Lo scalpello

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Scalpello

Lo scalpello: uno strumento di facile utilizzo ed indispensabile per la lavorazione del legno. Ecco tutte le caratteristiche ed i consigli per utilizzarlo al meglio.

di Redazione

26 marzo 2017

Tipologie di scalpello

Lo scalpello è uno strumento composto di una lunga lama affilata, fissata ad un manico realizzato solitamente in legno o in plastica. Il primo consiglio utile per la scelta dello scalpello è considerare il tipo di codolo di cui si necessita. Il codolo è la parte che unisce la lama dello scalpello al manico. Dal tipo di codolo dipende la differente impugnatura dello scalpello. Vediamo le diverse tipologie di scalpello : > a codolo appuntito, che è la più comune, caratterizzata dal codolo a forma piramidale incastrato nel manico; > a codolo a bicchiere, caratterizzata da un codolo incavato in cui viene incollato un manico; > scalpelli giapponesi, nei quali spesso troviamo le caratteristiche di entrambe le precedenti tipologie. Il materiale più comunemente utilizzato per realizzare la lama è una lega di acciaio e cromo. Per gli scalpelli giapponesi viene invece utilizzato acciaio laminato con alta percentuale di carbonio.

Differenti usi dello scalpello in base alla lama

A seconda della forma della lama è possibile distinguere il tipo di utilizzo dello scalpello, i più comuni sono: - scalpello ordinario, ha la lama rettangolare di dimensioni comprese tra i 3 e i 50mm, ha impieghi generali; - scalpello a lama smussa, ha la lama smussata ai lati di dimensioni dai 4 ai 50mm, viene utilizzato per lavori leggeri e di precisione; - bedano, ha una lama rettangolare dai lati squadrati e di spessore elevato le cui dimensioni sono comprese tra i 4 e i 30mm, viene utilizzato per scavare le cave; - scalpello corto, versione ridotta dello scalpello a lama smussa, viene utilizzato per rifinire scanalature ed incastri; - scalpello a uncino, la parte finale della lama è ricurva, essa è di spessore elevato e senzione rettangolare, ha lo scopo di ripulire e rifinire incastri ciechi; - scalpello a lama inclinata, ha la lama simile a quello ad angoli smussati, ma la parte finale della lama ha un'inclinazione variabile di circa 45°, viene utilizzato per rifinire incastri complessi; - scalpello ad angolo, la lama ha una sezione ad angolo retto, viene utilizzato per squadrare incastri.

Lo scalpello elettrico

Utile per facilitare il lavoro a chi è dedito ai lavori manuali, lo scalpello elettrico assicura un'ottima riuscita eliminando l'utilizzo del martello. Ha un'impugnatura comoda ed è maneggiabile anche da chi è alle prime armi. Anche in questo caso varia la forma della lama a seconda dell'esigenza di utilizzo, essa può essere ad U, a V, tonda, rettangolare, a rasoio o piatta. Non è un attrezzo costoso, proprio per questo è sempre più diffuso tra gli appassionati di bricolage. I modelli più affidabili sono quelli Proxxon, il cui prezzo si aggira intorno ai 150 euro. Come per gli scalpelli tradizionali, anche per quelli elettrici è necessario affilare la lama per garantirne le prestazioni. In alternativa si possono acquistare set completi per la sostituzione delle parti usurate, al costo di circa 40 euro.

Come utilizzare lo scalpello

Per effettuare una sbucciatura e sfoltitura del materiale si utilizza un metodo detto presa a due mani, per cui una mano guida il lavoro mentre l'altra fornisce forza. Con questo metodo è possibile anche realizzare piccoli fori e scanalature. Se si necessita di una maggiore forza di taglio, è consigliabile impugnare con una mano il manico e usare un martello o una mazzuola per guidare lo scalpello. Fare attenzione quando si adopera questo metodo, perchè se il manico dello scalpello non è resistente potrebbe spezzarsi, inoltre potrebbero volare pericolose schegge. La forza impiegata nell'utilizzo del martello determinerà la profondità dell'incisione. Un altro metodo per lavorare con lo scalpello è di usarlo come una lima. Esso consiste nel tagliare il legno dalla parte opposta al senso delle venature ed inclinando lo scalpello di circa 30°. Per definire la profondità dell'incisione, in questo caso, basterà cambiare l'angolo di inclinazione dello scalpello. I movimenti vanno ripetuti fino a che non si ottiene il risultato desiderato. Per un'ottima riuscita del lavoro e per una più semplice manegevolezza dello scalpello è utile ogni tanto affilarne la lama.

Domande frequenti

  • Come si scelgono gli scalpelli giusti per iniziare?
    La prima regola è valutare il tipo di codolo, ovvero la parte che collega la lama al manico. Esistono principalmente tre varianti: il codolo appuntito, il più comune e robusto, adatto alla maggior parte degli utenti; il codolo a bicchiere, dove il manico è incollato in un'incavatura, tipico di alcuni modelli professionali; e gli scalpelli giapponesi, che combinano caratteristiche ibride. Per la lama, l'acciaio al cromo è lo standard per durabilità e tenuta del filo, mentre l'acciaio al carbonio, usato spesso negli strumenti giapponesi, offre una nitidezza superiore ma richiede maggiori cure contro la ruggine. Scegliere il modello corretto garantisce comfort e sicurezza durante l'uso.
  • Qual è la differenza tra scalpello ordinario, bedano e scalpello a lama smussa?
    La distinzione risiede nella geometria della lama e nell'uso specifico. Lo scalpello ordinario ha una lama rettangolare (da 3 a 50 mm) ed è ideale per lavori generali di asportazione di materiale. Lo scalpello a lama smussa presenta i lati della lama rastremati, rendendolo perfetto per lavori di precisione e finitura leggera grazie alla sua capacità di entrare in spazi stretti. Il bedano, invece, ha una lama spessa e dai bordi perfettamente squadrati (4-30 mm); la sua robustezza lo rende lo strumento principe per scavare cave profonde e piane, resistendo meglio alle sollecitazioni laterali rispetto agli altri tipi durante la rimozione di grandi quantità di legno.
  • È sicuro usare lo scalpello con il martello?
    L'uso del martello o della mazzuola aumenta notevolmente la potenza di taglio, permettendo di incidere legni duri o di eseguire incisioni profonde, ma comporta rischi specifici. È fondamentale verificare che il manico sia integro e ben fissato; un manico crepato o mal inserito può spezzarsi sotto l'impatto, scagliando schegge metalliche pericolose verso l'operatore. Inoltre, la forza applicata deve essere controllata per evitare di danneggiare il pezzo in lavoro o lo strumento stesso. Questa tecnica richiede pratica: si consiglia di iniziare con colpi leggeri per prendere confidenza con la resistenza del legno e la reattività dell'utensile prima di aumentare l'intensità.
  • Quando e come va affilato lo scalpello?
    Affilare lo scalpello periodicamente è essenziale per garantire efficienza e sicurezza. Una lama spenta richiede più forza per tagliare, aumentando il rischio di slittamenti accidentali e di danni al legno. Si consiglia di affilare lo strumento ogni volta che si nota difficoltà nel tagliare pulito o se la lama lascia orli sfilacciati. L'affilatura ripristina il bordo tagliente originale. Per gli scalpelli elettrici, oltre all'affilatura manuale, è possibile sostituire le lame usurate con set completi, che costano mediamente 40 euro. Mantenere il filo affilato non migliora solo la qualità del lavoro, ma riduce anche l'affaticamento fisico durante le operazioni di sbucciatura e finitura.