Esempio della dichiarazione di conformità in inglese

Regole tasse casa

Dichiarazione di conformità

Volete vendere o acquistare una casa ? Non potete fare a meno della dichiarazione di conformità, un documento obbligatorio previsto dalla legge.

di Redazione

15 giugno 2017

Cos'è la dichiarazione di conformità?

La dichiarazione di conformità è un documento ufficiale che serve per attestare gli impianti di luce, acqua e gas, confermando che sono realizzati nel rispetto delle attuali normative legislative. Qualora un'abitazione non abbia la dichiarazione di conformità al momento dell'atto di compravendita, il committente e l'impresa potrebbero rischiare delle pericolose sanzioni. La dichiarazione di conformità, abbreviata DiCo, viene rilasciata dall'impresa che installa l'impianto a gas, quello idraulico oppure quello elettrico. La stessa impresa si occupa della manutenzione dell'impianto. La dichiarazione di conformità, rilasciata all'installazione, viene aggiornata dopo ogni atto di manutenzione effettuato per mano dell'impresa. Nella dichiarazione di conformità vengono specificate le tecniche di realizzazione e il modus operandi durante la realizzazione dell'impianto. La dichiarazione di conformità può essere sostituita dalla dichiarazione di rispondenza.

Cosa serve per la dichiarazione di conformità?

Qualora l'impresa abilitata all'installazione e/o alla manutenzione dell'impianto elettrico, idraulico o quello del gas non abbia rilasciato la dichiarazione di conformità, dev'essere l'inquilino stesso a richiederla. Questo poiché la realizzazione e la manutenzione degli impianti sopracitati sono degli atti disciplinati dalla legge italiana. Inoltre, per compilare correttamente la dichiarazione di conformità servono delle nozioni conosciute unicamente dall'impresa interessata al lavoro. Occorre specificare il tipo di materiali utilizzati, le tecniche messe in atto, la data di realizzazione dell'impianto, le date di manutenzione e molto altro ancora. La dichiarazione di conformità viene richiesta dallo sportello unico dell'edilizia che rilascia il certificato di agibilità di un edificio. Tale certificato dev'essere "trasmesso" al momento della vendita dell'abitazione ai futuri inquilini. Altrimenti la casa è da considerarsi inagibile e quindi non vendibile.

Dettagli specifici per ogni impianto

Perché la dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico sia giuridicamente valida, a questa bisogna allegare il progetto firmato da un tecnico abilitato, solo se la potenza del contatore è superiore ai 6 Kw. Nella dichiarazione è possibile specificare anche la presenza di un impianto televisivo. Per quanto concerne la dichiarazione di conformità dell'impianto del gas, anche in questo caso occorre allegare il progetto firmato da un tecnico se la potenza termica complessa fosse superiore ai 50 Kw. Altrimenti basterebbe la firma dell'impresa. Per quanto concerne la dichiarazione di conformità dell'impianto idrico, non è necessario allegare alcun progetto. Al suo posto l'impresa di realizzazione dovrà presentare uno schema dell'impianto con la specificazione dei suoi principali elementi. Infine, per l'impianto di riscaldamento la dichiarazione di conformità si rende necessaria solo nel caso della sostituzione dei radiatori o della caldaia. In caso d'impianti di riscaldamento con canne collettive è necessario allegare il progetto firmato da un tecnico.

Quali obblighi ha il proprietario?

Per legge sono previsti vari obblighi che il proprietario dell'edificio ha nei confronti dei vari impianti. Il primo, e forse il più importante, è di mantenere gli impianti in efficienza seguendo le istruzioni d'utilizzo e quelle di manutenzione. Il proprietario ha anche l'obbligo di comunicare all'impresa gli avvenuti guasti, contattandola per svolgere le riparazioni. Sebbene l'impresa sia sempre e comunque responsabile del corretto funzionamento degli impianti, il proprietario ha l'obbligo di non effettuare azioni che possano rivelarsi nocive per lui e per i vicini. Una volta finiti i lavori, il proprietario dell'abitazione ha 30 giorni di tempo per comunicare agli erogatori la dichiarazione di conformità o quella di rispondenza. Lo stesso vale anche per coloro che realizzazione delle modifiche nella potenza delle utenze o nella loro portata. Qualora la comunicazione non dovesse avvenire tempestivamente, la fornitura potrebbe venire interrotta e il proprietario multato per inadempienza agli obblighi di legge.

Quando serve la dichiarazione di rispondenza?

