Casapratica.net · guide e consigli pratici
Muri · Pareti e muri

Intonaco

Aggiornato il 06 giugno 20176 capitoli5 domande frequenti
Posa in opera dell'intonaco

Protegge le pareti esterne e orna quelle interne

L'intonaco è una miscela pastosa di calce o gesso, acqua e sabbia, che indurisce all'essiccamento ed è utilizzato per il rivestimento di soffitti, muri e pareti. L'intonaco applicato sulle pareti esterne ha principalmente una funzione protettiva contro gli agenti climatici ed è relativamente termoisolante, anche a seconda di come è accessoriato. L'intonaco per interni è principalmente estetico ed è progettato secondo il tipo di finitura a cui viene applicato e il numero di strati necessari. L'intonaco ornamentale per soffitti può essere applicato con un attrezzo di stampaggio in metallo che rappresenta il negativo del profilo desiderato. Alcuni elementi dell'intonaco ornamentale possono essere prefabbricati (cornici ad esempio, o rosoni) e bloccati in posizione con gesso di Parigi. Sull'intonaco delle pareti interne possono essere applicati direttamente rivestimenti come piastrelle, stencil, carta da parati, mentre vari tipi di finitura, tra cui colori e texture, possono essere incorporati nell'intonaco. Con la tecnica splatter, che consiste nello schizzare materiale inerte con una certa forza sul rivestimento quando è ancora morbido, si possono ottenere effetti particolari.

L'intonaco, antichissimo stratagemma per difendersi dal freddo

L'intonaco è stato utilizzato fin dalla preistoria e rappresenta una delle più antiche tecniche costruttive. È provato dai ritrovamenti archeologici che i popoli primitivi intonacavano i loro rifugi di canne con il fango, ottenendo strutture più durevoli e protette da intemperie e parassiti. Un tipo di gesso calcinato utilizzato in seguito nelle piramidi dagli egizi è molto simile all'attuale gesso di Parigi e le prime malte a base di calce, sabbia, fibre animali e acqua sono molto simili a quelle utilizzate in tempi attuali. Nella storia dell'architettura greca veniva utilizzata una miscela bianca di alta qualità di calce e stucco, usata per coprire gli esterni dei templi con la tecnica della stuccatura. I soffitti ornamentali in gesso dell'Inghilterra di Enrico VIII sono tutt'ora ammirabili. Il gesso come materiale per le intonacature per pareti e soffitti rimane di uso comune a tutt'oggi, anche se il suo uso ornamentale è diminuito notevolmente. Facilita la pulizia e l'igiene ed è un ritardante nella propagazione del fuoco.

Le diverse qualità dell' intonaco

Fino alla fine del XIX° sec. si usavano intonaci a base di calce, composti da calce, aggregati, fibra ed acqua. La calce si ricavava dal calcare dei gusci di ostriche e conchiglie, l'aggregato dalla sabbia e la fibra da bovini o dal pelo di maiale. In alcuni casi calce e gesso venivano usati in combinazione per le mani di fondo e le finiture sopratuttto nella prima parte del XX° sec. Rispetto alla calce, il gesso aveva una finitura più dura e poteva essere applicato con maggiore rapidità. La versatilità di questo materiale inoltre faceva sì che potesse essere meglio applicato su supporti di diversa natura come pietra, mattoni e graticciati di legno. L'adattabilità di questo intonaco, in grado di fornire superfici resistenti e facili da pulire, lo rendeva idoneo a rivestire pareti piane o curve di qualsiasi costruzione di qualunque dimensione, forma e configurazione. Quest'elemento ha reso il gesso materiale prescelto degli intonaci di quasi tutti gli edifici, almeno fino al 1930.

L'intonaco a calce

Il tradizionale intonaco a calce veniva posato dagli stuccatori che mescolavano accuratamente la calce viva con acqua. Il composto come prima reazione liberava calore, ma una volta raffreddato si otteneva il grassello di calce a cui si poteva aggiungere sabbia e fibre. Questa miscela a grana grossa veniva applicata in uno o due strati per costituire lo spessore della parete. Gli strati seguenti costituivano il rinzaffo (la graffiatura che faceva da aggrappante) e il cappotto colorato. L'ultimo strato conteneva una percentuale maggiore di grassello di calce, poco aggregato e nessuna fibra e dava al muro una superficie bianca e liscia. Rispetto agli altri strati, quest'ultimo era molto sottile, di solito meno di 10 mm. Quest'ultima finitura a volte conteneva polvere di marmo, che poteva essere levigata e lucidata con una spatola d'acciaio, oppure quantità dosate di gesso per accelerare il tempo di presa. Se lo stuccatore aggiungeva sabbia, il muro avrebbe mostrato i caratteristici segni circolari della spazzolatura.

L'intonaco a gesso

Il gesso si può utilizzare non appena mescolato con acqua, rapprende in pochi minuti e si asciuga in due o tre settimane contro i quaranta giorni dell'intonaco a calce. Tradizionalmente non richiedeva un legante fibroso, e costituiva supporti più rigidi ma una volta che l'intonaco asciutto diventa difficile capire la differenza tra l'intonaco a gesso e quello a calce. L'inconveniente dell'intonaco a gesso era la mancanza di idrorepellenza e la sua predisposizione ai danni da umidità. La protezione dall'acqua veniva resa da spazi di aria lasciati nella muratura in modo da impedire il trasferimento dell'umido. Nelle operazioni di restauro occorre interpellare un esperto stuccatore per individuare le caratteristiche del proprio intonaco. È da tenere presente infatti che, fin quando è possibile, è sempre meglio riparare l'intonaco anziché rimuoverlo del tutto, operazione lunga e costosa. Per riparare l'intonaco è sempre necessario ricorrere a professionisti qualificati, dotati di esperienza e strumenti speciali, mentre le piccole riparazioni possono essere effettuate con il fai da te eventualmente con l'assistenza dello stuccatore.

