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Lo scambio sul posto

Aggiornato il 06 aprile 20173 capitoli5 domande frequenti
Traliccio alta tensione

Cos'è lo scambio sul posto

Nell’ambito della produzione energetica, mediante l’utilizzo delle fonti rinnovabili quali ad esempio quelle dei pannelli solari, vi è la possibilità di poter usufruire di rimborsi grazie al meccanismo dello scambio sul posto. Questo particolare strumento permette, a chi possiede pannelli fotovoltaici, l’immissione della energia elettrica prodotta all’interno della rete elettrica stessa mediante un sistema chiamato valorizzazione. Così facendo tutta l’energia che viene prodotta in più dalla fonte rinnovabile in possesso del privato viene erogata in rete. Naturalmente chi si avvale di questa possibilità viene rimborsato mediante una compensazione economica stabilita dal rapporto tra energia prelevata dalla rete principale e quella prodotta. Nonostante vi sia la presenza di un rimborso però, tale meccanica non viene considerata una compravendita di energia elettrica.

Come funziona lo scambio sul posto?

Lo scambio sul posto prevede un funzionamento molto semplice. Per tutti quelli che possiedono un impianto fotovoltaico, c'è la possibilità di produrre energia elettrica per tutto il giorno, fintanto che il sole non sia tramontato. Una volta raggiunto quel momento l’impianto stesso smette di funzionare e il possessore dei pannelli fotovoltaici acquista energia elettrica per permettere il soddisfacimento dei proprio bisogni e quindi continuerà a ricevere normalmente le bollette da pagare per l’energia consumata. Però vi sono dei momenti durante la giornata, le cosiddette ore di fuoco, in cui l’impianto fotovoltaico produce energia più del dovuto che non viene utilizzata dall’abitazione. Ed è qui che entra in gioco lo scambio sul posto, che in poche parole, permette la distribuzione dell’energia in esubero sulla rete elettrica. Per fare ciò è necessario possedere un contatore bidirezionale in modo da misurare l’effettiva quantità di energia immessa. Il rimborso in bolletta, che sarà elencato sotto la voce Contributo in conto scambio, viene calcolato facendo un rapporto tra l’energia erogata grazie allo scambio sul posto e l’energia consumata.

Differenze tra scambio sul posto e autoconsumo

Lo scambio sul posto prevede un funzionamento molto semplice, l’autoconsumo si rivela essere l’esatto opposto, differendo in maniera molto marcata dalla prima meccanica citata. In buona sostanza, con l’autoconsumo non si fa altro che prendere tutta l’energia elettrica prodotta in esubero e accumularla in speciali dispositivi chiamati batterie d’accumulo, in modo che il possessore, in determinati momenti di bisogno possa prelevare l’energia prodotta. Utilizzando questo sistema quindi non vi è l'immissione di energia elettrica sulla rete nazionale. Proprio per tale ragione quindi, in bolletta non vi sarà alcun rimborso, ma solamente una possibile diminuzione della somma da pagare dal momento che per diminuire l'energia prelevata dalla rete si può usare quella accumulata durante la giornata.

Domande frequenti

  • Lo scambio sul posto equivale a vendere l'energia ai produttori?
    No, è fondamentale distinguere lo scambio sul posto dalla vendita diretta di energia. Con il meccanismo dello scambio sul posto, l'energia in eccesso prodotta dai tuoi pannelli fotovoltaici viene immessa nella rete elettrica nazionale, ma non avviene una compravendita commerciale. L'utente riceve invece un rimborso economico sotto forma di "Contributo in conto scambio" in bolletta. Questo importo è calcolato come differenza tra il valore dell'energia immessa e quello di quella prelevata, fungendo da compensazione piuttosto che da guadagno netto derivante dalla vendita.
  • È obbligatorio installare un contatore bidirezionale?
    Sì, per accedere allo scambio sul posto è indispensabile disporre di un contatore bidirezionale. A differenza del vecchio contatore monodirezionale, questo dispositivo è in grado di misurare separatamente l'energia elettrica che prelevi dalla rete quando i pannelli non producono e quella che immetti in rete quando la produzione supera i consumi immediati. Senza questo strumento tecnico, Gse non potrebbe calcolare correttamente il contributo in conto scambio e il relativo rimborso in bolletta.
  • Cosa sono le "ore di fuoco" e come influenzano il rimborso?
    Le "ore di fuoco" sono le fasce orarie della giornata, tipicamente nel pomeriggio, in cui l'impianto fotovoltaico genera molta più energia di quella necessaria ai consumi domestici istantanei. In questi momenti, l'eccesso viene inviato alla rete tramite lo scambio sul posto. Il rimborso finale dipende dal bilancio annuale tra l'energia immessa durante queste ore e quella prelevata quando il sole non c'è. Più energia riesci a immettere rispetto a quella che dovrai prelevare, maggiore sarà il beneficio economico ottenuto in fattura.
  • Qual è la differenza pratica tra scambio sul posto e autoconsumo?
    La differenza principale risiede nello stoccaggio dell'energia. Nello scambio sul posto, l'energia in eccesso viene ceduta alla rete e ti viene riconosciuta una compensazione economica in bolletta. Nell'autoconsumo, invece, l'energia non utilizzata immediatamente viene immagazzinata in batterie di accumulo per essere riutilizzata successivamente, ad esempio la sera. Nel secondo caso non c'è immissione in rete né rimborso diretto, ma si riduce il consumo dalla rete abbassando direttamente la bolletta senza passare per meccanismi di compensazione.
  • Posso ottenere un rimborso totale se immetto tutta l'energia prodotta?
    Non esattamente. Lo scambio sul posto non garantisce il rimborso integrale del costo dell'energia immessa, poiché il calcolo considera il valore dell'energia scambiata rispetto a quella prelevata. Se immetti più energia di quella che poi prelevi, potresti avere un credito residuo, ma spesso non è convertibile in denaro contante e rimane disponibile per gli anni successivi. È uno strumento di compensazione dei costi energetici, non un investimento finanziario che genera profitto puro dalla vendita della corrente.

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