Esempio di levigatrice

Attrezzi elettrici

Levigatrici

La maggior parte dei lavori di fai da te comprende l’utilizzo delle levigatrici. Ecco perché è importante conoscere bene questi attrezzi elettrici.

di Redazione

01 febbraio 2016

A cosa servono le levigatrici

Il termine levigatrici fa capire facilmente l’uso a cui sono destinati questi attrezzi elettrici, vale a dire proprio a levigare le superfici. Solitamente vengono impiegate nella fase di finitura del fai da te, o comunque quando è necessario rendere liscia una superficie, prima di poter proseguire con i lavori. Il funzionamento di una levigatrice è molto semplice: alla macchina vengono assicurati degli inserti (detti levigatori), realizzati in pietra abrasiva o in polvere di pietra abrasiva. In alcuni modelli ed a seconda degli scopi, poi, potrà essere agganciata anche della carta vetrata con grana più o meno spessa. La levigatrice verrà quindi azionata e l’inserto comincerà a ruotare o a scorrere. Sempre a seconda dei modelli, si assisterà ad uno spostamento lungo l’asse orizzontale o lineare della superficie e ad un pareggiamento del materiale con cui è realizzata la superficie stessa. Le levigatrici vengono adoperate soprattutto su legno, ceramica o metallo, ma nulla vieta di poterle adoperare su altri materiali.

La levigatrice a nastro

Dato che esistono diverse tipologie di levigatrici, è bene imparare a conoscerle per sfruttarle al meglio. Il modello più conosciuto è la levigatrice a nastro. Nata come strumento di lavorazione del legno, consentendo di renderlo liscio al tatto, è consentito oggi utilizzarla su tutte le superfici levigabili. Ciò è possibile solamente se il nastro, ovvero la carta abrasiva che verrà montata sull’inserto, verrà acquistato in base alla superficie in esame. La carta vetrata girerà quindi su due assi, modellando man mano i materiali con cui sarà a contatto. In questa tipologia rientrano levigatrici di varie dimensioni: le più piccole montano un nastro che ha una larghezza di 6mm, mentre le più grandi arrivano fino ad una larghezza di 100 mm. Qualsiasi sia la superficie che si deve levigare, il consiglio è quello di cominciare il lavoro con una carta abrasiva dalla grana grossa, per poi via via cambiare con grane sempre più fini.

La levigatrice orbitale

Vi sono poi le levigatrici orbitali. Questo tipo di levigatrice funziona mediante la vibrazione di una suola. A seconda dei modelli la suola avrà forma rettangolare o rotonda. La vibrazione permetterà alla macchina di compiere una serie successiva di cerchi più o meno ampi, portando poi alla levigatura della superficie. Alcuni modelli sul mercato aggiungono al movimento orbitale, anche il movimento rotante, perfezionando così il risultato finale. La conformazione strutturale di questo tipo di levigatrici le ha rese le più sicure e stabili da utilizzare. Permettono infatti una presa ben salda sullo strumento, che quindi difficilmente scappa via dalle mani durante la lavorazione. La levigatrice orbitale dispone di cuscinetti abrasivi molto diversi tra loro. Si pensi ad esempio che esistono dischi atti a levigare il legno, ed altri simili a tessuto che permettono di lavorare sulle carrozzerie delle auto senza graffiarle. In definitiva, le levigatrici orbitali sono il modello più completo nel loro campo.

La levigatrice da banco

Mentre i due modelli appena descritti sono facilmente trasportabili con sé, il terzo tipo di levigatrice è stazionario. Stiamo parlando della levigatrice da banco. Si tratta di attrezzi fissati ad una superficie piana in modo da garantire maggior controllo sulla levigatura e minor rischio di scivolamento della superficie da trattare. Permettono di rimanere comodamente seduti al banco da lavoro, ma hanno una caratteristica negativa abbastanza limitante. Essendo strumenti fissi, infatti, non consentono di lavorare su superfici estese. Un esempio pratico potrà spiegare meglio la situazione. Presupponiamo di dedicarci alla costruzione di una pompeiana da giardino. Con una delle due levigatrici descritte precedentemente sarà possibile costruire l’intera struttura e successivamente passare alla levigatura. Con una levigatrice da banco, invece, si dovrà per forza levigare un pezzo di legno alla volta, per poi costruire la pompeiana in un secondo momento. Tuttavia sono molto indicate per le persone che soffrono il mal di schiena, per chi non ha una mano ferma e per quanti devono utilizzare la levigatrice per lunghi periodi di tempo consecutivi.

