Aiuola con pacciamatura

Materiali per giardinaggio

Pacciamatura

La pratica della pacciamatura, che appartiene all'agricoltura tradizionale, gode ora di una particolare attenzione da parte dei cultori del biologico.

di Redazione

05 agosto 2016

I vantaggi derivati dalla pratica della pacciamatura

La pacciamatura è la tecnica rivolta alla copertura del terreno, soprattutto attorno alla pianta, che imita il comportamento dei terreni naturali che si ricoprono spontaneamente di una coltre di aghi o foglie. Il più grande vantaggio immediato della pacciamatura consiste nella soppressione delle erbe infestanti, che non possono vivere e crescere senza luce, evitando così la necessità di ricorrere a operazioni di sarchiatura e zappatura per estirparle. Queste attività possono disturbare le piante coltivate e gli intrecci delle loro radici più sottili, ostacolando la loro libera estensione. Un secondo vantaggio è la conservazione dell'umidità del terreno, dalla quale deriva il mantenimento vitale del mondo microbico sotterraneo, che necessita di un livello di temperatura e umidità costanti. In terzo luogo, e non ultimo, si evita l'indurimento superficiale del terreno.

Periodi idonei per la pratica della pacciamatura

Tutti i periodi dell'anno sono adatti per applicare la pacciamatura, anche in autunno in vista dell'inverno, in ogni luogo del terreno rimasto scoperto dopo aver zappato o raccolto. La pacciamatura non è mai negativa o controproducente, tranne ovviamente prima della semina, alla quale può seguire se effettuata con un materiale sottile e leggero per non ostacolare la germinazione. Molti ricorrono alla pratica anche in inverno, per ostacolare le gelate o all'inizio della primavera per contrastare l'allentamento del terreno. Ovviamente i periodi in cui è meglio non rinunciare alla tecnica di copertura dei terreni è da aprile a settembre, soprattutto nei momenti più caldi, afosi e caratterizzati dalla siccità, e dopo avere diserbato, zappato ed innaffiato delle aree, per impedire la ricrescita delle erbe spontanee.

Tipi di materiali impiegati nella pacciamatura

Ogni materiale organico asciutto, non untuoso e non putrefatto è utile nella pratica della pacciamatura. Si tratta in genere di scarti di piante ricchi di carbonio e poveri di azoto, come foglie, fieno, segatura e paglia sminuzzati, residui del raccolto, erba tagliata e scarti vari dell'orto. Le foglie delle conifere (pini e abeti) non sono adatte per l'alto contenuto di acido tannico, che rende difficile la decomposizione. Per accelerare la trasformazione del fogliame si aggiungono concimi azotati organici o segatura, ma, più importante della decomposizione, è che il terreno sia coperto. Minori sono le dimensioni del materiale organico usato, maggiore è la possibilità di distribuirlo in strati sottili, se il terreno ospita piantine piccole, alle quali non devono essere sottratte aria e luce.

I limiti della pratica della pacciamatura

La pacciamatura presenta alcuni inconvenienti, può accadere che strati spessi di pacciamatura offrano rifugio a lumache e ad arvicole, che nascoste durante il caldo del giorno, entrino poi in azione durante la notte o alle prime ore del mattino, con risultati disastrosi. Per evitare questo inconveniente è opportuno usare materiale sottile e tagliato finemente. Se anche con queste precauzioni non si dovesse risolvere il problema occorre mettere in atto interventi più specifici. Per le arvicole il sistema più fruttuoso consiste nel catturarle, distribuendo in varie zone del terreno delle semplici trappole a molla, mentre per quanto riguarda le lumache il metodo più efficace consiste nel circondare le aiuole con una barriera di lamiera con il il margine superiore ripiegato, che impedisce alle lumache di superarle.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici della pacciamatura per il giardino?
    La pacciamatura offre tre vantaggi fondamentali. Innanzitutto, sopprime le erbe infestanti bloccando la luce solare, eliminando la necessità di sarchiare e proteggendo le radici delicate dalle perturbazioni meccaniche. In secondo luogo, conserva l'umidità del suolo, creando un ambiente stabile e umido essenziale per la sopravvivenza del microbioma sotterraneo. Infine, previene l'indurimento della crosta superficiale del terreno, mantenendolo soffice e aerato. Questa tecnica imita il naturale ciclo forestale, migliorando complessivamente la salute delle piante coltivate.
  • Quando è il momento migliore per effettuare la pacciamatura?
    La pacciamatura può essere applicata tutto l'anno, purché il terreno sia stato precedentemente zappato o liberato. È particolarmente consigliata da aprile a settembre, specialmente durante i periodi caldi e secchi, per prevenire la disidratazione e la ricrescita delle infestanti. In autunno si usa per proteggere dal freddo, mentre in primavera aiuta a mantenere l'umidità. Evitala solo immediatamente prima della semina, a meno di utilizzare materiali molto sottili che non ostacolino la germinazione dei semi.
  • Che tipo di materiale è adatto per la pacciamatura?
    Si utilizzano materiali organici asciutti, non untuosi e non marci, ricchi di carbonio e poveri di azoto. Esempi comuni includono foglie secche, fieno, paglia sminuzzata, segatura, erba tagliata e residui vegetali dell'orto. Attenzione alle foglie di conifere (pino, abete): contengono acido tannico che rallenta la decomposizione. Per accelerarla, puoi aggiungere concimi azotati o mescolare con segatura. L'importante è che il materiale sia frammentato per permettere una distribuzione uniforme e sottile, adatta anche alle piantine giovani.
  • Come proteggersi da lumache e arvicole durante la pacciamatura?
    Strati spessi di pacciamatura possono offrire riparo a lumache e arvicole, dannose per le piante. Per prevenirlo, usa materiale sottile e tagliato finemente. Se il problema persiste, interveni specificamente: per le arvicole, installa trappole a molla distribuite strategicamente nell'area interessata. Per le lumache, crea una barriera fisica efficace circondando le aiuole con lamiera, ripiegando il bordo superiore verso l'esterno per impedire loro di superare l'ostacolo. Questi metodi combinati riducono drasticamente i danni notturni.