Le origini della Kalanchoe
Questa pianta succulenta che cresce così bene nei nostri climi è originaria del Madagascar, dell'America tropicale, dell'Africa centro meridionale, dell'Australia e dell'Asia. La sua diffusione è dovuta all'adattabilità della Kalanchoe all'ambiente ed alle poche cure che richiede per vegetare rigogliosa. La Kalanchoe appartiene alla famiglia delle Crassulacee ed è quindi una succulenta, con foglie e fusti carnosi. Le diverse varietà possono essere annuali o perenni, arbustive o rampicanti e sono oltre 125, con fiori o senza. Le foglie sono dotate di picciolo, lucide, e crescono opposte sullo stelo. I fiori, riuniti in infiorescenze, possono essere di colore rosso acceso, rosa, arancio o gialli. Una sola varietà, la Kalanchoe beharensis, può raggiungere i quattro metri di altezza, mentre tutte le altre sono piccole piante che rimangono al di sotto del metro.Per le sue caratteristiche di resistenza alla siccità e la crescita compatta si presta molto bene ad essere inserita nei giardini rocciosi, dove può regalare tocchi di colore.
Le diverse varietà di Kalanchoe
Alcune più comuni, altre meno consuete nelle nostre case, le varietà di Kalanchoe sono davvero tante. Molte si somigliano, altre si differenziano parecchio dalla Kalanchoe alla quale siamo più abituati. Vediamo le specie principali, quelle comunemente acquistabili in qualsiasi vivaio o negozio di fiori. La varietà di Kalanchoe forse più ricorrente in giardini e abitazioni, grazie alla sua bellezza e facilità di coltivazione, è la Kalanchoe blossfeldiana. È una deliziosa pianta che limita la sua crescita a circa 30 cm e regala ricche fioriture in giallo, rosso, arancio e tonalità intermedie. La Kalanchoe uniflora ha belle foglie lucenti, fiori rossi penduli e fioritura estiva. La Kalanchoe thyrsiflora ha le foglie bordate di rosso e fiori gialli profumati. Si discosta un po' dalle varietà finora osservate la Kalanchoe daigremontiana; la sua particolarità sono le minuscole piantine che spuntano lungo i margini delle foglie lanceolate, triangolari e chiazzate di scuro. Cadendo sul terreno, danno origine con facilità a nuove piante. I fiori sono meno appariscenti di altre varietà e spuntano a fine inverno.
Cura e coltivazione della Kalanchoe
Pianta di poche pretese, la Kalanchoe cresce bene all'aperto, ma si adatta anche alla vita in appartamento. Le sue esigenze principali sono un buon drenaggio, senza ristagni d'acqua, innaffiature regolari in estate ma non eccessive, e quasi assenti in autunno e inverno. Se la temperatura scende al di sotto dei 10 gradi, il terreno deve essere tenuto asciutto. La temperatura ottimale per la Kalanchoe va dai 10 ai 23 gradi, anche se riesce ad adattarsi a condizioni termiche diverse. Questa pianta non ama il sole diretto in estate, quindi andrebbe protetta nelle ore centrali o sistemata in una posizione di mezz'ombra. I vasi in terracotta, che permettono una buona traspirazione, sono i più indicati per le succulente in generale e per la Kalanchoe in particolare. Il terriccio migliore è quello che si utilizza per le cactacee, magari con l'aggiunta di un po' di sabbia per migliorarne ulteriormente il drenaggio. Le concimazioni vanno effettuate in primavera ed estate, ma senza esagerare, altrimenti la Kalanchoe perde il suo portamento compatto e soffre. Nessuna concimazione in autunno ed inverno.
Moltiplicare le Kalanchoe
La moltiplicazione della Kalanchoe è tutt'altro che difficile. A parte la Kalanchoe Daigremontiana che, come abbiamo visto, semplifica al massimo l'operazione creando piccoli esemplari in miniatura su ciascuna foglia, anche per le altre varietà non è un intervento difficile. La moltiplicazione può avvenire per talea o per seme. Nel primo caso bisogna prelevare rametti della pianta madre lunghi circa 8-10 centimetri, non fioriti e senza boccioli, tagliandoli con un coltello affilato. Si lasciano asciugare 2 giorni e si mettono in terra sciolta per piante grasse mischiata a un po' di sabbia. Se possibile, passarli prima in uno stimolatore radicale per risultati più sicuri. Il vasetto con le talee va coperto con plastica trasparente da aprire quotidianamente per un quarto d'ora, per favorire l'attecchimento senza rischiare marciumi. Quando si intravedono nuove foglioline si può eliminare la plastica e, dopo qualche tempo, trapiantare le novelle piante. I semi vanno interrati leggermente e tenuti in luogo umido e caldo. Anche in questo caso la plastica può servire ad agevolare il germogliamento. Quando sono spuntate, eliminare le piante deboli.
Malattie delle Kalanchoe
Come tutti gli esseri viventi, anche la Kalanchoe può essere soggetta a malattie e funghi. I problemi più comuni che la pianta può presentare sono quelli dovuti ad un eccesso di umidità, per cui meglio innaffiare poco che troppo. L'umidità favorisce l'attecchimento dei funghi e il marciume; queste problematiche si riconoscono dalle foglie mollicce o da macchie brune come la ruggine. Un altro tipo di fungo si presenta con macchie necrotiche che poi si trasformano in polvere grigiastra. Per tutte queste situazioni la soluzione è diminuire drasticamente le annaffiature e trattare con un fungicida specifico. Una sostanza bianca e appiccicosa sulla pianta è data dalla cocciniglia, un altro problema piuttosto frequente che colpisce la Kalanchoe; se il problema è allo stato iniziale, si può provare a risolverlo pulendo manualmente le parti colpite con un batuffolo di ovatta imbevuto di alcool, o spruzzando l'intera pianta con acqua e sapone neutro, con successivo risciacquo. Se non sufficiente, anche in questo caso si ricorre ad un antiparassitario specifico.
