Tipo di sturalavandini a ventosa

Attrezzi

Sturalavandini

Lo sturalavandini è uno strumento che rimuove ostruzioni dalle tubature le quali provocano intasamenti ed ingorghi causando la chiusura del condotto.

di Redazione

28 giugno 2017

Tipologie di sturalavandini ed utilizzo: sturalavandini a ventosa

Lo sturalavandini a ventosa è un semplicissimo strumento composto da un manico in legno ed una ventosa di gomma a forma di cupola. Il suo utilizzo è molto facile: bisogna ungere la ventosa con della vaselina per aumentarne la pressione e farla aderire meglio al foro del lavandino. Successivamente bisogna riempire di acqua il tubo intasato, cercando di farla accumulare fino a superare l'altezza della ventosa. Si posiziona la ventosa avendo cura di chiudere con uno straccio il foro di troppo pieno del lavabo e si manovra attraverso il manico facendo pressione per comprimere e risucchiare l'acqua nel tubo di scarico. Dopo avere manovrato un pò in questo modo, bisogna staccare la ventosa per controllare se esso si è liberato facendo scorrere abbondante acqua. Il suo meccanismo è costituito da onde di pressione e depressione che vengono attivate nella massa d'acqua trattenuta nel tubo di scarico dal movimento della ventosa.

Sturalavandini ad aria compressa

Lo sturalavandini ad aria compressa, chiamato anche pompa sturalavandini, è costituito da una pompa a stantuffo ed un serbatoio d'aria. La pompa a stantuffo accumula l'aria nel serbatoio, il quale è dotato di una valvola guidata da un pulsante che si apre istantaneamente permettendo così il rilascio immediato dell'aria compressa. Il serbatoio termina con un adattatore a ventosa simile a quello dello sturalavandini manuale (quello a ventosa col manico) che può essere interscambiabile. Il suo funzionamento è abbastanza semplice: a valvola chiusa si comprime con lo stantuffo innalzando così la pressione dell'aria all'interno del serbatoio. Raggiunto un alto valore di pressione (4 o 5 atmosfere) si apre la valvola ed immediatamente l'aria fuoriesce nel tubo intasato. Il meccanismo di funzionamento è dato dall'onda d'urto provocata dal rilascio del volume di aria compressa talmente forte da sbriciolare l'ostruzione.

Sturalavandini a molla

Lo sturalavandini a molla è costituito da un congegno di almeno 3 metri di lunghezza che ad una delle sue estremità presenta una manovella che gli permette di ruotare attorno al proprio asse. All'altra estremità invece presenta una spirale che, come una trivella, consente di forare l'ostruzione. Usare questo sturalavandini è semplicissimo: basta inserirlo attraverso il foro di scarico del lavabo finchè esso non si blocca a causa dell'ostacolo. Tramite la manovella lo si fa ruotare cosicchè la punta della spirale, come un cavatappi, grazie alla rotazione penetra l'ostruzione perforandola. Infine si spinge fino a quando la punta non oltrepassa l'ostacolo scorrendo liberamente nel tubo; ciò vuol dire che il tubo è stato liberato dall'ostruzione. Il meccanismo di funzionamento in questo caso è di natura meccanica.

Prodotti chimici

Esiste in commercio anche un tipo di sturalavandini liquido chiamato idraulico liquido. Esso è un prodotto chimico per disostruire i tubi di scarico di lavandini e lavelli ed è costituito o da un acido, di solito solforico, o da una base, generalmente soda caustica. Questi elementi chimici una volta introdotti nei tubi, reagiscono col materiale d'ostruzione presente al loro interno, composto da calcare e da materiale organico, facendolo dissolvere. Questi prodotti però vanno utilizzati con estrema attenzione poiché sono corrosivi e dunque potenzialmente pericolosi, soprattutto se a contatto con gli occhi e con la pelle, alla quale possono causare gravi ustioni. Proprio per questo motivo durante il loro utilizzo è fortemente consigliato utilizzare dei guanti e delle lenti protettive.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come si usa correttamente lo sturalavandini a ventosa tradizionale?
    Per ottenere il massimo effetto dallo sturalavandini a ventosa, inizia ungendo leggermente la parte in gomma con vaselina per migliorare l’aderenza. Riempii il lavandino d’acqua fino a coprire completamente la ventosa. È fondamentale tapparsi il foro di troppo pieno con uno straccio per evitare che la pressione si disperda. Posizionati sulla bocca di scarico e muovi il manico alternativamente verso il basso e verso l’alto con decisione. Questo crea onde di pressione e depressione nell’acqua intrappolata, che dovrebbero smuovere l’ostruzione. Alla fine, rimuovi rapidamente la ventosa e verifica se l’acqua defluisce liberamente.
  • Qual è la differenza tra sturalavandini a ventosa e quello ad aria compressa?
    La differenza principale risiede nel metodo di generazione della forza. Lo sturalavandini a ventosa classico utilizza il movimento manuale alternato per creare variazioni di pressione nell’acqua stagnante. Al contrario, lo sturalavandini ad aria compressa funziona accumulando energia: premi lo stantuffo per comprimere l’aria in un serbatoio fino a raggiungere 4-5 atmosfere, poi premi un pulsante per rilasciarla istantaneamente. Questo rilascio genera un’onda d’urto potente capace di frantumare ostruzioni ostinate, agendo più bruscamente rispetto alla tecnica continua della ventosa manuale.
  • Quando conviene usare lo sturalavandini a molla invece della ventosa?
    Lo sturalavandini a molla è indicato quando l’ostruzione è profonda o composta da materiali solidi che non cedono alla semplice pressione dell’acqua. A differenza della ventosa, che lavora sull’effetto aspirante/pressorio superficiale, la molla agisce meccanicamente: inserita nello scarico, viene fatta ruotare tramite una manovella. La punta a spirale penetra fisicamente l’intasamento, perforandolo o agganciandolo per tirarlo fuori. Si consiglia questo strumento se la ventosa non ha funzionato o se sai che l’ingorgo è localizzato più in profondità nel tubo.
  • I prodotti chimici liquidi sono sicuri per le tubazioni e per la salute?
    I prodotti chimici liquidi, spesso a base di acido solforico o soda caustica, sono efficaci nel dissolvere calcoli e residui organici, ma presentano rischi significativi. Sono sostanze corrosive che possono causare gravi ustioni alla pelle e agli occhi se schizzate, rendendo obbligatorio l’uso di guanti e occhiali protettivi. Inoltre, il calore generato dalla reazione chimica potrebbe danneggiare tubazioni vecchie o di plastica delicata. Vanno usati con cautela estrema, seguendo sempre le istruzioni del produttore e mai mescolati tra loro per evitare reazioni pericolose.