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Potatura ciliegio

Aggiornato il 23 agosto 20164 capitoli4 domande frequenti
Esemplari di alberi di ciliegio

Il ciliegio

Il ciliegio appartiene alla famiglia delle Rosacee e al genere Prunus. I suoi frutti, le ciliegie, sono presenti in varietà molteplici e quindi vengono suddivisi in due gruppi. Vi sono quelli dolci e quelli acidi. Originari con molta probabilità dell'Asia Minore, i ciliegi vengono ormai comunemente e abbondantemente coltivati in tutte le regioni sia dell'Europa che dell'America. Il frutto è costituito da una drupa carnosa quasi sferica e solcata lateralmente all'interno ha un nocciolo chiaro e ovale contenente un seme amarognolo. Il colore generalmente rosso varia in diverse tonalità. Dalla pigiatura di alcune qualità di ciliegie e dalla distillazione del succo si ottengono pregiati liquori come acquaviti, il famoso kirsch e lo cherry. Di queste piante viene anche utilizzato il legno, che è di facile lavorazione. Il ciliegio dolce è un albero di 10-15 metri, con tronco diritto, rivestito da una corteccia grigiastra di consistenza curiosa, che si sfalda in strisce orizzontali.

La potatura del ciliegio e gli interventi da eseguire

Quando si fa riferimento alla potatura del ciliegio si deve tenere a mente che questa segue in termini generali le regole degli interventi per le piante da frutto. Di conseguenza gli obiettivi sono sia avere una pianta sana e robusta che favorire la produzione dei frutti, le famose ciliegie. Per questo i tempi e le modalità della potatura del ciliegio sono molto diversi a seconda dei risultati che si vogliono ottenere. Inoltre l'intervento è di fondamentale importanza per assicurare un giusto apporto di luce e aria anche ai rami interni. Infatti se la chioma è troppo intricata, i rami interni sono più deboli e fruttificano di meno. Così non solo si aumenta la produzione di ciliegie, ma la pianta ha una maggiore resistenza agli attacchi dei parassiti, delle malattie e delle muffe. In ogni caso va usata una cesoia affilata.

I tipi di potatura del ciliegio e le caratteristiche

La potatura del ciliegio detta di formazione viene messa in atto durante i primi anni di vita dell'albero, così da determinarne l'andamento e la struttura. Lo scheletro della pianta, infatti, si forma in questo arco di tempo e successivamente è quasi impossibile da modificare. L'intervento viene eseguito tra la fine della stagione primaverile e le prime settimane estive, cioè durante la cosiddetta fase vegetativa. In questo modo i tagli sì cicatrizzano in tempi più rapidi e si limitano notevolmente rischi di infezioni e di proliferazione dei parassiti. La potatura del ciliegio di produzione, invece, viene messa in atto quando l'esemplare è adulto e ben sviluppato. Prima si effettua l'intervento tra gennaio e febbraio (detto potatura invernale) e quindi una seconda operazione al termine dell'estate.

La potatura di produzione

La potatura del ciliegio di produzione segue le procedure del cosiddetto intervento di ritorno: in pratica si potano solo i rami più piccoli e mai quelli di maggior diametro. In questo modo si favorisce la cicatrizzazione dei tagli; al tempo stesso si stimola la produzione di nuove gemme, di fiori e quindi anche di frutti. Infine bisogna tenere a mente che il ciliegio è una pianta che soffre nel caso che si metta in atto una potatura troppo incisiva. L'albero va potato soltanto leggermente, anche perché fruttificano solo i rami che hanno già prodotto negli anni precedenti. Di conseguenza è necessario svecchiare semplicemente la pianta per non comprometterne la produzione dell'anno successivo. I tagli devono essere inclinati, netti ed eseguiti nei punti di ramificazione. Quindi si applica del mastice cicatrizzante.

Domande frequenti

  • Qual è il momento migliore per potare il ciliegio?
    La potatura del ciliegio richiede tempistiche precise per evitare infezioni e favorire la guarigione. La potatura di formazione, necessaria nei primi anni per strutturare la pianta, va eseguita tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate, durante la fase vegetativa: i tagli cicatrizzano più velocemente. Per gli alberi adulti, la potatura di produzione si divide in due momenti: una prima operazione tra gennaio e febbraio (invernale) e una seconda a fine estate. È fondamentale rispettare questi periodi per garantire salute alla pianta e buona fruttificazione.
  • Perché il ciliegio soffre se sottoposto a potature eccessive?
    Il ciliegio è una specie sensibile che reagisce male alle ferite profonde o agli interventi drastici. A differenza di altri frutti, produce i fiori e le ciliegie esclusivamente sui rami che hanno già fruttificato nell'anno precedente. Una potatura troppo incisiva rimuoverebbe troppa legna vecchia, compromettendo direttamente la produzione futura. Inoltre, tagli grandi impiegano molto tempo a cicatrizzare, esponendo l'albero a rischi elevati di infezioni fungine e attacchi parassitari. Pertanto, si consiglia sempre una potatura moderata e leggera.
  • Come si effettua correttamente la potatura di produzione?
    La potatura di produzione si basa sull'intervento di ritorno, consistente nel tagliare solo i rami più piccoli e sottili, evitando assolutamente di toccare quelli di grosso diametro. Questo stimola la nascita di nuove gemme, fiori e frutti senza stressare eccessivamente la pianta. I tagli devono essere netti, eseguiti con cesoie affilate e inclinati verso l'esterno, proprio sopra i punti di ramificazione. Dopo ogni taglio, è obbligatorio applicare del mastice cicatrizzante per proteggere la ferita dall'ingresso di agenti patogeni e favorire una rapida chiusura naturale della piaga.
  • A cosa serve potare il ciliegio oltre a produrre frutti?
    Oltre ad aumentare la quantità e la qualità delle ciliegie, la potatura ha uno scopo igienico-sanitario cruciale. Un ciliegio non potato tende a sviluppare una chioma fitta e intricata, che impedisce alla luce solare e all'aria di raggiungere i rami interni. Questa mancanza di ventilazione crea un ambiente umido ideale per la proliferazione di muffe, funghi e parassiti. Potando si assicura una corretta esposizione luminosa, si rafforza la struttura scheletrica della pianta e si riduce significativamente la vulnerabilità a malattie comuni, mantenendo l'albero sano e vigoroso per molti anni.

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