Curiosità sulla Kalanchoe
Il nome italianizzato di Kalanchoe diventa Calancola. I primi esemplari di questa pianta furono portati dal Madagascar nel Vecchio Continente da Robert Blossfeld, un commerciante di semi tedesco. Si era verso la fine degli anni '20 del secolo scorso e si trattava della varietà che da Blossfeld ha preso il nome, ovvero la Kalanchoe Blossfeldiana. In Italia è giunta diversi decenni dopo, intorno agli anni '70 per merito di vivaisti olandesi e danesi. La Kalanchoe è anche detta 'pianta del sorriso' e c'è chi ritiene che avere una di queste piantine in casa sia positivo e aiuti il benessere degli abitanti. La Kalanchoe Daigremontiana, la varietà che produce piccole piantine sulle foglie, è da molte persone ritenuta infestante, poiché nelle sue vicinanze altri esemplari uguali si producono spesso in quantità eccessive ed indesiderate. Le foglie di Kalanchoe pinnata, applicate fresche sulle ferite, ne aiutano la cicatrizzazione. Molte varietà di Kalanchoe possono essere riprodotte poggiando una foglia su un substrato di terriccio e sabbia. Anche chi non è un esperto giardiniere può ricavare molte soddisfazioni dalla coltivazione di Kalanchoe.
Domande frequenti
-
Quanto spesso devo innaffiare la Kalanchoe?La Kalanchoe è una succulenta resistente alla siccità, quindi il principio fondamentale è "meglio poco che troppo". In estate, quando la pianta è in piena attività vegetativa, puoi innaffiare regolarmente ma assicurandoti che il terriccio si asciughi completamente tra un'annaffiatura e l'altra. È cruciale evitare i ristagni idrici, che causano marciume radicale. Durante l'autunno e l'inverno, riduci drasticamente le irrigazioni, arrivando quasi a sospenderle del tutto, specialmente se la temperatura ambiente scende sotto i 10 gradi. In questi mesi freddi, mantieni il terreno assolutamente asciutto per proteggere la pianta dal freddo e dall'eccesso di umidità.
-
Dove posizionare la Kalanchoe in casa per farla fiorire bene?La Kalanchoe preferisce posizioni luminose ma non soggette al sole diretto, soprattutto durante le ore più calde dell'estate. Una finestra esposta a est o a ovest, oppure una zona di mezz'ombra, è ideale. Se la tieni in giardino, proteggila dalle radiazioni solari intense del pomeriggio. La temperatura ottimale per la crescita e la fioritura si aggira tra i 10 e i 23 gradi. Evita correnti d'aria fredda e sbalzi termici repentini. Se noti che la pianta si allunga e perde compattezza, significa che cerca luce: spostala in un punto più luminoso. Ricorda che i vasi in terracotta sono preferibili perché permettono una migliore traspirazione del terreno.
-
Come posso moltiplicare la Kalanchoe per talea?La moltiplicazione per talea è semplice e affidabile. Preleva rametti sani, lunghi circa 8-10 centimetri, da piante non fiorite e privi di boccioli. Taglia con un coltello affilato e sterilizzato. Lascia asciugare le talee all'aria per due giorni in un luogo fresco e ombreggiato; questo passaggio è vitale per prevenire infezioni fungine. Successivamente, immergi la base in uno stimolatore radicale opzionale e interra le talee in un mix di terriccio per cactacee e sabbia per garantire un ottimo drenaggio. Copri il vaso con plastica trasparente per creare un microclima umido, aprendolo ogni giorno per 15 minuti per aerare. Quando vedi spuntare nuove foglioline, rimuovi la plastica e, dopo aver radicato, trapianta le giovani piante.
-
Perché la mia Kalanchoe ha sviluppato macchie bianche o appiccicose?Le macchie bianche e appiccicose sono tipicamente segno di attacco di cocciniglia, un parassita comune sulle piante d'appartamento. Se l'infestazione è leggera, puoi intervenire meccanicamente: pulisci delicatamente le parti colpite con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol denaturato. In alternativa, lava la pianta con una soluzione di acqua e sapone neutro, facendo attenzione a risciacquare bene successivamente. Se il problema persiste o è diffuso, sarà necessario utilizzare un insetticida specifico contro la cocciniglia. Assicurati inoltre di ispezionare regolarmente la pianta, poiché la cocciniglia prospera in ambienti caldi e secchi; mantenere un giusto equilibrio di umidità ambientale aiuta a prevenirne la proliferazione.
-
Qual è il terriccio migliore per la Kalanchoe?Essendo una pianta succulenta, la Kalanchoe necessita di un substrato altamente drenante per evitare che le radici ristagnino nell'acqua. Il terriccio ideale è quello specifico per cactacee e piante grasse, che è già poroso e leggero. Per migliorare ulteriormente il drenaggio, ti consiglio di mescolare al terriccio una percentuale di sabbia grossolana o perlite. Questo accorgimento permette all'acqua di scorrere rapidamente attraverso il vaso, riducendo il rischio di marciume radicale, che è la causa principale di morte di queste piante. Evita terreni argillosi o troppo compatti, che trattengono troppa umidità. I vasi in terracotta sono la scelta complementare perfetta, poiché la loro porosità aiuta ad asciugare il terreno più velocemente rispetto alla plastica.










