Talea

La talea per propagare una pianta

Nel passato, la necessità di propagare un tipo di pianta per garantire la salvezza di certe caratteristiche che attraverso la riproduzione gamica (nel caso specifico l'impollinazione) non potrebbero ripresentarsi a causa dell'ibridazione, ha reso necessario lo studio di una tecnica adeguata alla propagazione veloce, efficace e semplice. La moltiplicazione per talea è, probabilmente, una scoperta causale dell'uomo nell'antichità e non di certo una sua invenzione. Questo metodo consiste nel prelevare una certa porzione della pianta, un ramo o una foglia, e piantarla nel terreno per stimolare la radicazione. I tessuti vegetali dispongono di cellule simili alle cellule staminali, non specializzate, che dal taglio possono svilupparsi producendo un apparato radicale piuttosto di una gemma o di un fiore. L'uomo ha saputo cogliere queste informazioni e tuttora la talea è una pratica così diffusa che la maggior parte delle piante in vendita nei vivai è stata ottenuta attraverso questa tecnica.
Prelevare una talea

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Come viene effettuata

Radicazione delle talee di rosa Per effettuare una talea è necessario recidere un segmento di un ramo della pianta madre possibilmente in posizione apicale, ovvero all'estremità, cercando di lasciare il cosiddetto piede, ovvero una porzione della corteccia dove il ramo si attacca al tronco principale. La presenza del piede favorisce la radicazione accorciando i tempi ed aumentando le possibilità di successo. La talea deve misurare non più di 20 cm in lunghezza, altrimenti rischierebbe di non disporre di abbastanza nutrimenti per riuscire a radicare prima di seccarsi. C'è una diversità di tagli da praticare al ramo per realizzare una talea: il taglio superiore deve essere perpendicolare e netto, il taglio inferiore invece deve essere inclinato perché è esposta una porzione di tessuto maggiore e l'emissione di radici ne può trarre giovamento. Il periodo per questo tipo di moltiplicazione varia in funzione della sezione vegetale prelevata e delle caratteristiche della pianta.

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Le tre tipologie di talea di fusto

Talea erbacea La talea può essere di tre tipi: di fusto, di foglia e di radice. La prima è la più semplice ed immediata, va suddivisa in erbacea, i germogli più teneri della pianta oppure le parti apicali delle piante come il geranio o la menta, semi-legnosa, quando il tessuto inizia a lignificare, e legnosa, quando la corteccia è bruna e spessa. Rispettivamente hanno un tempo di radicazione sempre maggiore a seconda dello stato di maturazione del fusto, quindi una talea erbacea radicherà in breve tempo, mentre una legnosa come una porzione di una conifera impiegherà molti mesi, anche 1 anno per emettere radici. La sezione erbacea si preleva in primavera, quella semi-legnosa verso il mese di agosto e quella legnosa, invece, durante i mesi invernali. È bene provvedere a tagliare a metà le eventuali foglie per prevenire la disidratazione. Possono essere, infine, poste a radicare in un terriccio soffice, spesso venduto nei negozi di giardinaggio appositamente per questa tecnica, oppure in acqua fino a completa radicazione.


Talea di foglia e di radice

Talea radicata in acqua La talea di foglia si pratica solo su alcune tipologie di piante che tollerano questa tecnica, per essere sicuri basta consultare un manuale di giardinaggio che esamini i metodi di moltiplicazione di ogni pianta. Viene prelevata una foglia, tagliata a metà lungo la venatura centrale o in porzioni e inserite lievemente nel terriccio. Questa tecnica è adatta alle Begonie e alla Sansevieria, ad esempio. Il periodo per praticare questa tecnica è preferibilmente la primavera. La talea di radice è più complessa e meno utilizzata. Viene prelevata una porzione di radice che, sotterrata nuovamente, produrrà dei germogli e delle nuove radici. Non è tollerata da tutte le piante, anzi, è possibile impiegarla solamente laddove la pianta sia in grado di emettere gemme a livello radicale, come le Peonie, certi tipi di Rose ed alcuni alberi da frutto. Il periodo migliore per realizzare questa tecnica è l'inverno, in quanto l'invasività dello scavo per reperire il materiale vegetale comporta molto stress per l'arbusto da cui viene prelevata.


Radicazione delle talee

La talea per radicare ha bisogno di tempo e di acqua, per questo motivo, una volta interrate le talee è bene infilare un sacchetto di nylon capovolto sul vaso in modo da ridurre la disidratazione delle porzioni tagliate. Inoltre, si creerà un microclima protetto che manterrà lontani gli eventuali agenti patogeni che potrebbero compromettere la radicazione. Il tempo necessario per l’attecchimento è mutevole in base alla tipologia di pianta e alla porzione di ramo utilizzata. Una talea erbacea può radicare anche in pochi giorni, mentre una talea legnosa può tranquillamente impiegare un anno prima di emettere delle radici idonee al suo sostentamento. Non bisogna mai eccedere nell'annaffiatura, è bene pertanto usare un nebulizzatore per inumidire sia il terreno sia le talee. La temperatura deve essere costante e mai fredda altrimenti il processo di radicazione si blocca.


Attrezzatura necessaria

talee di pothos Per prelevare una talea nel modo corretto bisogna premunirsi di un paio di forbici da giardinaggio ben affilate e disinfettate con alcol. La pulizia dell’attrezzatura riduce il possibile contagio delle ferite da parte di agenti patogeni come le muffe che possono compromettere totalmente la radicazione. Le porzioni di tessuto vanno sotterrate per alcuni centimetri in un vaso o in piena terra con terriccio apposito. Per aumentare le probabilità di successo, si possono impiegare gli ormoni radicanti, dei prodotti in polvere o liquidi che, cosparsi sulle talee, stimolano l’emissione di radici e ne velocizzano il processo. Per il mantenimento dell'umidità è consigliabile un nebulizzatore piuttosto di un annaffiatoio. Non sono necessari concimi e fertilizzanti: quanto la radicazione sarà avvenuta, bisogna procedere al trapianto in singoli contenitori per stimolare la crescita delle gemme e dei germogli.



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