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Successione necessaria

Aggiornato il 24 febbraio 20172 capitoli4 domande frequenti
Rapporti familiari

Differenza tra successione legittima e successione necessaria

E' molto importante non fare confusione tra successione legittima e successione necessaria. La successione legittima regola la ripartizione dell'eredità del defunto privo di testamento o con testamento solo parziale tra i congiunti di vario grado, sino ad arrivare, in assenza di vincoli di parentela, allo Stato. La successione necessaria, invece, stabilisce l'ammontare delle quote di eredità che debbono per forza essere attribuite a determinati soggetti, detti legittimari, a prescindere dalla presenza o meno di un eventuale testamento. La violazione dei diritti dei legittimari giustifica azioni legali verso gli eredi testamentari.

I diritti dei legittimari

La successione necessaria fa capo all'art. 536 del Codice Civile. In base alle norme disciplinanti la successione necessaria, le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità, così limitando la capacità di disporre del testatore, sono: - il coniuge; - i figli legittimi; - i figli naturali; - gli ascendenti legittimi. Se il genitore lascia un solo figlio a questo va riservata la metà del patrimonio, se i figli sono due o più la riserva è di 2/3. Al coniuge è riservata la metà, 1/3 se concorre con più figli. In caso di concorso tra il solo coniuge e gli ascendenti, la riserva è rispettivamente della metà e di 1/4 del patrimonio.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra successione legittima e successione necessaria?
    La distinzione fondamentale risiede nella presenza di un testamento e nel ruolo della volontà del defunto. La successione legittima si applica quando manca un testamento o quando questo è nullo, regolando la ripartizione dei beni tra i parenti secondo l'ordine stabilito dalla legge fino allo Stato. La successione necessaria, invece, opera anche in presenza di un testamento valido: essa impone limiti alla libertà del testatore, riservando per legge quote di patrimonio inviolabili a specifici familiari (legittimari). In sintesi, la legittima detta chi eredita se non c'è volontà espressa, mentre la necessaria protegge i diritti minimi di certi parenti indipendentemente dalle disposizioni testamentarie.
  • Chi sono considerati 'legittimari' e hanno diritto alla quota di riserva?
    I legittimari sono quei familiari stretti cui la legge garantisce una parte minima dell'eredità, indipendentemente dal contenuto del testamento. Secondo l'articolo 536 del Codice Civile, i soggetti tutelati sono quattro categorie: il coniuge, i figli legittimi, i figli naturali (adottivi o riconosciuti) e gli ascendenti legittimi (genitori e nonni). È importante notare che fratelli e sorelle, o altri parenti collaterali, non rientrano in questa categoria protetta e possono essere completamente esclusi dall'eredità tramite testamento, salvo casi eccezionali. La tutela si concentra esclusivamente sui discendenti diretti e sugli ascendenti.
  • Quale percentuale del patrimonio spetta al coniuge e ai figli?
    Le quote di riserva variano in base al numero di figli presenti. Se il defunto lascia un solo figlio, a questi spetta la metà del patrimonio (50%) come riserva legittima. Se ci sono due o più figli, la riserva complessiva sale a due terzi (66,67%) del patrimonio, da dividersi equamente tra loro. Per quanto riguarda il coniuge, la sua quota di riserva è la metà del patrimonio se eredita da solo; tuttavia, se concorre con uno o più figli, la sua riserva scende a un terzo (33,33%). Queste percentuali rappresentano il minimo indisponibile che il testatore non può toccare.
  • Cosa succede se il testatore viola i diritti dei legittimari?
    Se il testamento attribuisce al legittimario una quota inferiore a quella prevista dalla legge, si verifica una lesione della riserva legittima. In tal caso, il familiare leso ha il diritto di agire legalmente per ottenere la reintegrazione della propria quota. L'azione legale, nota come azione di riduzione, permette di recuperare la parte mancante attingendo dai beni assegnati agli altri eredi o ai beneficiari del testamento. Questa tutela giuridica assicura che i diritti fondamentali dei legittimari siano rispettati, rendendo nulli o riducibili le disposizioni testamentarie che li ledono.

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