo per il muro. In mancanza di indicazioni, la posizione più diffusa è a parete, ad altezza intermedia, circa un metro e mezzo dal pavimento, su un tratto libero e lontano dagli angoli dove l'aria ristagna. Se il modello prevede il soffitto, tienilo a circa trenta centimetri dalla parete più vicina. Nelle camere una collocazione poco sopra l'altezza del letto resta comunque ragionevole, visto che il gas si distribuisce in modo quasi uniforme. Evita finestre, porte, bocchette di ventilazione, ventilatori e split del condizionatore: le correnti disperdono il monossido prima che raggiunga il sensore e ti danno una sicurezza solo apparente. Non nasconderlo dentro mobili, nicchie o dietro le tende, e tienilo lontano da umidità e vapore, quindi dalla zona doccia e dal piano cottura. Quando l'installazione è finita, e poi ogni volta che riaccendi caldaia e stufa a inizio stagione, premi il tasto di test, controlla la data di scadenza stampata sul dispositivo e sostituisci le batterie: un sensore che non suona vale quanto non averlo.

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