Ogni quanto pulire le grondaie dalle foglie e il periodo migliore
Ogni quanto pulire le grondaie dalle foglie dipende da quanto verde hai intorno a casa. Se il tetto è lontano dalle piante, una pulizia all'anno nel tardo autunno è sufficiente: aspetta che la caduta delle foglie sia finita e intervieni prima delle gelate, quando i detriti sono ancora morbidi e si staccano senza fatica. Se invece hai aceri, tigli o betulle a ridosso della copertura, oppure un bosco a poche decine di metri, conviene raddoppiare e aggiungere un controllo a fine inverno: le conifere perdono aghi tutto l'anno e nel frattempo il canale di gronda si è riempito di nuovo. Rimandare si paga. Le foglie bagnate si impastano con il pulviscolo che si stacca dal manto di copertura e formano un tappo compatto, così il canale smette di scaricare: l'acqua scavalca il bordo, scende lungo la facciata e in poche stagioni macchia l'intonaco e tiene umida la muratura. Il peso del fango, poi, fa cedere le cicogne, cioè le staffe che sostengono la gronda. Una mezza giornata di lavoro nel momento giusto ti risparmia un intervento su intonaco e supporti.
Gli attrezzi che servono davvero, da terra o sulla scala
Per pulire le grondaie dalle foglie non serve un'attrezzatura costosa, serve quella adatta all'altezza del tuo tetto. Su un piano terra o su una veranda bassa va bene una scala doppia a libro, autoportante, su terreno compatto; su un primo piano preferisci una scala d'appoggio con base allargata o stabilizzatori. Aggiungi scarpe con suola antiscivolo, guanti da lavoro impermeabili e occhiali protettivi, perché nel fango di gronda finiscono schegge di tegola, viti e insetti. Per estrarre il materiale, una paletta da grondaia o un trapiantatore con lama curva seguono bene il profilo del canale, mentre una spazzola a setole morbide rifinisce il fondo senza rigare la lamiera. Se preferisci restare con i piedi a terra, valuta un'asta telescopica con terminale a cucchiaio oppure il kit per grondaie di un aspiratore a bidone, che però lavora bene solo con detriti asciutti: lo stesso vale per il soffiatore con tubo ricurvo. Tieni un secchio agganciato al piolo per raccogliere lo sporco e lascia a terra l'idropulitrice, perché la pressione alta scolla sigillanti e giunti. Se la copertura sta a più di un piano o ha una pendenza marcata, affida il lavoro a una ditta con piattaforma aerea: così l'intero tratto viene ripulito senza che nessuno salga sul manto.
Come procedere, dal canale di gronda al pluviale
Scegli una giornata asciutta e senza vento, poi lavora per tratti brevi: quando pulisci le grondaie dalle foglie è più sicuro spostare la scala sei volte che sporgersi una volta di troppo. Tieni il bacino dentro i montanti e appoggia la scala al muro o alla fascia frontale, mai sul canale, che non è dimensionato per quel carico. Se c'è qualcuno in casa, fatti reggere la base: è il modo più semplice di ridurre il rischio. Parti dal punto più lontano dallo scarico e procedi verso il pluviale, così accompagni i detriti verso l'uscita invece di accumularli alle spalle. Raccogli a mano foglie e rametti nel secchio, passa la spazzola sul fondo e sciacqua con un getto d'acqua moderato dal tubo da giardino, osservando dove finisce l'acqua: se si ferma e forma una pozza, la pendenza verso il bocchettone si è persa e va ripristinata agendo sui supporti. Chiudi con il pluviale: infila il tubo dall'alto e verifica che il flusso esca libero in basso. Se gorgoglia o rigurgita, l'ostruzione è dentro la calata e si libera con una sonda flessibile o smontando il gomito di raccordo. Controlla infine il pozzetto a terra, perché se la caditoia è intasata di foglie l'acqua torna indietro e il lavoro fatto in alto non serve.
Dopo la pulizia: controlli, materiali delicati e parafoglia
Finché sei in alto con la grondaia vuota, approfittane per un'ispezione: cerca giunzioni che si sono aperte, sigillanti screpolati, ganci allentati e punti di ruggine sulle lamiere zincate, perché una perdita a filo muro è difficile da individuare mentre piove. Le gronde in rame e in zinco-titanio chiedono un po' di riguardo: la patina che si forma in superficie protegge il metallo, quindi non raschiarla con spatole d'acciaio ed evita di mettere a contatto rame e zinco o alluminio, perché l'accoppiamento di metalli diversi innesca una corrosione rapida nel punto di giunzione. A questo punto puoi alleggerire il lavoro degli anni successivi. Le reti parafoglia e le spugne da inserire nel canale trattengono le foglie larghe e danno il meglio sotto le latifoglie, mentre con pini e abeti gli aghi restano in superficie e il parafoglia va spazzolato comunque: considerale un modo per diradare gli interventi, non per eliminarli. Aggiungi un cestello paraghiaia nel bocchettone, così il pluviale resta libero anche se qualcosa sfugge, e se un ramo sporge sulla falda valuta una potatura invernale: meno chioma sopra il tetto, meno detriti nel canale e una pulizia molto più rapida la stagione prossima.





