I controsoffitti in cartongesso
I controsoffitti in cartongesso sono presenti in molte case e in una quantità di edifici di varia natura: negozi, uffici ecc. Questi si realizzano per una grande varietà di scopi, primo fra tutti quello estetico, ma anche per motivi di isolamento, per motivi di spazio o per motivi funzionali come far passare impianti o tubature. Molti edifici di nuova costruzione vengono progettati già con predisposizioni strutturali per ospitare controsoffitti, come ad esempio appartamenti in classe "A" che hanno impianti di ricircolo dell'aria nascosti da controsoffitti ispezionabili. Molto diffusi sono i ribassamenti che ospitano faretti o altri tipi di illuminazione come lame di luce, gole luce o altri ancora.Non meno utilizzati sono i controsoffitti portanti che danno la possibilità di ricavare spazi da utilizzare come magazzino o ripostiglio. Negli edifici pubblici i controsoffitti assumono importanza anche a livello acustico oltre che estetico.
La struttura metallica dei controsoffitti in cartongesso
Realizzare controsoffitti in cartongesso é molto semplice se si conoscono tutti i passaggi costruttivi. Il primo di questi, come per qualsiasi costruzione in cartongesso, é la realizzazione di una struttura metallica. I profilati per cartongesso sono specifici per questo scopo, sono di lamiera zincata ed hanno uno spessore nominale di 6 decimi di mm. Essi si dividono in guide e montanti, le guide variano solo per misura mentre i montanti si dividono in profili da parete o da soffitto. Questi ultimi sono quelli di cui avremo bisogno per le nostre realizzazioni ed i più comuni hanno una sezione a "C" avente sezione 50x27 mm.Per realizzare un controsoffitto una volta stabilita e tracciata la quota dovremo fissare le guide lungo il perimetro delle pareti con tasselli idonei. Le guide sono commercializzate in barre da 3 metri. Per tagliarle é sufficiente una comune cesoia da lattoniere.
La pendinatura e lo staffaggio
Una volta fissate le guide al perimetro bisognerà procedere con la posa dei profili per cartongesso e con la pendinatura o lo staffaggio degli stessi. Se il controsoffitto che vorremo costruire ha un lato inferiore ad un metro o di poco superiore, sarà sufficiente una struttura singola, se invece la larghezza è superiore ad un metro dovremo necessariamente installare una struttura doppia. Questo tipo di struttura si compone di due parti: quella primaria, che è fissata direttamente al soffitto mediante un sistema di pendini, molle per la regolazione e tasselli adatti al fissaggio a plafone e quella secondaria a cui fisseremo le lastre. La primaria verrà realizzata ad una quota più alta e mediante un sistema di aggancio con appositi ganci, detti a cavaliere, verrà fissata alla struttura secondaria che sarà complanare alle guide precedentemente fissate e che useremo come supporto per avvitare le lastre in cartongesso.
Fissare le lastre
La fase più divertente della realizzazione dei controsoffitti in cartongesso è il fissaggio delle lastre. Con essa sarà possibile intravedere il lavoro per come si presenterà ad opera finita ed è la parte più manuale e creativa. Il cartongesso è un materiale molto facile da lavorare, per tagliarlo è sufficiente un comune cutter con lama da almeno 18 mm. Si incide un lato del cartongesso e applicando una piccola forza esso si rompe lungo la linea tagliata, si termina il taglio incidendo la carta dalla parte opposta. Per forarlo, in caso si vogliano installare faretti, è sufficiente una comune fresa a tazza oppure si possono effettuare i fori anche manualmente con un po' di fatica, utilizzando il cutter. Per i controsoffitti si possono utilizzare anche le lastre da 10 mm di spessore, ma sono raccomandate quelle da 13 mm per prevenire successive flessioni. In ambienti umidi come bagni e cucine è bene utilizzare le lastre apposite che solitamente hanno il cartone di colore verde pallido.
I controsoffitti in cartongesso autoportanti
Se si desidera realizzare controsoffitti in cartongesso non solo per scopi estetici, ma anche con la finalità di sfruttare lo spazio creato nel controsoffitto stesso, non sarà possibile utilizzare la struttura per controsoffitti. Essa è progettata per essere pendinata e staffata al plafone, ma se dobbiamo utilizzare lo spazio i pendini ed i sistemi di sospensione ci sarebbero d'intralcio, ecco perché bisognerà realizzare un controsoffitto autoportante. Esso si può costruire con la raccomandazione di non superare mai i due metri di larghezza. Il segreto è quello di utilizzare le strutture da parete, per questioni di spazio la più adatta è la struttura da 50 mm. Il procedimento è il medesimo, si inizia fissando la guida a parete assicurandosi che i tasselli siano adatti, e dato che sarà l'unico punto di ancoraggio non bisognerà lesinare con il numero dei fissaggi. La struttura portante sarà costituita dai montanti da parete che dovranno essere "scatolati", ciò vuol dire che dovremo inserire un montante nell'altro in maniera da ottenere un tubo quadro da 50 mm. I montanti da cartongesso sono progettati per questa funzione, infatti hanno un lato più corto di circa 2 mm.
