Cordone permanente

Potature

Potare la vite

Potare la vite è un'operazione legata al tipo di coltivazione che si è scelto per la pianta e segue delle regole ben precise.

di Redazione

16 marzo 2017

Potare la vite: cordone permanente

Potare la vite è un procedimento molto delicato, non tanto per la procedura (che è simile a quella delle altre piante), quando piuttosto perché la potatura della vite è legata alla coltivazione stessa della pianta, e in base a questo va decisa. Esistono, infatti, due tecniche per procedere a questa operazione. La potatura a cordone permanente si applica a piante che hanno un tralcio principale dal quale germogliano tralci più piccoli e molto corti. Si tratta di un tipo di coltivazione detta a cordone speronato, grazie al quale la vite si sviluppa orizzontalmente, visto che il ramo principale viene fissato in orizzontale a un metro di altezza da terra grazie al fil di ferro. Nella potatura a cordone permanente si procede a una potatura corta, ovvero si accorciano i rami in modo che abbiano due o tre gemme, perché nelle coltivazioni a cordone speronato le gemme basali hanno un'alta produttività di frutto. La potatura secca si effettua quando la pianta è completo riposo, quindi nell'inverno inoltrato.

Potare la vite: tralcio di rinnovo

La tecnica della potatura a tralcio di rinnovo si applica nella coltivazione della vite a Guyot. A differenza del cordone speronato, dove si ha un solo capo a frutto, nella coltivazione a Guyot l'obiettivo è quello di creare diversi capi a frutto. La pianta avrà, in questo caso, uno sviluppo verticale. La potatura a tralcio di rinnovo si effettua quindi su tralci di varia lunghezza, e serve a produrre sia nuovi capi a frutto che tralci improduttivi, che servano da capi a legno. Sul capo a frutto si lasceranno dopo il taglio dieci gemme, mentre sul capo a legno se ne lasceranno due o tre. Questa operazione è fondamentale per questo tipo di coltivazione, e si effettua nei mesi autunnali o invernali.Nella potatura a tralcio di rinnovo, inoltre, è importante programmare lo sviluppo futuro della pianta. Si elimineranno quindi i capi a frutto che hanno prodotto l'anno precedente, si sceglieranno i nuovi capi a frutto per l'anno in corso, che successivamente saranno accorciati per diventare capi a legno e riposare.

Quando potare la vite?

La potatura principale della vite, o potatura a secco, si effettua durante l'inverno, ovvero subito dopo la caduta delle foglie. La scelta del mese varia molto in base alla zona geografica in cui si coltiva la vite. Nel Sud Italia e nelle zone collinari a clima mite la potatura si può già effettuare in autunno. Nel Nord della Penisola o in zone con inverni rigidi, invece, l'operazione si posticipa in inverno, tra gennaio e febbraio.È bene provvedere anche alla potatura estiva, o potatura verde, che si effettua in due differenti momenti. In primavera, nel mese di aprile, è possibile procedere alla spollonatura e alla scacchiatura, che limitano rispettivamente i germogli generati dalla radice e quelli in più che spuntano sulle gemme secondarie. Entro giugno, invece, si deve procedere alla cimatura, ovvero al taglio dei tralci per convogliare le energie della pianta verso quei rami destinati alla produzione.

Errori da evitare

Per potare la vite e ottenere dei buoni risultati bisogna stare attenti ad alcuni errori di base. In primo luogo, occorre ricordarsi di non procedere mai a questa operazione nei periodo in cui la pianta fruttifica. Inoltre, per il bene della pianta, bisogna scegliere quali gemme lasciare per la produzione. Un numero maggiore di gemme disperderà le energie della pianta, che produrrà un quantitativo superiore di grappoli, ma più piccoli e meno succosi. Nella coltivazione a Guyot privilegiate le gemme esposte più in alto e favorite tramite potatura lo sviluppo verticale più che orizzontale della pianta. Il taglio della potatura deve essere effettuato in prossimità di una gemma o di un nodo del ramo e deve essere obliquo, per far scivolare l'acqua ed evitare un ristagno che potrebbe favorire la formazione di funghi e muffe. Non dimenticate, infine, di eliminare anche le foglie in eccesso, in modo che il manto foglioso rimasto non tolga troppa luce o non lasci troppo esposto il grappolo.

Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per eseguire la potatura secca della vite?
    La potatura principale, detta 'secca', va effettuata durante il periodo di riposo vegetativo della pianta, generalmente in inverno dopo la caduta delle foglie. L'esatto mese dipende dal clima locale: nelle zone a clima mite del Sud Italia si può anticipare all'autunno, mentre nelle aree settentrionali o con inverni rigidi è preferibile attendere gennaio o febbraio. È fondamentale evitare di potare quando la pianta è in attività vegetativa o fruttifera, poiché ciò causerebbe stress e perdite di linfa. Una corretta tempistica garantisce che la pianta recuperi meglio dai tagli e prepari le risorse necessarie per la nuova stagione.
  • Qual è la differenza tra potatura a cordone permanente e a tralcio di rinnovo?
    La distinzione dipende dallo stile di allevamento scelto. La potatura a cordone permanente si usa per viti allevate a cordone speronato, dove il ramo principale corre orizzontalmente; qui si lasciano brevi tralci con sole 2-3 gemme, sfruttando l'elevata produttività delle gemme basali. Al contrario, la potatura a tralcio di rinnovo è tipica dell'allevamento a Guyot (verticale): prevede il rinnovo annuale dei tralci, lasciando circa 10 gemme sui capi a frutto e 2-3 su quelli a legno. Questo metodo favorisce uno sviluppo verticale e permette di gestire diversamente la produzione rispetto alla struttura orizzontale.
  • Come si esegue correttamente il taglio per prevenire malattie fungine?
    La precisione del taglio è cruciale per la salute della vite. Ogni incisione deve avvenire in prossimità immediata di una gemma o di un nodo del ramo, evitando di lasciare monconi inutili. Il taglio deve essere eseguito con attrezzi affilati e disinfettati, inclinandosi leggermente (obliquamente) verso l'esterno. Questa angolazione permette all'acqua piovana o di rugiada di scorrere via rapidamente, impedendo il ristagno idrico sulla ferita di taglio. Il ristagno, infatti, crea l'ambiente ideale per la proliferazione di funghi e muffe che potrebbero compromettere la gemma sottostante e la salute generale della pianta.
  • A cosa servono la spollonatura e la cimatura durante l'estate?
    Queste operazioni rientrano nella 'potatura verde' e servono a dirigere le energie della pianta verso la produzione di uva di qualità. La spollonatura, da effettuarsi in primavera (aprile), consiste nell'eliminare i polloni che crescono alla base della pianta o dalle gemme ascellari, i quali sottraggono nutrienti senza produrre frutti. La cimatura, da completare entro giugno, consiste nel tagliare l'apice dei tralci verdi. Questo intervento limita la crescita vegetativa eccessiva e concentra la linfa e le risorse nei grappoli in formazione, migliorando dimensione e sapore dell'uva.
  • Quante gemme devo lasciare per avere una buona produzione?
    Lasciare troppe gemme è un errore comune che danneggia la qualità del raccolto. Se si superano le gemme consigliate (ad esempio, oltre le 10 nel sistema Guyot per i capi a frutto), la pianta disperderà le sue energie in un numero eccessivo di grappoli. Il risultato sarà una produzione numericamente alta ma qualitativamente scarsa: i grappoli risulteranno piccoli, acquosi e poco zuccherini. È necessario selezionare con cura le gemme sane e ben posizionate, privilegiando quelle esterne o alte per garantire una buona esposizione solare e aerazione, fondamentali per la maturazione ottimale dell'uva.