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Tipi di viti

Aggiornato il 09 marzo 20173 capitoli5 domande frequenti
Esempi viti

Tipi di viti

Gli attrezzi presenti all'interno dei reparti di fai da te, tra gli altri accessori includono diversi tipi di viti e chiodi. Le viti sono degli elementi indispensabili, usati per tenere unite tra loro due o più unità (in legno, metallo, plastica etc.). Esse sono costituite da un corpo cilindrico in acciaio o ottone, sul quale viene realizzata (o meno) una filettatura a forma di elica. Il corpo della vite ha una punta affilata a una estremità, e una testa (tonda, mezza tonda, cilindrica etc.) all'altra estremità, con degli attacchi diversi secondo il modello acquistato. Tutti i tipi di viti si differenziano dai chiodi, non soltanto perché a questi ultimi manca la filettatura, ma anche perché si fissano sul materiale con un martello e non possono essere utilizzati più volte.

Tipi di viti per forma

I tipi di viti si differenziano per tipi di testa, misure, forme e materiali. Presso negozi specializzati di fai da te è possibile trovare tanti modelli di chiodi e viti, i quali possono avere: testa tonda, cilindrica, mezza tonda, svasata piana, svasata con calotta e a bottone. Una seconda suddivisione avviene in base al tipo d'innesto (dove s'inserisce il cacciavite), e in questo caso ci sono: con innesto a croce, con innesto a taglio e pozidriv (a otto tagli). Le viti a croce e a pozidriv, rispetto a quelle a taglio, permettono una maggior centratura del cacciavite e una presa più salda durante l'avvitamento. Per quanto riguarda la distinzione rispetto all'utilizzo, ci sono: viti semplici (vitate su un foro praticato col trapano), viti autofilettanti (adatte per il legno) e viti auto-perforanti (perforano materiali sottili).

Misure e materiali

Un'altra distinzione dei tipi di viti riguarda la misura. Questa è espressa con una lettera (riporta la lunghezza tra due creste di una stessa filettatura) e due numeri, dove il primo rappresenta il diametro e il secondo la lunghezza della vite. Per quanto riguarda i materiali, nella sezione attrezzi fai da te è possibile trovare diversi tipi di viti e chiodi realizzati in acciaio, titanio, rame, porcellana, nylon o teflon. Le viti in acciaio sono quelle più utilizzate in quanto resistenti e difficilmente soggette a corrosione. Quelle in teflon e nylon sono impiegate nelle parti elettriche in quanto possiedono un forte potere isolante. La scelta tra i vari modelli di viti e chiodi dipende dall'utilizzo che se ne deve fare. Per il legno sono indicate le autofilettanti con innesto a pozidriv, per il metallo bisogna prediligere quelle con corpo filettato e per il cartongesso è conveniente utilizzare le viti filettate a testa piana svasata.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra viti e chiodi?
    La differenza fondamentale risiede nel metodo di fissaggio e nella struttura. Le viti presentano una filettatura elicoidale sul corpo cilindrico e si inseriscono avvitando, spesso previa foratura del materiale, permettendo smontaggi successivi senza danneggiare il pezzo. I chiodi, invece, sono privi di filettatura e si fissano meccanicamente tramite percussione con il martello; una volta inseriti, non possono essere rimossi o riutilizzati facilmente. Entrambi servono ad unire materiali come legno, metallo o plastica, ma la vite offre una tenuta più sicura e reversibile.
  • Come scegliere la vite giusta per il legno?
    Per il legno, la scelta migliore ricade sulle viti autofilettanti. Queste sono progettate per creare la propria filettatura nel materiale ligneo senza necessità di pre-foratura, grazie alla punta affilata e alle filetti aggressivi. È preferibile optare per un innesto Pozidriv (otto tagli) o Phillips (croce), poiché garantiscono una centratura migliore del cacciavite e una presa più solida durante l'avvitamento, riducendo il rischio di slittamento. L'acciaio rimane il materiale standard per la sua resistenza e durabilità nel tempo.
  • Cosa sono le viti auto-perforanti e quando usarle?
    Le viti auto-perforanti sono specifiche per materiali metallici sottili, come lamierati o profilati. A differenza delle viti per legno, queste possiedono una punta speciale che permette di perforare il metallo direttamente mentre si avvita, eliminando la necessità di praticare un foro preliminare. Sono ideali per installazioni rapide su lastre metalliche. Si distinguono dalle viti autofilettanti per legno proprio dalla capacità di penetrare e creare la sede nel metallo sottile senza strumenti aggiuntivi di foratura.
  • Quale materiale di vite è consigliato per applicazioni elettriche?
    Per le applicazioni elettriche, si raccomandano viti realizzate in nylon o rivestite in teflon. Questi materiali offrono un eccellente potere isolante, prevenendo cortocircuiti e conducendo meno calore rispetto ai metalli conduttori come l'acciaio o il rame. Mentre le viti in acciaio zincato o ottone sono comuni per la loro resistenza alla corrosione nell'edilizia generale, l'isolamento elettrico diventa prioritario nei quadri elettrici o nelle connessioni sensibili, dove la sicurezza contro le scariche è fondamentale.
  • Come si interpretano le misure indicate sulle viti?
    Le dimensioni delle viti seguono uno standard preciso espresso generalmente con una lettera seguita da due numeri. La prima parte indica il diametro della vite (spesso associato a una lettera metrica o numerica), mentre i due numeri successivi specificano rispettivamente il diametro della filettatura e la lunghezza totale della vite, misurata dal punto in cui la vite entra nel materiale fino alla punta. Conoscere questa codifica è essenziale per selezionare la vite adatta allo spessore del materiale da unire, evitando che fuoriesca troppo o sia troppo corta.

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