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Pareti giapponesi

Aggiornato il 11 marzo 20162 capitoli4 domande frequenti
Pareti giapponesi su esterno

Le pareti giapponesi separano ma non dividono

Buddhismo, scintoismo e pratiche confuciane si imprimono nel quotidiano della cultura nipponica e confluiscono nell'arredo e nell'architettura, assimilando la necessità di consentire una visione della natura circostante e di integrarla come parte essenziale del benessere dell'individuo. E poiché tutto evolve e nulla permane, gli spazi mutano le loro aree, divisi da pannelli leggeri che velocemente scorrono, chiudono e interrompono ciò che era aperto e continuo ma lasciano trasparire, creando allusioni e ombre, facendosi attraversare da profumi e fruscii. Altrettanto velocemente si aprono all'accoglienza, ad una diversa esigenza. La cultura giapponese esprime il senso estetico come affermazione dell'essenziale e ricerca di un equilibrio interiore che trova la sua massima manifestazione nell'armonia con la natura. Le pareti giapponesi separano ma sono pronte ad unire ciò che non è mai diviso per davvero.

Tutte le stanze che servono, quando serve

Dovendo esprimere transitorietà e spazi temporanei, le pareti giapponesi sono leggere, ma i telai hanno la compattezza dei materiali naturali. Chiamate anche Fusama, quelle tipiche utilizzano pannelli in carta di riso, washi, derivata da canapa, radice di ibisco e gelso con un procedimento artigianale, rimasto inalterato nel tempo. Da subito utilizzata nelle abitazioni per la capacità di filtrare la luce attenuandone l’intensità, è resistente all'acqua e può essere variamente decorata. Il Fusama è una soluzione ottimale per improvvisare privacy negli open-space o creare configurazioni variabili nell'arco della giornata. I telai possono essere pivotanti, formati da uno o più pannelli che ruotano sul proprio asse, attraverso cerniere vincolate a soffitto e pavimento, attuando diversi gradi di flessibilità oppure possono scorrere su binari inglobati nella struttura muraria. Per i pannelli, le alternative più economiche alla carta di riso sono il tessuto, o carte di riso plastificate.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tecnica tra le pareti Fusuma e Shoji?
    Le pareti Fusuma sono pannelli opachi, tradizionalmente realizzati con tela di canapa o carta di riso (washi) incollata su telai in legno leggero. Sono ideali per garantire privacy totale e isolamento acustico, fungendo da divisori interni versatili. Al contrario, le Shoji sono trasparenti o traslucide, costituite da una griglia di legno che sostiene un foglio di carta speciale, permettendo il passaggio della luce naturale mentre filtrano la vista. Mentre le Fusuma chiudono e definiscono gli ambienti, le Shoji creano continuità visiva e luminosa, mantenendo il legame con lo spazio esterno o adiacente.
  • Come funzionano meccanicamente le pareti scorrevoli giapponesi?
    I sistemi tradizionali prevedono pannelli che scorrono orizzontalmente lungo binari metallici o in legno inseriti a filo nei telai superiori e inferiori, spesso nascosti nella struttura muraria o nel soffitto per mantenere la pulizia estetica. Esistono anche soluzioni pivotanti, dove i pannelli ruotano su cerniere verticali ancorate a pavimento e soffitto, offrendo maggiore flessibilità nell'apertura. Questa configurazione permette di modificare rapidamente la disposizione degli spazi, aprendo o chiudendo le stanze secondo le esigenze quotidiane, senza occupare spazio laterale come farebbero le porte tradizionali.
  • Posso installare questi divisori in un appartamento moderno per creare open space?
    Assolutamente sì. Le pareti giapponesi sono eccellenti per gestire la flessibilità degli open space contemporanei. Durante il giorno, possono essere aperte per ampliare la percezione dello spazio e far circolare la luce; la sera o durante le riunioni, possono chiudere per creare stanze separate e private. Scegliendo modelli con pannelli opachi (simili alle Fusuma) si ottiene un buon isolamento visivo, mentre quelli traslucidi mantengono la luminosità diffusa. È fondamentale verificare la presenza di profili di guida a soffitto e a terra, eventualmente adattandoli alla struttura esistente con interventi minimi.
  • Quanto durano e come si mantengono i pannelli in carta di riso?
    La carta di riso tradizionale (washi) è sorprendentemente resistente grazie alle fibre lunghe, ma rimane delicata rispetto ai materiali sintetici. Richiede manutenzione attenta: va pulita con un panno asciutto o leggermente umido, evitando detergenti aggressivi. Nel tempo, la carta può ingiallire o deteriorarsi, specialmente se esposta a umidità elevata o luce diretta intensa. In caso di danni, i pannelli possono essere sostituiti economicamente. Per una durata maggiore in ambienti domestici moderni, esistono alternative in carta plastificata o tessuti tecnici che replicano l'estetica tradizionale con maggiore resistenza all'usura e alle macchie.

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