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Timbri

Aggiornato il 05 giugno 20176 capitoli5 domande frequenti
Antichi timbri per ceralacca

I timbri nella storia dell'uomo

Già le antiche civiltà della Mesopotamia conoscevano l'uso del timbro. Risalente quindi ad almeno 10.000 anni fa, i primi timbri rinvenuti negli scavi archeologici erano costruiti utilizzando ossa, terracotta, legno o rame. Questo dimostra la tendenza dell'uomo di creare strumenti atti a facilitare operazioni ripetitive. I primi utilizzi erano confinati a pochi, soprattutto a coloro addetti alla compilazione di tavolette ove l'uso del timbro facilitava la ripetizione dei simboli più comuni. Prende poi la funzione di sigillo, importante dettaglio che conferiva importanza e valore nella trasmissione dei documenti. Si arriva dunque al medio evo dove la ceralacca unita al timbro fungeva da firma autentica di provenienza del documento. Ma l'uso del timbro si diffuse anche in campo tessile dove venivano usati timbri per riprodurre figure in successione sui tessuti.

L'evoluzione dei timbri

La creazione della stampa sfrutta il principio del timbro. Collegando timbri mono-lettera per formare una parola è consequenziale comprendere come si possa stampare anche solo che una pagina unendo più parole a formare un discorso. Fu così che nel 1455 Johannes Gutenberg inventò la stampa sfruttando il principio dei timbri. In Asia, più precisamente in Cina, la stampa fu introdotta nel 1041. Ma il timbro ha resistito allo scorrere del tempo e ancora oggi li utilizziamo per svolgere determinate mansioni. Facilmente riproducibili grazie all'uso del laser nell'incisione della gomma, posso rappresentare qualsiasi forma possibile. Sarà poi l'inchiostro su cui si appoggerà il timbro a creare la "magia" della perfetta riproduzione del soggetto sulla superficie scelta. Questa può essere di qualsiasi tipo, dalla carta ai tessuti.

L'uso del tampone inchiostrato

Ancora oggi, presso qualche ufficio pubblico, possiamo sentire il classico rintocco del timbro sul tampone inchiostrato. Questo rappresenta l'essenza stessa della funzione del timbro: riprodurre il soggetto desiderato attraverso la stampa. Il tampone è formato da un cuscinetto assorbente ricoperto da un tessuto resistente ai continui urti generati dalla pressione del timbro, Questi cuscinetti sono ricaricabili di inchiostro in modo da poter essere riutilizzati nel tempo. Solo l'usura e la diminuita capacità di trattenere l'inchiostro da parte del cuscinetto determinano la fine del tampone, che dovrà essere sostituito. La pressione generata dal timbro sul tampone farà in modo che l'inchiostro presente all'interno del cuscinetto vada ad aderire alla parte in rilievo del timbro per poi essere impressa sempre tramite pressione sulla superficie desiderata.

I timbri autoinchiostranti

Da qualche decennio sono presenti sul mercato i timbri autoinchiostranti. Facili da utilizzare, hanno il loro punto di forza nella praticità. Possono essere infatti facilmente trasportabili e non necessitano di tampone. Questo infatti, di dimensioni pari alla superficie di stampa del timbro, viene integrato nel timbro stesso. Grazie a un meccanismo semi-rotatorio, la parte in gomma recante il soggetto da stampare viene montata su una base in grado di ribaltarsi all'interno della struttura del timbro appoggiata al tamponcino inchiostrato in fase di riposo. All'atto della stampa basterà posizionare il timbro e premere con decisione la parte superiore verso il basso. Il soggetto in gomma si ribalterà colpendo la superficie scelta e ritornerà in posizione di riposo una volta liberato dalla pressione.

I servizi online di creazione timbri

Esistono numerosi servizi online di creazione timbri per qualsiasi utilizzo. Basta digitare la parola timbro su un qualsiasi motore di ricerca per trovare moltissime offerte. A qualsiasi servizio si voglia aderire, si dovrà naturalmente fornire il soggetto di stampa. Nella maggior parte dei casi verrà richiesto di seguire una procedura standard dove inserire il testo da incidere sul timbro, il tipo di carattere, le dimensioni e la tipologia di timbro, tradizionale o autoinchiostrante. Nel caso in cui il soggetto sia una figura o un logo, verrà chiesto di caricare un file immagine. In genere vengono preferiti i file con immagini vettoriali, che garantiscono una perfetta riproduzione del soggetto. Se non si possiede un file vettoriale, ci si dovrà accertare di fornire un'immagine ad alta definizione e delle dimensioni adatte.