La levigatrice per muri

Un modello poco conosciuto di levigatrice è quello per pareti e soffitti. Permette appunto di lavorare su superfici in muratura o in cartongesso. I suoi utilizzi sono molteplici: rimuovere i residui di carta da parati, levigare i dislivelli del muro, eliminare pitture precedenti e rendere liscio il cartongesso, sono solo alcuni esempi. A differenza di una levigatrice a nastro o orbitale, questo tipo di attrezzo non vanta potenze elevate. I modelli più venduti, infatti, si aggirano intorno ai 500/600 W. In una levigatrice da muro il disco rotante è fissato all’estremità di un manico allungabile che consente di lavorare fino a considerevoli altezze senza l’impiego di ponteggi. Questa caratteristica, tuttavia, non permette una grande presa sulla levigatrice e proprio per questo motivo le potenze sono state ridotte al minimo. Va ricordato, però, che tale tipo di levigatrice deve essere utilizzato in concomitanza con un aspiratore, che andrà collegato direttamente all’utensile prima di iniziare il lavoro. In questo modo il materiale di scarto non finirà addosso all’utilizzatore.

Levigatrici per cemento

Un ultimo tipo di levigatrici sempre più diffuse negli ultimi anni è quello da cemento. Si è da poco scoperto, infatti, che il cemento levigato e trattato con particolari colori è in grado di trasformarsi in un pavimento dall’effetto più che mai straordinario. Per questa lavorazione vengono impiegate delle levigatrici apposite dotate di un sistema di antivibrazione. Essendo le superfici da trattare sempre molto estese, si è cercato di garantire un maggior comfort all’operatore. Inoltre l’assenza di vibrazioni permette di dosare a proprio piacimento la pressione sul disco diamantato, creando di volta in volta effetti diversi. Come si può ben capire, questo tipo di attrezzo è rivolto prettamente ad opere industriali. Il suo costo elevato poi (intorno ai 500 euro) non lo rende uno strumento da fai da te accessibile a tutti. Se si pensa di averne bisogno, quindi, il consiglio è quello di noleggiarlo per uno o più giorni, risparmiando così sui costi.

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Domande frequenti

  • Come scegliere la grana della carta abrasiva per ottenere una superficie liscia?
    La regola fondamentale è procedere per gradi, iniziando sempre con grane più grosse per asportare materiale irregolare o vecchia vernice, per poi passare progressivamente a grane sempre più fini. Ad esempio, con una levigatrice a nastro, parti con una grana grossa per livellare il legno e termina con una grana fine per preparare la superficie alla verniciatura. Questo approccio evita di lasciare segni profondi difficili da rimuovere e garantisce un risultato finale omogeneo e pronto per la finitura.
  • Quale levigatrice è più sicura e facile da usare per principianti?
    Le levigatrici orbitali sono generalmente considerate le più sicure e stabili per l'utente medio. Grazie al movimento di vibrazione della suola, offrono una presa salda e riducono il rischio che l'attrezzo "scappi" dalle mani durante il lavoro. Inoltre, sono versatili: esistono dischi specifici per il legno e altri in tessuto per carrozzerie auto che evitano graffi. Sono ideali per chi cerca un buon compromesso tra facilità d'uso e qualità del risultato senza richiedere competenze tecniche avanzate.
  • È possibile usare una levigatrice da banco per lavori su grandi superfici?
    No, le levigatrici da banco sono strumenti stazionari progettati per offrire massimo controllo su pezzi piccoli o medi. Non permettono di lavorare su superfici estese come pannelli interi o strutture grandi; dovrai levigare ogni singolo pezzo di legno separatamente prima di assemblare l'oggetto finale. Sono eccellenti per chi soffre di mal di schiena o vuole lavorare seduto, ma richiedono un cambio di strategia progettuale rispetto alle levigatrici portatili.
  • Perché devo collegare un aspiratore alla levigatrice per muri?
    L'uso della levigatrice per muri genera una grande quantità di polvere sottile derivante da intonaco, cartongesso o vecchie pitture. Collegare un aspiratore potente direttamente all'utensile è indispensabile per catturare i detriti immediatamente. Questo previene che la polvere si disperda nell'ambiente, proteggendo la tua salute respiratoria e mantenendo pulito l'ambiente di lavoro. Senza aspirazione, la polvere ricadrebbe su di te e sulle superfici circostanti, rendendo il lavoro faticoso e insalubre.
  • Conviene comprare una levigatrice per cemento o è meglio noleggiarla?
    Nella stragrande maggioranza dei casi, conviene noleggiare una levigatrice per cemento. Questi attrezzi sono costosi (spesso intorno ai 500 euro o più), pesanti e dotati di sistemi antivibrazione complessi pensati per professionisti. Poiché il trattamento del cemento lucido è un'opera specifica e non un lavoro quotidiano per il fai-da-te, il noleggio ti permette di accedere a tecnologia professionale per pochi giorni, risparmiando notevolmente rispetto all'acquisto di un macchinario che rimarrebbe inutilizzato.