Mobile bisognoso di restauro

Restauro fai da te

Restauro e risanamento conservativo

Il restauro e risanamento conservativo di un mobile riesce a riportare l'oggetto all'antico splendore e gli permette di conservarsi a lungo nel tempo.

di Redazione

07 marzo 2016

L'arte del restauro e del risanamento conservativo

Non sempre i mobili e gli oggetti in legno vengono tenuti nelle condizioni ideali per mantenersi sani e belli. Spesso l'abbandono, la polvere, l'umidità, il sole rovinano in modo decisamente visibile la bellezza del materiale. Gli artigiani del legno sono però capaci di fare dei veri miracoli con il restauro e risanamento conservativo. L'unico neo è che questi maestri falegnami ed intarsiatori sono sempre meno e le loro botteghe si trovano difficilmente. Il mobile in legno va osservato attentamente: bisogna innanzitutto individuare se l'oggetto ha necessità di essere sverniciato oppure può essere recuperato evitando quest'operazione delicata. La patina di un mobile è determinante per il suo valore e l'eventuale sverniciatura va effettuata solo da mani esperte. Prima di tutto il legno va accuratamente pulito, anche con pennelli, per arrivare negli angoli più nascosti. Ben spolverato, il mobile va consolidato per ovviare ad eventuali cedimenti, inarcature o scheggiature.

Il legno restaurato rivive il suo splendore

Il mobile in legno viene sottoposto ad un trattamento antitarlo che può essere a scopo curativo o preventivo. Una volta consolidata e risanata la struttura, si procede al restauro della superficie. La lucidatura è una delle ultime fasi del restauro e risanamento di un mobile. Quella della lucidatura è un'operazione che richiede una certa manualità, ma anche una buona dose di pazienza. Con un tampone fatto con lino o cotone e inzuppato in una soluzione di gommalacca e alcool bisogna passare con movimenti regolari e precisi tutta la superficie, senza ripassare sullo stesso punto, con movimenti lineari ma anche senza fermarsi lungo il percorso. Una volta data la prima mano, si aspetta che si asciughi bene: possono passare anche un paio di giorni. Con lo stesso sistema si procede per altre 3 - 4 volte, sempre lasciando asciugare bene e alternando movimenti circolari e a forma di 8. Infine c'è la fase della brillantatura, quella definitiva, che restituisce un legno morbido e lucido.

Naviga per:

Domande frequenti

  • È possibile recuperare un mobile antico senza sverniciarlo?
    Sì, è spesso preferibile evitare la sverniciatura totale poiché la patina originale contribuisce significativamente al valore storico ed estetico del pezzo. Prima di procedere, è fondamentale valutare attentamente le condizioni del mobile: se i danni sono limitati a sporco superficiale o piccole imperfezioni, si può optare per un risanamento conservativo che rispetti la vernice esistente. Questa operazione delicata dovrebbe essere affidata esclusivamente a esperti falegnami o restauratori, poiché un intervento errato potrebbe danneggiare irreparabilmente la superficie. Solo quando la vernice è gravemente compromessa o alterata dal colore, si valuta l'asportazione controllata.
  • Come si effettua correttamente la lucidatura con gommalacca?
    La lucidatura richiede precisione e pazienza. Prepara un tampone in lino o cotone e imbevilo in una soluzione di gommalacca e alcol. Applica la vernice con movimenti lineari e regolari su tutta la superficie, evitando assolutamente di ripassare sugli stessi punti per non creare aloni. Dopo la prima mano, lascia asciugare completamente per almeno due giorni. Ripeti il processo per altre 3-4 mani, alternando movimenti circolari e a otto durante l'applicazione. Ogni strato deve essere ben asciutto prima di applicare quello successivo per garantire una finitura uniforme e duratura.
  • Quali sono i primi passi per pulire e consolidare un mobile in legno?
    L'intervento inizia con una pulizia accurata per rimuovere polvere e sporco accumulato, specialmente negli angoli più nascosti, utilizzando pennelli morbidi. Una volta spolverato, il mobile necessita di consolidamento strutturale per prevenire cedimenti, inarcature o scheggiature future. Questo passaggio è cruciale per stabilizzare la materia lignea prima di qualsiasi intervento estetico. Successivamente, si applica un trattamento antitarlo, che può essere curativo o preventivo, per proteggere il legno da infestazioni biologiche. Solo dopo aver garantito l'integrità strutturale e la sicurezza biologica del pezzo si passa alle fasi di restauro superficiale e lucidatura.
  • Quanto tempo richiede l'asciugatura tra una mano di gommalacca e l'altra?
    I tempi di asciugatura sono essenziali per il successo della lucidatura. Dopo aver applicato la prima mano di soluzione a base di gommalacca e alcol, è necessario attendere che si asciughi perfettamente; questa fase può richiedere fino a due giorni, a seconda delle condizioni ambientali come umidità e temperatura. Non affrettare mai questo processo: applicare una nuova mano su una superficie ancora umida comprometterebbe la lucentezza finale e la stabilità della vernice. Solo dopo un'asciugatura completa si procederà con le successive 3-4 mani, alternando i movimenti per ottenere un effetto brillante e omogeneo.
  • Cosa si intende per 'brillantatura' nel restauro del legno?
    La brillantatura rappresenta la fase finale e definitiva del restauro conservativo. A differenza delle precedenti mani di gommalacca che costruiscono la patina e la protezione, la brillantatura mira a esaltare la luminosità naturale del legno, restituendogli un aspetto morbido e lucido. Questa tecnica richiede grande abilità manuale per uniformare la rifrazione della luce sulla superficie. È il tocco conclusivo che trasforma il lavoro precedente in un risultato esteticamente apprezzabile, facendo rivivere lo splendore originario del mobile senza appesantirlo visivamente, ma preservandone l'autenticità e la bellezza nel tempo.