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Innesto fico periodo

Aggiornato il 15 febbraio 20162 capitoli4 domande frequenti
Pianta di fico

Innesto del fico nel periodo giusto

Eseguire l’innesto del fico nel periodo corretto, permetterà di portare sicuramente a buon fine la procedura. Viceversa, se si decide di operare in qualsiasi momento dell’anno, si rischierà solo di veder morire l’albero in cui verrà praticato l’innesto stesso. Per procedere con l’innesto del fico, quindi, si dovrà attendere il periodo che va dalla fine dell’inverno all’inizio della primavera, indicativamente tra marzo e maggio. Prima di poter eseguire l’operazione, si dovrà aspettare la presenza di temperature miti: se da almeno due settimane vi sono 20°C diurni, allora l’innesto potrà essere praticato. Il motivo è presto detto: l’innalzamento della temperatura avrà dato avvio ad una nuova stagione vegetativa per la pianta, che quindi presenterà una corteccia più elastica e facilmente staccabile dal tronco.

Come eseguire l’innesto del fico

Il fico è una delle poche piante da frutto esistenti che non ha parentele genetiche con nessun’altra pianta. Per eseguire un innesto, quindi, si dovrà obbligatoriamente scegliere un’altra varietà di fico che farà da base per il ramo da innestare. La tecnica consigliata viene chiamata "a spacco". La prima cosa da fare sarà tagliare il ramo porta innesto, in modo da mettere in evidenza gli anelli. Esattamente al centro di quest’ultimi, poi, andrà praticato un taglio profondo 5 cm (in direzione del fusto). Si prenderà ora l’innesto da una pianta di almeno un anno di vita (lungo minimo 5 cm e con una gemma in punta) e lo si taglierà alla base fino a formare una punta. Infine non rimarrà che inserire l’innesto nel taglio e legare strettamente il tutto con della rafia bagnata. È consigliabile anche applicare del mastice per innesti, onde evitare l’insorgenza di malattie.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo esatto per innestare il fico?
    L'innesto del fico deve essere eseguito rigorosamente tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, indicativamente da marzo a maggio. Non è sufficiente il cambio di stagione: bisogna attendere che le temperature siano miti, verificando che ci siano state almeno due settimane consecutive con temperature massime diurne intorno ai 20°C. Questo intervallo termico è cruciale perché attiva la vegetazione, rendendo la corteccia della pianta madre più elastica e facile da staccare, condizione indispensabile affinché l'operazione abbia successo e la pianta non soffra shock irreparabili.
  • Posso innestare il fico su un'altra specie di pianta?
    No, assolutamente no. Il fico (Ficus carica) è una specie unica nel suo genere e non ha parentele genetiche dirette con altre piante da frutto comuni come melo, pero o agrumi. Di conseguenza, per effettuare un innesto di successo, devi obbligatoriamente utilizzare come portainnesto un'altra varietà di fico. L'unione può avvenire solo tra tessuti compatibili della stessa specie botanica, garantendo così la corretta circolazione della linfa e la sopravvivenza della parte innestata.
  • Come si esegue tecnicamente l'innesto a spacco?
    La tecnica consigliata è quella 'a spacco'. Innanzitutto, taglia il ramo portainnesto per esporre gli anelli annuali e pratica un taglio verticale profondo circa 5 cm esattamente al centro. Prepara il tralcio innesto prelevandolo da una pianta di almeno un anno: deve essere lungo almeno 5 cm, avere una gemma apicale e presentare una base affusolata a punta. Inserisci questa punta nello spacco praticato sulla pianta madre. Infine, lega saldamente il punto di unione con rafia bagnata e applica abbondantemente del mastice cicatrizzante per proteggere la ferita e prevenire infezioni fungine.
  • Perché è fondamentale usare il mastice per innesti?
    Applicare il mastice per innesti è un passaggio di protezione essenziale dopo aver chiuso l'innesto. La sua funzione principale è sigillare ermeticamente la ferita di taglio, impedendo l'ingresso di agenti patogeni, funghi e batteri che potrebbero causare marciumi o malattie letali per la pianta. Inoltre, il mastice mantiene l'umidità necessaria nei tessuti in fase di ricongiungimento, favorendo la formazione del callo e migliorando le probabilità di attecchimento, proteggendo contemporaneamente dall'eccessiva disseccamento causato dal sole o dal vento.

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