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Substrato

Aggiornato il 26 gennaio 20164 capitoli5 domande frequenti
Piantine cresciute nel substrato

Le principali caratteristiche organolettiche del terreno da substrato

Il substrato è quella particolare sostanza di cui una pianta ha bisogno per nascere, vivere e continuare correttamente la sua crescita, in quanto contiene la maggior parte delle sostanze nutritive di cui necessita e da cui trae il suo nutrimento. Ad occhio nudo può sembrare della semplice terra, tuttavia ne differisce molto. Innanzitutto, è destinato principalmente alla coltivazione in vasi o recipienti in cui la pianta verrà seminata e fatta crescere prima di essere trapiantata nel suolo. E' proprio in questa fase delicata che si vede l'efficacia del substrato: esso andrà a soddisfare le principali esigenze della pianta, quindi non solo le fornirà le sostanze nutritive per favorirne lo sviluppo, ma anche una maggiore quantità di aria e di acqua rispetto a quanta ne otterrebbe durante la coltivazione in un orto aperto. Insomma, rappresenta una sostanza fondamentale per la crescita ottimale nei primi tempi di vita del vegetale.

Come scegliere il substrato adatto alle piante

La composizione chimica del substrato deve adeguarsi al meglio alle esigenze delle piantine che devono crescere, quindi la scelta del substrato deve essere accurata. Dal momento che le piantine vengono inizialmente coltivate in vaso, esse devono disporre di una maggiore quantità di elementi nutritivi, rispecchiando il terreno dell'orto in cui poi andranno a vivere. Generalmente, gli ortaggi hanno bisogno di un substrato a medio impasto, quindi né troppo compatto né sciolto, capace di trattenere al meglio l'acqua, permettendo il deflusso di quella in eccesso. L'ossigeno deve poter penetrare nelle radici, quindi il substrato ideale deve essere sì morbido ed aerato, ma anche abbastanza compatto per mantenere il fusto fisso. Il "terriccio universale", venduto in tutti i più grandi negozi, si presta bene alla coltivazione di molti ortaggi, ma ogni pianta è differente.

La composizione chimica e fisica del substrato

Il substrato è noto per avere una composizione ricca e variegata, con sostanze organiche, inorganiche ed inerti combinate nel modo più funzionale per sfruttare le potenzialità di ogni componente e far crescere nel modo giusto ogni tipologia di pianta. Il componente organico più utilizzato è la torba, in particolare quella di sfagno, dall'ottima capacità di cedere e mantenere un buon livello di acqua e di umidità ma anche di aerazione. Altri componenti organici utilizzati sono le cortecce e la fibra di cocco. Tra quelli inorganici, che rendono il substrato più leggero e permeabile, troviamo ghiaia, argilla espansa, sabbia di fiume, perlite e lana di roccia, che rientra anche negli inerti. Lo scopo di questa composizione è di creare un ambiente il più simile possibile a quello naturale, ma anche crearne uno artificiale in modo igienico e controllato, che prende il nome di ambiente o coltivazione fuori suolo.

Il substrato da semina ed altre tipologie di substrato

La differenza principale tra le varie tipologie di substrato sta fondamentalmente nel target di piante ed ortaggi per i quali lo si vuole usare. Ad esempio, il substrato da semina viene comunemente chiamato terriccio; di questo ne esistono vari tipi, composti in generale da terreno di sottobosco con l'aggiunta di torba di sfagno, argilla e sabbia: il più comune è il terriccio universale, adatto a fiori, piante verdi ed ortaggi che non hanno particolari esigenze nutritive. Vi sono poi particolari substrati studiati appositamente per le piante acquatiche o con le radici aeree. Nel primo caso, si tratta di sabbie arricchite con torba e vari elementi fertilizzanti a cessione lenta, che hanno anche una funzione estetica. Per le piante epifite, cioè con radici aeree, serve invece un substrato leggero, a base di fibra di cocco, corteccia e torba di sfagno.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il substrato e il normale terreno da giardino?
    Il substrato è una miscela specifica progettata per la coltivazione in contenitori come vasi e cassette, a differenza del terreno estratto direttamente dal giardino. Mentre il terreno esterno può essere troppo compatto o contenere patogeni, il substrato è formulato per garantire un equilibrio perfetto tra ritenzione idrica, drenaggio e ossigenazione delle radici. È arricchito con nutrienti pronti all'uso e strutture leggere (come torba o fibra di cocco) che permettono alle giovani piante di svilupparsi rapidamente senza soffocare le radici, offrendo un ambiente igienico e controllato ideale per le fasi iniziali di crescita.
  • Come devo scegliere il substrato giusto per gli ortaggi in vaso?
    Per gli ortaggi, la regola d'oro è optare per un substrato a 'medio impasto': né troppo compatto da impedire il respiro delle radici, né troppo sciolto da non sostenere la pianta. Deve avere un'elevata capacità di trattenere l'acqua mantenendo però un ottimo deflusso dell'eccesso per evitare il marciume radicale. Il terriccio universale è spesso una buona base generica, ma verifica sempre le etichette: alcuni ortaggi specifici potrebbero richiedere miscele con percentuali diverse di nutrienti o struttura, specialmente se destinati a produzioni intensive o prolungate nel tempo.
  • Cosa sono la torba di sfagno e la fibra di cocco nel substrato?
    Sono i componenti organici fondamentali che conferiscono al substrato le sue proprietà fisiche chiave. La torba di sfagno è eccellente perché trattiene molta acqua e umidità, rilasciandola gradualmente alle radici, mentre garantisce anche una buona aerazione. La fibra di cocco è un'alternativa sostenibile e leggera, ottima per migliorare la struttura del mezzo, aumentare la porosità e favorire il drenage. Entrambi i materiali aiutano a ricreare artificialmente le condizioni ideali di un suolo naturale sano, rendendo il substrato leggero ma strutturato.
  • A cosa servono gli ingredienti inorganici come perlite, argilla espansa o sabbia?
    Gli ingredienti inorganici e inerti, come perlite, argilla espansa, ghiaia e sabbia di fiume, hanno lo scopo primario di alleggerire il substrato e migliorarne la permeabilità. Creano spazi vuoti all'interno della miscela che permettono all'aria di circolare liberamente fino alle radici, prevenendo il compattamento. Inoltre, facilitano il corretto drenaggio dell'acqua in eccesso, evitando ristagni pericolosi. Questi materiali garantiscono che il substrato rimanga strutturalmente stabile e poroso nel tempo, supportando la salute radicale anche dopo numerose annaffiature.
  • Esiste un substrato specifico per piante acquatiche o epifite?
    Sì, le esigenze radicali variano moltissimo. Per le piante acquatiche si usano substrati speciali, spesso sabbie fini arricchite con torba e fertilizzanti a lento rilascio, che mantengono le radici sommerse o costantemente umide senza decomporle rapidamente. Al contrario, per le piante epifite (con radici aeree, come molte orchidee), serve un substrato estremamente leggero, arieggiato e drenante, basato su corteccia, fibra di cocco e torba. Questo permette alle radici di respirare e ancorarsi senza mai restare zuppe, simulando il loro habitat naturale sugli alberi.

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