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Giardini · Tipi di giardini

Giardini giapponesi

Aggiornato il 16 giugno 20174 capitoli5 domande frequenti
Esempio di giardini giapponesi

Che cosa sono i giardini giapponesi

I giardini giapponesi hanno un forte connotazione simbolica e di prestigio: infatti sono nati per dare a templi e palazzi nobiliari uno spazio dedicato al piacere estetico, alla contemplazione e alla meditazione. Era il vero e proprio centro focale attorno al quale orbitava l'intera casa, svolgendo il ruolo di status simbol in base alla ricercatezza dei dettagli e alle dimensioni davvero considerevoli. Al tempo stesso i giardini giapponesi avevano una forte connotazione simbolica in quanto dovevano favorire l’entrata in contatto con la natura, il raggiungimento della pace interiore e l’armonia dell’abitazione. Questi obiettivi si raggiungevano non soltanto con la contemplazione del giardino giapponese, ma anche con la sua preparazione: ecco perché ne esistono tipologie di formato ridotto, realizzabili anche da soli se si conosce bene la cultura giapponese.

Quali sono le tipologie di giardino giapponese

I giardini giapponesi appartengono a diverse tipologie e si distinguono per dimensioni, destinazioni d’uso ed elementi utilizzati nella preparazione. Ad esempio i roji sono destinati a ospitare la cerimonia del tè e si caratterizzano per un’impronta decisamente rustica molto affascinante. Di ridotte dimensioni sono i tsubo-niwa, realizzati nei cortili interni, mentre i karesansui sono giardini rocciosi, dove gli elementi principali sono la sabbia bianca e vari tipi di pietre. Questi giardini giapponesi sono destinati alla meditazione, così come i kaiyu-shiki-teien: questi ambienti si distinguono per il fatto di ospitare paesaggi accuratamente composti collegati tra loro da un percorso fortemente simbolico. In ogni caso si tratta di creazioni basate sull’abbinamento equilibrato e armonico di alcuni elementi naturali fondamentali e l’obiettivo è dare l’impressione che lo spazio si estenda all’infinito grazie a una concezione d’insieme che estende notevolmente la percezione e l'orizzonte visivo dell' osservatore.

Quali sono gli elementi dei giardini giapponesi

La progettazione e la realizzazione dei giardini giapponesi si basa sul fatto che ogni minimo elemento e qualunque dettaglio ricreano il mondo della natura e il suo senso d'equilibrio. I principali elementi adottati, che non possono mancare in qualunque giardino giapponese, sono quelli naturali fondamentali, cioè l'acqua, le piante e le rocce. Ognuno di essi ha un significato preciso e deve rispondere a precisi requisiti. L'acqua simboleggia la vita e deve scorrere da est ad ovest seguendo il percorso del sole, mentre le piante devono essere di un verde equilibrato e piacevole nelle diverse tonalità. È necessario che il fogliame sia presente tutto l’anno, mentre in primavera possono fiorire in maniera discreta specie come la camelia, il cornus kausa, il rododendro e l' azalea. Infine le rocce devono essere posizionate in maniera studiata ed essere levigate e di forma rotonda, così da favorire la serenità interiore e un senso di pace e armonia.

Cosa tenere a mente

Se si vogliono realizzare i giardini giapponesi, è necessario tenere a mente alcuni accorgimenti. Innanzitutto l’acqua deve essere presente sia ferma che in movimento, mentre alle piante verdi (molto apprezzate le felci) bisogna abbinare anche esemplari di bambù e distese di muschio che sostituiscono il classico prato. Infatti le felci sono disponibili in varie dimensioni e prediligono gli spazi ombreggiati, mentre il bambù consente di movimentare il giardino e renderlo vivace. Per evitare il problema delle radici piuttosto invasive si consiglia di coltivare queste piante in vasi privo di fondo. Altre piante immancabili sono l’albero giungo e l’acero giapponese dalla splendida chioma rosso scuro. Altri elementi aggiuntivi, nel caso di giardini di grandi dimensioni, sono quelli tipici giapponesi, come un ponticello e una statua di Buddha. L’illuminazione è data da particolari lanterne in pietra chiamate pergode.

