Vetri sabbiati

La sabbiatura: in cosa consiste?

Il vetro è costituito da diossido di silicio, e la sua composizione è solida, o meglio si tratta di un liquido sottoraffreddato. Mediante la sabbiatura, è possibile rendere il vetro ruvido al tatto. È una procedura che si ottiene irradiando sul vetro diversi aggregati di sabbia ad alta pressione, in modo tale da eliminare quasi del tutto la trasparenza del vetro, senza però impedire il passaggio della luce attraverso esso. È un processo meccanico lento e controllato, in quanto non garantisce una completa uniformità del pezzo trattato. La sabbia di silice viene letteralmente "sparata" con una forza calibrata; i granelli di sabbia, indirizzati a creare una determinata figura, scavano il vetro in modo tale da riprodurre la figura desiderata. Per garantire maggiore privacy, è consigliabile scegliere porte o finestre in vetro sabbiato, garantendo allo stesso tempo luminosità.
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I vetri sabbiati: conosciamoli insieme

Porte in vetro sabbiato I vetri sabbiati sono dei preziosissimi elementi di design, che consentono di personalizzare, secondo il proprio gusto, diversi pezzi d'arredo (una porta, le ante di una finestra). Il costo per la creazione di pezzi in vetro sabbiato varia dai 100 ai 150 Euro per metro quadrato. Ovviamente, qualora il disegno scelto risulti più laborioso o colorato, il costo è soggetto a variazioni.I vetri sabbiati sono spesso utilizzati sia in ambito pubblico che privato: infatti, numerose aziende scelgono i vetri sabbiati per rendere più accattivante l'arredo. Un altro vantaggio dei vetri sabbiati, riguarda la manutenzione: i vetri sabbiati, spesso, non sono trattati con agenti chimici ( a meno che non abbiano subito processi di smaltatura), e quindi sono molto resistenti. Per la pulizia, si utilizza semplicemente un detergente specifico da spruzzare su un panno, come per qualsiasi superficie vetrata.

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Vetri sabbiati: Storia del vetro

porta vetro sabbiato Come già scritto in precedenza, il vetro è costituito da diossido di silicio, ed è tendenzialmente trasparente. Si tratta di un solido amorfo, nel senso che gli atomi e le molecole che lo costituiscono, non seguono un ordine a lungo raggio ben preciso nella loro collocazione (dunque è privo di reticolo cristallino). Otteniamo il vetro tramite la solidificazione di un liquido privo, appunto, di cristallizzazione. Il vetro è uno dei pochi materiali, presenti in natura, tipicamente amorfi. Dal punto di vista termodinamico, tecnicamente possiamo affermare che il vetro sia un liquido, mentre dal punto di vista meccanico il vetro è a tutti gli effetti un solido. L'utilizzo del vetro risale ad epoche antichissime: secondo "Naturalis Historia", un antico trattato di Plinio il Vecchio, abbiamo i primi riscontri intorno al III millennio A.C. , in Mesopotamia.



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