Qualora il proprietario non fosse in grado di reperire la dichiarazione di conformità, egli potrebbe utilizzare la dichiarazione di rispondenza. Quest'ultima, però, è valida per certificare soltanto gli impianti realizzati prima del 2008. La dichiarazione di rispondenza dev'essere sottoscritta da un tecnico-impiantista oppure da un responsabile dell'azienda che ha svolto i lavoro. Un requisito fondamentale perché la dichiarazione sia valida è che il firmatario abbia svolto almeno 5 anni di professione. Come accade con la dichiarazione di conformità, alla dichiarazione di rispondenza bisogna allegare i vari accertamenti e svolgere i sopralluoghi necessari per verificare l'efficienza dell'impianto. Qualora l'impianto da verificare fosse stato realizzato dopo il 2008 la sostituzione sarebbe inutile e si dovrebbe procedere soltanto contattando l'impresa che realizzato l'impianto, perché essa svolga l'iter e rilasci la dichiarazione di conformità.

Il modulo

Il modulo della dichiarazione di conformità è realizzato dalla Camera di Commercio ed è facilmente trovabile sul relativo sito nella sezione della modulistica. Tuttavia si sconsiglia di compilarlo autonomamente, senza possedere le dovute conoscenze. Difatti non è l'utente a doverlo richiedere, ma è l'impresa a doverlo rilasciare. Nella maggior parte dei casi è l'azienda stessa a fornire il modulo all'utente, che non deve preoccuparsi di scaricarlo e compilarlo. Ciò che deve fare l'utente è avere il modulo originale utile per attestare l'agibilità della casa. Qualora vi fossero delle verifiche sul grado di agibilità si potrebbe mostrare agli enti di controllo una fotocopia, ancor prima della copia originale. In via generale ci devono essere 4 copie della dichiarazione di conformità: una per l'utente, una al committente firmata dal tecnico, una all'installatore (firmata dal committente) e un'altra all'installatore, che la depositerà presso lo sportello per l'edilizia del comune ove è avvenuta l'installazione.

Domande frequenti

  • Cos'è la Dichiarazione di Conformità (DiCo) e quando è obbligatoria?
    La Dichiarazione di Conformità è un documento legale rilasciato dall’impresa installatrice che attesta che gli impianti elettrici, idraulici o del gas rispettano le normative vigenti. È obbligatoria per qualsiasi nuova installazione o modifica significativa. Nel contesto immobiliare, la DiCo è fondamentale per dimostrare l’agibilità dell’immobile; senza di essa, la casa non può essere legalmente venduta o affittata, poiché verrebbe considerata inagibile. Il documento specifica tecniche, materiali usati e date di realizzazione/manutenzione.
  • Posso sostituire la Dichiarazione di Conformità con la Dichiarazione di Rispondenza?
    Sì, ma solo per impianti realizzati prima del 2008. La Dichiarazione di Rispondenza certifica che l’impianto era conforme alle norme all’epoca della costruzione. Deve essere firmata da un tecnico abilitato con almeno cinque anni di esperienza. Se l’impianto è stato realizzato dopo il 2008, la Dichiarazione di Rispondenza non è valida: devi contattare l’impresa installatrice per ottenere la corretta Dichiarazione di Conformità attuale.
  • Chi deve occuparsi del rilascio della DiCo: io o l’impresa?
    È esclusivo compito dell’impresa installatrice abilitata rilasciare e firmare la Dichiarazione di Conformità. L’utente finale non deve compilare il modulo autonomamente, poiché richiede competenze tecniche specifiche. L’azienda fornirà il documento completo, che prevede quattro copie: una per il cliente, una per il committente/tecnico, una per l’installatore e una da depositare allo Sportello Unico per l’Edilizia del Comune. Tu devi solo conservarla e presentarla alla vendita.
  • Devo allegare il progetto tecnico alla DiCo?
    Dipende dal tipo di impianto e dalla sua potenza. Per l’impianto elettrico, il progetto firmato da un tecnico è obbligatorio se la potenza del contatore supera i 6 kW. Per il gas, serve se la potenza termica complessa supera i 50 kW. Per l’impianto idrico non serve il progetto, ma uno schema con gli elementi principali. Per il riscaldamento, il progetto è necessario solo in caso di sostituzione radiatori/caldaia o se ci sono canne fumarie collettive.
  • Quali sono i miei obblighi come proprietario riguardo agli impianti?
    Come proprietario, hai l’obbligo di mantenere gli impianti efficienti secondo le istruzioni d’uso e di manutenzione. Devi segnalare tempestivamente eventuali guasti all’impresa per le riparazioni. Inoltre, entro 30 giorni dalla fine dei lavori o dalle modifiche alle utenze, devi far comunicare la DiCo o di Rispondenza agli erogatori (enel, gas, ecc.). Il mancato rispetto di questi termini può portare all’interruzione della fornitura e a multe salate per inadempienza.