rinvasare orchidee

Orchidea

Rinvaso orchidee

Considerate le regine tra i fiori, richiedono cura e delicatezza. Ecco come effettuare un rinvaso orchidee ad opera d'arte, senza che queste splendide piante ne risentano.

di Redazione

27 settembre 2016

Considerazioni preliminari prima di procedere al rinvaso

Sostanzialmente il rinvaso orchidee va effettuato quando la pianta è cresciuta troppo rispetto alle dimensioni del vaso che la contiene. A questo punto le radici iniziano a soffrire, causando la produzione di molti bulbi ma di pochi fiori.E' bene eseguire tale operazione a fioritura ultimata, in genere verso la fine della primavera o all'inizio dell'estate.Altra ragione per cui occorre rinvasare, è quando la corteccia all'interno del vaso si decompone e tende a diventare terra, apportando di conseguenza troppa umidità all'apparato radicale (mediamente ogni 2-3 anni).Infine è il caso di procedere immediatamente alla rinvasatura dell'orchidea, quando ci si accorge che le sue radici stanno marcendo, quando cioè sono diventate particolarmente scure o addirittura non si riesce più a vederle.

Materiale necessario per il rinvaso orchidee

Il vaso in cui andrà messa a dimora l'orchidea, è consigliabile che sia nuovo, di plastica e di dimensioni opportune, quindi più grande di quello in cui si trova, ma non troppo, soltanto qualche centimetro in più di circonferenza, altrimenti per un bel po' di tempo, la pianta emetterà solo radici. Se si tratta di un'orchidea le cui radici sono in grado di mettere in atto la fotosintesi, come la Phalaenopsis, è meglio procurarsi un vaso trasparente. E' fondamentale che sul fondo ci siano i fori per il drenaggio, l'umidità è infatti uno dei più temibili nemici delle orchidee.Per quanto riguarda il terriccio da utilizzare, in commercio si possono trovare bark già pronti, ma è possibile anche prepararlo in casa, utilizzando materiali naturali come la corteccia, lo sfagno, il carbone, ma anche polistirolo e gommapiuma.

Come rinvasare orchidee

Anche se il vaso non è mai stato utilizzato in precedenza, è consigliabile dare una disinfettata con un po' di candeggina diluita in acqua. Aiutandosi con un sottile bastoncino, procedere con estrema delicatezza alla rimozione dell'orchidea dalla dimora in cui si trova. Dopo averla appoggiata sopra un foglio di giornale, vanno recise tutte le radici secche e asportati gli eventuali detriti marci e/o decomposti che sono rimasti attaccati all'apparato radicale. Una volta pulita, la pianta va appoggiata all'interno del nuovo vaso -cosparso con un po' di cannella per aiutare la cicatrizzazione dei tagli- sul fondo del quale è stato posizionato un substrato drenante. Si procederà poi al riempimento di tutti gli spazi liberi con il mix di terriccio specifico. Non annaffiare per 10 giorni circa.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono i segnali inequivocabili che indicano che la mia orchidea deve essere rinvasata subito?
    Ci sono tre indicatori principali che richiedono un intervento immediato o programmato. In primo luogo, se le radici hanno superato le dimensioni del vaso attuale, la pianta produrrà molti pseudobulbi ma pochi fiori, segno di stress radicale. In secondo luogo, dopo 2-3 anni, il substrato (solitamente corteccia) si decompone trasformandosi in terra: questo trattiene troppa umidità e rischia di far marcire le radici. Infine, se noti radici scure, nere o invisibili, significa che c'è un marciume attivo; in questo caso, il rinvaso deve avvenire tempestivamente per salvare la pianta, rimuovendo tutta la parte danneggiata.
  • Come devo scegliere il vaso giusto per evitare problemi futuri?
    La scelta del contenitore è cruciale per la salute dell'orchidea. È preferibile usare vasi nuovi in plastica, poiché quelli vecchi devono essere disinfettati accuratamente. Le dimensioni devono essere appropriate: il nuovo vaso dovrebbe essere leggermente più grande del precedente, aumentando la circonferenza di soli pochi centimetri. Un vaso eccessivamente grande costringerebbe la pianta a concentrare energie solo sullo sviluppo radicale, ritardando la fioritura. Per specie come la Phalaenopsis, che ha radici fotosintetizzanti, è ideale un vaso trasparente per permettere alla luce di raggiungere le radici. Fondamentale è la presenza di fori di drenaggio sul fondo per evitare il ristagno idrico.
  • Posso preparare il substrato in casa invece di comprare quello pronto?
    Assolutamente sì, ed è spesso una soluzione economica ed efficace. Il substrato per orchidee non è terra, ma un mix aerato. Puoi preparare tu stesso il composto utilizzando componenti naturali come pezzi di corteccia di pino, sfagno per trattenere l'umidità e carbone vegetale per assorbire impurità. Alcuni aggiungono anche piccoli pezzi di polistirolo o gommapiuma per migliorare ulteriormente il drenaggio e l'aerazione. L'importante è che il mix rimanga sciolto e non compattato, garantendo alle radici un flusso d'ossigeno costante. Se preferisci la praticità, esistono anche bark già pronti in commercio, ma la versione fatta in casa ti permette di controllare la qualità dei materiali.
  • Cosa devo fare esattamente durante il rinvaso per non danneggiare la pianta?
    La delicatezza è la regola d'oro. Innanzitutto, disinfetta il vaso nuovo con candeggina diluita. Rimuovi l'orchidea dal vecchio vaso con cautela, aiutandoti con un bastoncino sottile se necessario. Appoggia la pianta su carta di giornale e ispeziona attentamente le radici: taglia quelle secche e marroni con cesoie disinfettate e rimuovi delicatamente i residui marci. Prima di ripiantare, spolvera i punti di taglio con cannella in polvere, un ottimo fungicida naturale che favorisce la cicatrizzazione. Posiziona sul fondo del vaso uno strato drenante, inserisci la pianta e riempi gli spazi vuoti con il nuovo substrato, facendo attenzione a non comprimere troppo il materiale.
  • Quanto tempo devo aspettare prima di innaffiare l'orchidea dopo il rinvaso?
    Dopo il rinvaso, è fondamentale astenersi dall'innaffiare per circa 10 giorni. Questo periodo di riposo permette ai tagli effettuati sulle radici di guarire completamente e riduce il rischio di infezioni fungine o batteriche nel nuovo substrato. Durante questi giorni, mantieni la pianta in una posizione luminosa ma non sotto il sole diretto. Dopo la decima giornata, puoi riprendere le irrigazioni normali, verificando sempre che il substrato si asciughi parzialmente tra un'annaffiatura e l'altra. Questa pausa è essenziale per garantire che l'apparato radicale si stabilizzi nel nuovo ambiente senza stress aggiuntivi dovuti all'eccessiva umidità immediata.