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Energia pulita · Energia geotermica

Centrale geotermica

Aggiornato il 15 marzo 20172 capitoli4 domande frequenti
Geyser

L'energia sfruttata dalla centrale geotermica

La centrale geotermica riesce a trasformare il calore proveniente dal nucleo terrestre in energia, sia elettrica che termica. Infatti, se scendiamo in profondità nella crosta terrestre noteremo che la temperatura sale gradualmente di tre gradi ogni cento metri. In presenza di acque particolarmente profonde, si creano i cosiddetti pozzi geotermici, ovvero punti dai quali risulta vantaggioso economicamente sfruttare questa energia. Questi pozzi si trovano per lo più nei pressi dei vulcani o in presenza di faglie nelle placche tettoniche. Se la temperatura dell'acqua è superiore ai 180°C sarà possibile ottenere vapore per le turbine elettriche, in caso contrario si otterrà acqua calda da destinare al riscaldamento urbano. Rispetto a molte fonti alternative, l'energia geotermica è stabile nel tempo, non dipende da fattori stagionali o metereologici, e non produce alcun tipo di scoria dannosa.

Componenti e funzionamento

Una centrale geotermica si compone di un pozzo geotermico, ovvero il luogo sotterraneo dal quale si ottiene l'energia. Nel pozzo sono installati dei tubi in acciaio, i quali vengono collegati a dei vapordotti, che hanno il compito di condurre il vapore ad alte temperature dal sottosuolo alla turbina. La turbina è l'elemento che permette la trasformazione dell'energia da termica a meccanica, in particolare in un movimento rotatorio. A sua volta la turbina è collegata ad un alternatore, che trasforma l'energia meccanica rotatoria in energia elettrica ad alta tensione. Lo scarto di tale procedimento è del vapore a media temperatura, il quale può essere a sua volta sfruttato tramite degli scambiatori di calore per ottenere acqua calda da destinare al riscaldamento urbano. Il rimanente vapore è inviato ad un condensatore, il quale lo ritrasforma in acqua liquida, che potrà essere nuovamente pompata nel pozzo per iniziare nuovamente il ciclo di produzione.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra una centrale geotermica per elettricità e quella per il teleriscaldamento?
    La distinzione fondamentale risiede nella temperatura delle risorse idriche estratte dal sottosuolo. Per generare elettricità, è necessario che l’acqua raggiunga temperature superiori ai 180°C, permettendo la produzione di vapore ad alta pressione capace di muovere le turbine. Al contrario, per il solo riscaldamento urbano (teleriscaldamento), si sfruttano risorse a temperatura inferiore, dove l’acqua calda viene direttamente distribuita agli utenti finali senza passare attraverso il processo di conversione elettromeccanica. Entrambe le forme rappresentano un utilizzo efficiente del calore terrestre, ma richiedono tecnologie e infrastrutture diverse in base all’intensità termica disponibile.
  • Dove si trovano tipicamente le centrali geotermiche e perché?
    Le centrali geotermiche si localizzano prevalentemente in aree caratterizzate da un gradiente geotermico elevato, come le vicinanze di vulcani attivi o zone con faglie tettoniche significative. In queste regioni, il calore del nucleo terrestre risale più rapidamente verso la superficie, rendendo economicamente sostenibile l’estrazione dell’energia. Scendendo in profondità, la temperatura aumenta mediamente di 3°C ogni 100 metri; tuttavia, nelle zone tettonicamente attive, questo aumento è molto più marcato, permettendo di raggiungere le temperature necessarie per la produzione di vapore a distanze minori e quindi con costi di perforazione ridotti rispetto alle aree stabili della crosta terrestre.
  • Come funziona il ciclo chiuso di reiniezione dell’acqua nelle centrali geotermiche?
    Il processo prevede un ciclo quasi completamente chiuso per garantire sostenibilità ambientale ed economica. Dopo aver azionato la turbina, il vapore residuo a media temperatura viene inviato a un condensatore, dove torna allo stato liquido. Questa acqua, ancora ricca di minerali e calore, non viene dispersa ma viene nuovamente pompata nel pozzo geotermico originario. Questo reinserimento mantiene la pressione del reservoir sotterraneo, evita lo spreco della risorsa idrica e permette al fluido di riabsorbire calore dal terreno circostante, pronto per un nuovo ciclo di estrazione. È una pratica essenziale per evitare il esaurimento prematuro del giacimento.
  • L’energia geotermica è considerata una fonte rinnovabile e pulita?
    Sì, l’energia geotermica è classificata come fonte rinnovabile e pulita perché sfrutta il calore naturale e costantemente rigenerato dal nucleo terrestre, una riserva praticamente inesauribile su scala umana. A differenza di combustibili fossili, non produce emissioni dirette di anidride carbonica o particolato durante la generazione di energia. Inoltre, offre un vantaggio strategico unico: la stabilità. Non essendo soggetta a variazioni stagionali, meteorologiche o diurne come solare o eolico, garantisce una produzione energetica continua e prevedibile, contribuendo alla stabilità della rete elettrica nazionale senza richiedere sistemi di accumulo complessi per coprire i picchi di domanda.

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