Domande frequenti

  • Quali sono le piante indispensabili per creare un autentico giardino giapponese?
    Per ottenere un giardino giapponese credibile, non puoi prescindere dal trio fondamentale: acqua, rocce e vegetazione specifica. Tra le piante, l'acero giapponese è essenziale per la sua chioma elegante, spesso rossa o verde intenso. Il bambù aggiunge movimento e vitalità, mentre il muschio sostituisce il prato tradizionale, creando un tappeto verde uniforme e morbido. Le felci sono ideali per le zone d'ombra grazie al loro fogliame persistente. Inoltre, specie come la camelia, il rododendro e l'azalea portano fiori discreti in primavera senza alterare l'equilibro cromatico. L'albero giungo completa il quadro botanico, garantendo presenza scenografica e simbologia spirituale.
  • Come posizionare correttamente le rocce e l'acqua secondo la tradizione?
    Le rocce sono il cuore strutturale del giardino: devono essere levigate, di forma arrotondata e posizionate con precisione matematica per evocare montagne o isole, favorendo la serenità. Non devono mai sembrare casuali. Per l'acqua, la regola aurea prevede che scorra da est a ovest, seguendo il percorso simbolico del sole, a meno che non si tratti di stagni fermi che riflettono il cielo. L'acqua rappresenta la vita e il flusso temporale. Se il giardino è piccolo, puoi optare per fontane silenziose o vasche in pietra (tsukubai) usate anche per la cerimonia del tè, mantenendo sempre un aspetto rustico e naturale.
  • È possibile realizzare un giardino giapponese in spazi piccoli o cortili interni?
    Assolutamente sì. Esistono tipologie specifiche progettate per spazi ridotti, come il *tsubo-niwa*, nato appositamente per i cortili interni delle case tradizionali. Anche il *karesansui* (giardino secco) è perfetto per aree limitate: utilizza solo sabbia bianca rastrellata e rocce per simulare paesaggi marini o montani senza bisogno di acqua corrente. Questo approccio richiede meno manutenzione idrica e permette di concentrarsi sulla geometria e sulla meditazione visiva. Con una buona progettazione prospettica, anche pochi metri quadri possono trasmettere l'impressione di infinità e vastità tipica dei grandi giardini imperiali.
  • Come gestire il bambù per evitare che diventi invasivo?
    Il bambù è eccellente per dare struttura e movimento, ma le sue radici rizomatose possono diventare aggressive e invadere altre aiole. La soluzione più efficace è coltivarlo in vasi senza fondo interrati nel terreno, oppure utilizzare barriere antiradice specifiche. In alternativa, scegli varietà a crescita clump-forming (cespugliosa) invece di quelle striscianti, poiché tendono a espandersi meno violentemente. Ricorda che il bambù va potato dopo la fioritura o quando supera l'altezza desiderata, mantenendo pulite le basi per evitare ristagni umidi che potrebbero attrarre parassiti. Questa gestione garantisce bellezza senza compromettere l'equilibrio degli altri elementi del giardino.
  • Quali accessori e illuminazione completano l'atmosfera del giardino?
    Gli elementi decorativi devono essere funzionali e simbolici. Nei giardini di maggiori dimensioni, un ponticello curvo (taiko-bashi) invita alla passeggiata meditativa (*kaiyu-shiki-teien*), mentre statue di Buddha o figure storiche aggiungono profondità spirituale. L'illuminazione notturna è affidata alle *toro*, lanterne in pietra tradizionali che guidano il cammino durante la cerimonia del tè o semplicemente creano atmosfere suggestive. Evita luci LED colorate o moderne: preferisci sorgenti calde e diffuse che valorizzino la texture di muschi, rocce e foglie al chiaro di luna, preservando l'essenza silenziosa e contemplativa dello spazio.

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