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Deumidificazione elettrofisica

Aggiornato il 10 novembre 20162 capitoli4 domande frequenti
Esempio di umidità di risalita.

Umidità di risalita

Appartamenti al piano terra sui quali non sia stato eseguito un corretto lavoro di impermeabilizzazione o che siano esposti a condizioni atmosferiche critiche, possono subire il fenomeno dell'umidità di risalita. Il motivo per cui questo accade è dato dal fatto che l'umidità presente nelle pareti può acquisire una carica elettrica e quindi, una differenza di potenziale elettrico tra la parete e il pavimento. Nel caso si sia verificato questo spiacevole evento sappiate che non tutto è perduto. Si può infatti intervenire in maniera rapida e non invasiva installando un apparecchio di deumidificazione elettrofisica. Questi impianti sono in grado di modificare la differenza di potenziale che si è creata tra il pavimento ed il muro trasportando l'umidità verso il basso, e quindi lontano dal muro. Il processo è lento ma costante e terminerà con l'asciugatura completa della parete.

Impianti di deumidificazione elettrofisica

La prima operazione da effettuare quando si vuole intervenire con un impianto di deumidificazione elettrofisica è la ricerca del punto in cui si localizza la condensazione dell'umidità. Questa operazione va effettuata con un tester per misurare la carica elettrica che si forma all'interno del muro. Vanno inoltre identificate le cause che hanno portato all'eccesso di umidità. In particolare va analizzata la differenza di temperatura tra interno ed esterno, una delle cause più comuni di formazione di condensa tra l'intonaco e la parete. Infine è buona norma analizzare i livelli di umidità con l'ausilio di un igrometro, l'ideale è utilizzarne uno in grado di scandagliare fino a 4-5 centimetri all'interno dell'intonaco. A questo punto è possibile installare l'apparecchio di deumidificazione elettrofisica scegliendone uno tra i diversi tipi esistenti in commercio. Il raggio di azione di alcuni deumidificatori può arrivare a quindici metri sia orizzontalmente che verticalmente.

Domande frequenti

  • Come funziona tecnicamente la deumidificazione elettrofisica contro l'umidità di risalita?
    L'impianto agisce modificando la differenza di potenziale elettrico esistente tra il muro e il pavimento. L'umidità nelle pareti accumula una carica elettrica; l'apparecchio trasferisce questa energia, spingendo l'acqua verso il basso, lontano dalla superficie muraria. È fondamentale comprendere che si tratta di un processo graduale: non asciuga istantaneamente, ma opera in modo costante nel tempo fino alla completa eliminazione dell'umidità residua nella struttura.
  • Quali strumenti servono per diagnosticare correttamente il problema prima dell'installazione?
    Prima di installare qualsiasi dispositivo, è indispensabile una diagnosi accurata. Servono un tester per misurare la carica elettrica interna al muro e un igrometro specifico capace di penetrare 4-5 centimetri nell'intonaco per rilevare i livelli reali di umidità. Inoltre, bisogna identificare le cause scatenanti, come le differenze termiche tra interno ed esterno che favoriscono la condensa, distinguendo così la risalita capillare da altri tipi di infiltrazioni.
  • Quanto tempo ci vuole perché l'apparecchio asciughi completamente la parete?
    I tempi variano in base alla gravità del danno e allo spessore dei muri, ma il processo non è immediato. La deumidificazione elettrofisica lavora in modo lento ma costante. Una volta installato, l'apparecchio inizia a traslocare l'umidità verso il basso; la parete impiegherà settimane o mesi per asciugarsi definitivamente, a seconda della quantità di acqua accumulata storicamente nella struttura edilizia.
  • Qual è il raggio d'azione tipico di questi dispositivi?
    La capacità di intervento dipende dal modello scelto. Alcuni deumidificatori elettrofisici commerciali offrono un raggio d'azione significativo, arrivando fino a quindici metri sia in senso orizzontale che verticale. Questo permette di trattare ampie superfici o interi lati di edifici senza bisogno di installare numerosi punti di emissione, purché l'alimentazione e il posizionamento siano corretti secondo le specifiche tecniche del produttore.

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