Controsoffitti in cartongesso per usi particolari
I controsoffitti in cartongesso oltre che per fini estetici, o per motivi di spazio possono essere utilizzati per gli scopi più disparati. L'idustria del cartongesso, in tal senso, è molto vasta. Esistono lastre con particolari proprietà isolanti oppure acustiche. Un controsoffitto può essere realizzato per migliorare l'isolamento termico di un ambiente, ma anche per modificarlo. Esistono infatti controsoffitti "attivati" all'interno dei quali passano serpentine di tubi che servono al riscaldamento o al raffreddamento di un ambiente, funzionamento simile a quello dei pavimenti riscaldati. Ancora sono disponibili sul mercato specializzato una grande quantità di controsoffitti acustici con particolari forature e rivestimenti che uniscono le proprietà di assorbimento sonoro a quelle estetiche. Questi ultimi sono molto utili in ambienti come cinema, ristoranti, teatri, sale conferenza dove la riflessione acustica del controsoffitto ha una importante rilevanza.
Domande frequenti
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Quanto spazio devo lasciare tra il solaio originale e il controsoffitto?Lo spazio necessario dipende dal tipo di installazione. Se il controsoffitto deve nascondere semplicemente impianti o avere un'altezza ridotta, basta un ribassamento minimo, spesso inferiore a un metro. Tuttavia, se intendi creare un vero e proprio vano tecnico o un ripostiglio nel controsoffitto, la struttura dovrà essere autoportante e non sospesa con pendini. In quest'ultimo caso, ricorda che la larghezza massima consigliata per un controsoffitto autoportante senza ulteriori rinforzi strutturali è di due metri, per garantire stabilità e sicurezza nel tempo.
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Qual è lo spessore migliore delle lastre di cartongesso per un controsoffitto?Per i controsoffitti standard si sconsiglia l'uso di lastre sottili da 9 mm, poiché tendono a deformarsi o 'ondulare' col tempo. Lo spessore ideale e più comunemente utilizzato è di 13 mm, che offre la giusta rigidità per evitare flessioni indesiderate. È possibile utilizzare lastre da 10 mm solo per piccole superfici o interventi specifici, ma la norma pratica consiglia sempre i 13 mm per durabilità. Inoltre, in ambienti umidi come bagni o cucine, devi obbligatoriamente impiegare lastre fonoassorbenti o resistenti all'umidità, riconoscibili dal cartoncino verde pallido.
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Come si taglia correttamente la lastra di cartongesso?Il taglio del cartongesso è un'operazione semplice che richiede solo un cutter robusto con lama da almeno 18 mm. Procedi incidendo profondamente la carta del primo lato seguendo la linea desiderata. Successivamente, applica una pressione leggera sulla lastra per spezzarla lungo la riga impressa; il gesso interno si romperà pulitamente. Infine, completa il taglio incidendo la carta sul retro per separare completamente il pezzo. Non usare seghe circolari per i tagli lineari semplici, poiché creerebbero troppa polvere; il metodo del cutter è più preciso e pulito.
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Quando serve una struttura doppia con pendini e quando basta una singola?La scelta dipende dall'altezza e dalla larghezza del controsoffitto. Se il ribassamento è limitato (sotto il metro) e la superficie non è eccessivamente ampia, puoi optare per una struttura singola fissata direttamente alle pareti. Al contrario, se la larghezza supera il metro o se devi sostenere carichi maggiori, è necessaria una struttura doppia: una primaria fissata al solaio tramite pendini e molle, e una secondaria collegata alla prima con ganci a cavaliere. Questa configurazione garantisce maggiore stabilità e permette di livellare perfettamente il piano finale anche su solai irregolari.
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È possibile realizzare un controsoffitto autoportante per guadagnare spazio?Sì, è possibile realizzare un controsoffitto autoportante, utile quando si vuole trasformare lo spazio vuoto sopra il soffitto in un ripostiglio o magazzino. A differenza dei normali controsoffitti sospesi, qui non si usano pendini che occuperebbero volume. Bisogna invece costruire una struttura a parete utilizzando montanti da 50 mm 'scatolati', ovvero inserendone uno dentro l'altro per formare un tubo quadrato resistente. Attenzione a non superare i due metri di larghezza senza adeguati calcoli strutturali e a fissare le guide perimetrali con numerosi tasselli resistenti, poiché tutta la struttura poggia sulle pareti laterali.









