Casapratica.net · guide e consigli pratici
Giardini · Tipi di giardini

Giardino giapponese

Aggiornato il 09 agosto 20164 capitoli5 domande frequenti
Giardino giapponese

Il giardino giapponese

Il giardino giapponese nasce con lo scopo di allietare lo spirito con la bellezza estetica della natura, ma anche di indurre l'uomo alla contemplazione ed alla meditazione. Se un tempo venivano realizzati quasi esclusivamente per deliziare gli Imperatori dell'impero del Sol Levante, oggi i giardini giapponesi sono sempre più apprezzati in tutte le latitudini. Ci sono quattro stili principali di giardino giapponese. Il karesansui è il giardino in cui la sabbia fa da protagonista, insieme alle rocce. I giardini roji sono incantevoli nella loro semplicità e fanno da sfondo per la tipica ed importante cerimonia del té giapponese. Più articolati sono i giardini kaiyu-shiki-teien, che presentano dei percorsi ben definiti, dove il visitatore si sofferma a riflettere e ad ammirare gli artistici scenari. Infine, ci sono i giardini ricreati nei cortili delle abitazioni, semplici, ma sempre importanti per la qualità della vita quotidiana: i tsubo-niwa.

Gli elementi tipici del giardino giapponese

Il giardino giapponese non lascia nulla al caso. Gli elementi che lo contraddistinguono sono sempre ben studiati e posizionati in maniera accorta. In un giardino giapponese non mancano le rocce, spesso levigate e di forma rotonda; queste vogliono ispirare al visitatore la pace e la serenità interiore. C'è poi il verde degli alberi e delle piante; le piante non sono mai eccessive nel giardino, ma lasciano spazi vuoti e aperti alla vista. In genere, sono preferite quelle che fioriscono presto in primavera, la stagione del risveglio. Quindi si avranno soprattutto camelie, rododendri e azalee. Infine l'acqua. Elemento vitale, nel giardino giapponese viene incanalata, lasciata scorrere rigorosamente da est verso ovest e indotta a formare cascate. Rocce e arbusti formano collinette e piccole valli, nascondendo alla vista alcune parti del giardino e creando un effetto tridimensionale.

Altri elementi del giardino giapponese

Spesso nei giardini giapponesi si trovano altri elementi caratteristici non solo naturali. Le lampade, le fontane, i padiglioni, le case da té, i ponticelli e a volte anche delle barche o dei santuari si alternano lungo i percorsi. Ciascun elemento ha un suo scopo e un preciso significato.Quando in un giardino giapponese c'è un padiglione, solitamente c'è anche un elemento di transizione: un terrazzo sul quale sedersi per ammirare il giardino.Le rocce e la ghiaia sono disposti in modo da dare prospettive particolari, creando paesaggi in miniatura e giocando con il senso della distanza.Nel giardino giapponese non tutto deve essere visto subito, ma da angolazioni diverse si scoprono particolari che a prima vista erano sfuggiti.In alcuni giardini giapponesi ispirati alla filosofia zen si sviluppa il concetto per cui gli occhi e l'immaginazione possono andare ben oltre la materia: sono giardini che non si visitano, ma si contemplano da determinate postazioni, che possono essere un terrazzo o un edificio.Il vero giardino giapponese è creativo, ma non selvaggio, e bello in tutte le stagioni.

Il giardino zen più famoso

Nell'immaginario comune il giardino zen è il giardino giapponese per antonomasia: il più tipico e il più classico.Uno dei giardini giapponesi zen più noti e più belli è il Ryoan-ji a Kyoto. Non è molto grande, solo nove metri per ventiquattro, ma è curato in ogni particolare. La sabbia è rastrellata con cura, come fosse acqua; su di essa sono disposte rocce, per la precisione quindici massi, che rappresentano le isole. La roccia più grande rappresenta il Monte Meru buddista. Questo giardino è stato creato perché sia contemplato dal terrazzo della residenza dell'abate del monastero che lo ospita.Ci sono molti altri giardini giapponesi molto noti e molto significativi. Nel Periodo Edo, che va dagli inizi del 1.600 alla fine del 1.800, i giardini giapponesi cambiano leggermente stile, diventando giardini lungomare. più spesso rocciosi e più grandi rispetto ai precedenti. Frequentemente contengono elementi che ricordano il Monte Fuji o altri famosi paesaggi naturali.

Domande frequenti

  • Quali sono i quattro stili principali di giardino giapponese?
    Esistono quattro tipologie fondamentali: il Karesansui, caratterizzato dalla sabbia rastrellata e dalle rocce come elementi centrali, ideale per la meditazione visiva; il Roji, una via d'erba semplice e rustica che funge da percorso preparatorio per la cerimonia del tè; il Kaiyu-shiki-teien, un giardino circolare con percorsi obbligati che guidano il visitatore attraverso scenari variabili; e il Tsubo-niwa, un piccolo giardino interno o cortile domestico, essenziale per portare un tocco di natura e relax nella vita quotidiana urbana.
  • Come devono essere posizionate le rocce e l'acqua secondo la tradizione?
    Le rocce, spesso levigate e tondeggianti, sono collocate con precisione matematica per evocare pace e rappresentare isole o montagne sacre, come il Monte Meru. L'acqua è un elemento vitale che simula corsi fluviali o cascate, ma segue una regola precisa: deve scorrere rigorosamente da est verso ovest, direzione associata simbolicamente al tramonto e alla quiete. Questa disposizione crea un effetto tridimensionale, utilizzando rocce e arbusti per formare colline e valli che nascondono parzialmente il paesaggio, invitando alla scoperta graduale.
  • Quali piante sono preferibili per un giardino giapponese autentico?
    La vegetazione non deve mai essere eccessiva o caotica; si privilegiano specie che lasciano ampi spazi vuoti alla vista, rispettando il principio del 'ma' (spazio negativo). Sono ideali le piante che fioriscono in primavera, simbolo di rinascita, come camelie, rododendri e azalee. Si evita il verde troppo fitto a favore di composizioni equilibrate che permettono agli occhi di riposare e di concentrarsi sui singoli elementi naturali, mantenendo il giardino armonioso e ordinato in tutte le stagioni.
  • Cos'è il giardino Karesansui e come si contempla?
    Il Karesansui, o 'giardino secco', è il tipo più iconico dello stile zen, reso celebre dal Ryoan-ji di Kyoto. Consiste in una vasca di sabbia bianca rastrellata con pattern geometrici che simulano onde marine, punteggiata da gruppi di rocce che rappresentano isole o montagne. Non si cammina dentro questo giardino, ma lo si contempla staticamente da una terrazza o un padiglione. L'obiettivo è stimolare la mente: i 15 massi del Ryoan-ji, ad esempio, non possono essere visti tutti contemporaneamente da qualsiasi punto, costringendo il visitatore a usare l'immaginazione per completare il quadro mentale.
  • Che ruolo hanno gli elementi artificiali come ponticelli e lanterne?
    Gli elementi architettonici non sono decorativi casuali, ma hanno un preciso significato simbolico e funzionale. I ponticelli segnano il passaggio tra il mondo profano e quello sacro del giardino; le lanterne in pietra illuminano i sentieri notturni e simboleggiano la luce della saggezza; i padiglioni e le case da tè offrono riparo per la contemplazione o la cerimonia. Un terrazzo di transizione è spesso presente accanto a un padiglione, fungendo da ponte fisico e spirituale che permette di osservare il giardino senza disturbare la sua integrità, integrandosi perfettamente con il paesaggio circostante.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche