Gli alberi resinosi
I più comuni alberi resinosi appartengono alla specie delle conifere e sono anche detti aghiformi. Sono i vari tipi di pini, abeti, larici e cipressi. Il larice si differenzia dagli altri poiché perde gli aghi in autunno e rimane spoglio in inverno.La loro caratteristica principale, a parte le foglie strette e sottili che ricordano gli aghi, è la presenza della resina sotto la corteccia. Questa sostanza, solitamente profumata, è più o meno appiccicosa e può avere una composizione chimica molto varia. Con l'esposizione all'aria si solidifica; l'ambra non è altro che resina fossilizzata. La resina serve alla pianta per proteggersi dall'attacco di batteri e muffe quando subisce una lesione o un taglio sul tronco; grazie alla produzione di questa sostanza si limita l'attacco dei parassiti e si dà alla corteccia il tempo di rimarginarsi. Non solo le conifere però producono resina; anche alcune latifoglie come il faggio o i ficus emettono un liquido quando sono ferite o incise.
Utilizzi degli alberi resinosi
Sotto la corteccia degli alberi resinosi scorre un liquido appiccicoso: la resina. Se il tronco viene inciso con un taglio, la sostanza liquida fuoriesce. Un tempo era raccolta con cura per la fabbricazione di colle e di vernici, ma adesso, più che per la resina, questo tipo di alberi viene coltivato per la produzione di legna. Il legno degli alberi resinosi si presta molo bene alla realizzazione di infissi poiché ha un'ottima tenuta termica e isolante. Le tracce di resina che rimangono nel legno anche dopo che l'albero viene tagliato lo rendono particolarmente adatto ad essere lavorato. Il legno degli alberi resinosi è infatti leggero, solido e resistente al marciume. Di contro, è facilmente infiammabile.In particolare, il legno del larice è usato in montagna perché molto ricco di resina e resistente alle intemperie.Dalla resina di questo albero, decisamente longevo, si ricava la trementina e già gli antichi la raccoglievano, due volte l'anno, praticando fori nel tronco.
Domande frequenti
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Quali sono gli alberi resinosi più comuni e quali caratteristiche li distinguono?Gli alberi resinosi appartengono prevalentemente alla famiglia delle conifere, note anche come piante aghiformi. Tra le specie più diffuse troviamo pini, abeti, cipressi e il larice. La caratteristica distintiva è la presenza di resina sotto la corteccia, una sostanza profumata e appiccicosa che si solidifica all'aria. Una peculiarità del larice è quella di essere deciduo: perde gli aghi in autunno rimanendo spoglio durante l'inverno, a differenza della maggior parte delle altre conifere che sono sempreverdi.
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A cosa serve la resina prodotta dal tronco dell'albero?La funzione biologica primaria della resina è difensiva. Quando il tronco subisce una lesione o un taglio, la pianta emette questo liquido per proteggersi dall'ingresso di batteri, muffe e parassiti. La resina crea una barriera sigillante che impedisce infezioni e permette alla corteccia di rimarginarsi naturalmente. Inoltre, la resina fossilizzata nel corso di millenni diventa ambra, mentre quella fresca è stata storicamente utilizzata per produrre colle, vernici e trementina.
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Perché il legno degli alberi resinosi è ideale per infissi e costruzioni?Il legno delle conifere è preferito per infissi e carpenteria grazie a proprietà meccaniche ed estetiche superiori. È leggero, solido e presenta un'eccellente tenuta termica e isolante. La presenza residua di resina nel legno lo rende facile da lavorare e modellare. Inoltre, molte specie, come il larice, sono altamente resistenti al marciume e alle intemperie, garantendo durabilità nel tempo. Tuttavia, bisogna considerare che tale legno è facilmente infiammabile rispetto ad altre essenze.
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Solo le conifere producono resina? Quali latifoglie lo fanno?No, la produzione di resina non è esclusiva delle conifere. Anche alcune latifoglie emettono un liquido simile quando vengono ferite o incise. Esempi noti includono il faggio e i fichi (Ficus). Sebbene la composizione chimica possa variare tra specie diverse, il meccanismo di difesa attraverso la secrezione di sostanze appiccicose per chiudere le ferite è comune a entrambe le categorie di alberi, dimostrando un adattamento evolutivo condiviso.
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Come si ottiene la trementina e qual è il ruolo del larice?La trementina si ricava principalmente dalla resina del larice, un albero longevo e molto ricco di questa sostanza. Storicamente, la raccolta avveniva praticando fori nel tronco due volte l'anno, una pratica nota fin dall'antichità. Il legno del larice è particolarmente apprezzato in ambito montano e edilizio per la sua resistenza eccezionale alle intemperie e al degrado naturale, rendendolo perfetto per strutture esposte agli agenti atmosferici senza bisogno di trattamenti invasivi.