Il fai da te

Per gioco o per sfizio è possibile creare timbri fatti in casa per riprodurre i nostri soggetti preferiti. La definizione dell'immagine stampata difficilmente sarà di grande qualità, ma è comunque un'esperienza interessante. Il metodo più semplice per creare un timbro fatto in casa è quello di incidere una mezza patata. Basta prendere una patata di dimensioni sufficienti a contenere il soggetto alla grandezza desiderata. Una volta tagliata a metà si otterrà una superficie perfettamente piana. Si procederà dunque all'incisione di questa superficie tenendo presente che il soggetto dovrà essere in rilievo. L'incisione riguarderà dunque le parti che si vogliono eliminare e che non devono quindi apparire nella stampa. È bene dunque disegnare il soggetto sulla parte piana della patata tagliata e procedere all'eliminazione delle parti esterne al corpo del disegno. Lo stesso procedimento può essere replicato su altri materiali, come ad esempio il legno.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra un timbro tradizionale e uno autoinchiostrante?
    Il timbro tradizionale richiede l'utilizzo separato di un tampone inchiostrato esterno: bisogna premere il timbro sul cuscinetto imbottito per prelevare l'inchiostro e poi stamparlo. Al contrario, il timbro autoinchiostrante integra il tampone all'interno della sua struttura. Grazie a un meccanismo semi-rotatorio, la matrice in gomma si ribalta automaticamente toccando il cuscinetto interno prima di imprimersi sul foglio. Questa soluzione offre maggiore praticità, portabilità e pulizia, eliminando il rischio di macchie dovute a maneggiamenti errati del tampone esterno.
  • Come si mantiene e si ricarica un timbro tradizionale?
    La manutenzione del timbro tradizionale riguarda principalmente il tampone inchiostrato. Quando la stampa diventa sbiadita, significa che il cuscinetto assorbente ha esaurito la sua capacità di trattenere l'inchiostro. In questi casi, il tampone può essere ricaricato utilizzando appositi flaconcini di inchiostro per timbri, versandoli lentamente finché il tessuto non risulta uniformemente saturo senza gocciolare. Se dopo la ricarica la qualità non migliora o il cuscinetto è usurato meccanicamente, è necessario sostituire interamente il tampone. Il timbro in gomma va invece pulito con detergenti specifici per evitare che residui di inchiostro secchino e compromettano la nitidezza delle successive impronte.
  • Che tipo di file immagine è meglio fornire per la creazione di un timbro personalizzato?
    Per ottenere la massima qualità di stampa, specialmente per loghi o disegni complessi, è fondamentale fornire file vettoriali (come formati .AI, .EPS o .SVG). I file vettoriali definiscono le forme mediante equazioni matematiche, garantendo che il contorno sia netto e scalabile senza perdita di risoluzione durante l'incisione laser. Se non si dispone di un file vettoriale, si deve fornire un'immagine raster ad altissima definizione (almeno 300 dpi) e nelle dimensioni reali del timbro. Immagini sgranate o di bassa risoluzione risulteranno in timbri con dettagli poco definiti o bordi frastagliati.
  • È possibile creare un timbro funzionante con metodi fai-da-te economici?
    Sì, è possibile realizzare timbri rudimentali in casa, ad esempio incidendo una mezza patata o un blocco di legno. Il procedimento consiste nel tagliare la superficie piana, disegnare il motivo e rimuovere con un utensile affilato le aree che non devono stampare, lasciando in rilievo il disegno. Tuttavia, questi metodi artigianali offrono una definizione molto inferiore rispetto ai timbri professionali in gomma o silicone. Sono ideali per scopi ludici, scolastici o decorativi temporanei, ma non garantiscono la precisione e la durata necessarie per un uso professionale o intensivo.
  • Su quali superfici è possibile utilizzare un timbro?
    I timbri sono estremamente versatili e possono essere utilizzati su una vasta gamma di materiali porosi e non porosi. L'uso più comune è sulla carta, sia essa sottile o spessa, purché asciutta e priva di polvere. Oltre alla carta, i timbri trovano applicazione nel settore tessile per marcare capi d'abbigliamento o stoffe, e su superfici come cartone, pelle, metallo lucido e plastica. La chiave per una buona riuscita sta nell'adattare il tipo di inchiostro alla superficie: esistono inchiostri specifici per tessuti, metalli o carte ruvide che assicurano una corretta adesione e permanenza del marchio.

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