Gli inconvenienti

Quando l'intonaco si asciuga diventa relativamente rigido e dovrebbe durare per un tempo indefinitivamente lungo. Tuttavia vi sono condizioni che causano la rottura dell'intonaco, efflorescenze e distacchi. Questi problemi dell'intonaco possono essere causati da complicazioni strutturali, scarsa manodopera, indurimento improprio e umidità. I problemi strutturali possono essere dovuti a sovraccarichi, a vibrazioni, a problemi di fondamenta. Possono creare nel primo caso crepe da sforzo e negli altri crepe orizzontali. Errori iniziali nella costruzione, come angoli deboli, incorniciatura difettosa di porte e finestre possono far passare l'umidità causando rigonfiamenti dell'intonaco. Anche i materiali scadenti ovviamente possono inficiare la resistenza dell'intonaco. Oggi si utilizzano per lo più intonaci premiscelati, composti da leganti, inerti ed additivi nelle proporzioni idonee e semplici da preparare aggiungendo l'acqua e seguendo le indicazioni del produttore. Il dosaggio corretto, la miscelazione dei materiali, gli spessori adeguati, le temperature e la circolazione dell'aria durante la polimerizzazione, sono di vitale importanza per la qualità del risultato finale.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra intonaco a calce e intonaco a gesso?
    La differenza sostanziale risiede nei tempi di essiccazione e nelle proprietà fisiche. L'intonaco a gesso rapprende rapidamente, in pochi minuti, e si asciuga completamente in due o tre settimane, offrendo una finitura più dura e rigida. Al contrario, l'intonaco a calce richiede tempi molto più lunghi, fino a quaranta giorni per l'asciugatura completa, e tende a essere più flessibile. Storicamente, il gesso era preferito per la sua velocità di posa e adattabilità su diversi supporti, mentre la calce offriva una maggiore traspirabilità. Oggi, per distinguere i due materiali su vecchie murature, spesso è necessaria l'analisi di un esperto, poiché una volta asciutti possono apparire visivamente simili.
  • Perché l'intonaco si spacca o si distacca dalle pareti?
    Le cause principali sono legate all'umidità, a errori di posa o a problemi strutturali dell'edificio. L'umidità è nemica giurato: se penetra nella muratura, causa rigonfiamenti, distacchi ed efflorescenze saline. Problemi strutturali come fondazioni instabili, vibrazioni o sovraccarichi generano crepe da sforzo, spesso orizzontali. Inoltre, una manodopera scarsa, un indurimento improprio (spesso dovuto a temperature errate o scarsa ventilazione durante la polimerizzazione) o l'uso di materiali scadenti compromettono la tenuta. Anche dettagli costruttivi sbagliati, come cornici di porte e finesture mal isolate, permettono il passaggio di umidità che danneggia il rivestimento nel tempo.
  • È meglio riparare o rimuovere totalmente l'intonaco vecchio?
    Nella maggior parte dei casi, è preferibile intervenire con una riparazione mirata piuttosto che procedere alla rimozione totale. Rimuovere l'intonaco è un'operazione lunga, complessa e costosa che comporta grandi quantità di detriti e rischi strutturali se non eseguita con cura. Le piccole riparazioni possono talvolta essere gestite con il fai-da-te, ma per interventi significativi è fondamentale rivolgersi a professionisti qualificati. Solo un esperto può valutare correttamente lo stato del supporto e scegliere il materiale compatibile per evitare futuri distacchi. La conservazione dell'esistente, quando possibile, garantisce coerenza estetica e stabilità, risparmiando tempo e denaro rispetto a una ricostruzione ex novo.
  • Cosa sono gli intonaci premiscelati moderni e quali vantaggi offrono?
    Gli intonaci premiscelati sono soluzioni industriali composte da leganti, inerti e additivi già dosati nelle proporzioni corrette dal produttore. A differenza delle miscele tradizionali fatte in cantiere, questi prodotti garantiscono una qualità costante e riducono il rischio di errori di dosaggio. Il vantaggio principale è la semplicità di utilizzo: basta aggiungere acqua seguendo rigorosamente le istruzioni del produttore per ottenere un composto pronto all'uso. Questo assicura spessori uniformi e prestazioni meccaniche ottimizzate. Tuttavia, il successo della posa dipende comunque da fattori ambientali cruciali, come la temperatura corretta e una buona circolazione dell'aria durante la fase di asciugatura e polimerizzazione.
  • Come si ottengono effetti decorativi specifici sull'intonaco interno?
    Esistono diverse tecniche per personalizzare l'estetica dell'intonaco interno. Si possono applicare finiture dirette come vernici, texture o stencil, oppure integrare materiali diversi nella miscela stessa. Una tecnica particolare è lo 'splatter', che consiste nello schizzare materiale inerte con forza sulla superficie ancora morbida per creare effetti irregolari e artistici. Per i soffitti, si utilizza uno strumento di stampaggio metallico per riprodurre profili decorativi, oppure si fissano elementi prefabbricati come cornici e rosoni usando gesso di Parigi. Queste metodologie permettono di adattare l'aspetto dell'intonaco allo stile desiderato, trasformando una semplice parete in un elemento decorativo centrale della stanza.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche